Ma cosa è successo a Bologna?

Ma cosa è successo a Bologna?
Qualcosa di prevedibile e qualcosa di imprevisto.
La vittoria di Merola, le sue proporzioni, il suo distacco dagli avversari fanno parte della prima categoria.
Il numero dei votanti, della seconda.
La sorpresa, dunque, sta nelle dimensioni della partecipazione al voto; avevo previsto 20.000, certi “commentatori” dicevano 15.000, i votanti sono stati 28.390.

Come spiegarla, questa sorpresa?
In tre modi: 1) la persistente forza organizzata del Pd, anzi dello Spi (il sindacato pensionati della Cgil); 2) si trattava di “primarie di coalizione” e non solo del Pd; 3) c’è una domanda di politica che Bologna continua a porre.

BolognaLa partecipazione al voto nelle primarie bolognesi è proporzionalmente molto superiore a quella avvenuta a Milano e Napoli (e scommetterei anche a Torino).
I dati disaggregati per quartiere mostrano quanto sia ancora rilevante il peso delle classi d’età più anziane, quelle che sono largamente transitate dal Pci al Pds, ai Ds fino al Pd.
Non possono certo essere le differenze politiche – sfumature difficili da cogliere persino per i politologi – a spiegare il 77,4% di voti a Borgo Panigale raccolti da Merola, contro il 44,2% di Saragozza e il 40,7% di Santo Stefano.
Specularmente, il relativo successo della Frascaroli si sviluppa nei due quartieri in cui ha oltrepassato o sfiorato la maggioranza assoluta (Santo Stefano 53,2%, Saragozza 48,4%), e spero che nessuno voglia sostenere che i suoi argomenti sono tre volte più persuasivi fra i fuorisede (63,5%) che fra chi abita a Borgo Panigale (19,9%).
Dunque – a Bologna e solo a Bologna – la macchina organizzativa o, meglio, il voto di appartenenza, ha nettamente prevalso sul voto di opinione.
Bel paradosso per una formula come le primarie, che proprio sul voto di opinione affonda la propria essenza.

Resta da spiegare perché tante persone sono andate a votare in una competizione dall’esito segnato.
Primo: perché molti “commentatori” (quelli di “Repubblica” su tutti) hanno raccontato stupidaggini, descrivendo un risultato “aperto a ogni esito”. L’hanno fatto perché sono stupidi? Tutt’altro. L’hanno fatto perché il finto equilibrio competitivo poteva servire a mobilitare migliaia di potenziali elettori che altrimenti sarebbero rimasti a casa.
Ma c’è un secondo motivo, più nobile, che contribuisce a spiegare la cifra dei 28.390 votanti: a Bologna le primarie si sono disputate mentre infuriava il dibattito sul loro significato.
Per troppe volte, anche a Bologna, il Pd e i suoi precursori avevano convocato primarie utili solo ratificare decisioni già prese. E nell’ultima fase, dopo gli incidenti della Puglia e di Milano, Bersani aveva parlato di “rifare il tagliando” a questo strumento, che eventualmente avrebbe persino potuto essere sacrificato sull’altare delle alleanze (con Casini).
Penso che chi è andato a votare l’abbia fatto anche perché voleva rivitalizzare le primarie. In quanto tali. Nella speranza di rafforzare Vendola – votando Frascaroli… – oppure per affidarsi a qualcuno capace di togliere il Pd dal buco nero che lo sta inghiottendo.
Trovo grottesco chi parla di “vittoria della democrazia” o, peggio, invita Bersani a “fare come a Bologna”. Ieri come oggi, nel bene e nel male, l’Italia non è Bologna.

3 Responses to Ma cosa è successo a Bologna?

  1. alexdoc says:

    Ottimo pezzo, ma chapeau per le ultime due righe, sintesi perfetta di tutto. Bologna, così come tutta l'Emilia, non è mai stata l'Italia, e mai lo sarà. Nel bene e nel male. Si sono chiesti perchè non c'è mai stato nessun emiliano a guidare il "Partito"? Adesso c'è, ma non si vede…

  2. è piacentino. praticamente lombardo

  3. anonimo says:

    Vero. Però che palle questi pci-pds-ds-pd bolognesi ancora convinti di essere i primi del mondo da portare ad esempio come isola felice… aprissero un po' gli occhi anche loro! Merola ha vinto perchè un pezzo di CGIL (lo SPI) gli ha tirato la campagna, probabilmente in cambio di un assessorato per Spizzica, che già lo voleva con Delbono (che invece scelse un gruppetto di cislini); la dimostrazione è l'incredibile quantità di "nonni" che hanno votato. La Frascaroli invece ne ha portati svariate migliaia che diversamente non sarebbero usciti di casa; e invece grazie a lei lo hanno fatto e hanno contribuito a rendere queste primarie vere e partecipate. Questi voti della Frascarolisono una dote che però non è scontato che si sposti su Merola, perchè molto dipenderà dalla sua campagna. Di certo c'è che con Merola i poteri forti (ASCOM, ANCE, LEGACOOP, CNA & c.) potranno continuare a fare il bello (poco) e il brutto (molto) tempo a Bologna.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.