Arsène Lupin, ladro gentiluomo

Arsène Lupin, ladro gentiluomo
Maurice Leblanc, 1907

Vanitoso come certi primi della classe, Arsène Lupin è dotato di un talento proteiforme. Abile trasformista, ironico e audace, grande esperto di storia dell’arte (sa sempre distinguere un falso da un originale), tende a firmare i colpi, a rivendicarli, a preannunciarli (persino mentre è rinchiuso in carcere). Sfrontato, sempre alla ricerca di sfide difficili, di “santuari inviolabili”, è attratto, innanzitutto, dall’entità del rischio, proporzionale all’intelligenza necessaria per superarlo.
Audace ai limiti dell’incoscienza, è un “avventuriero” con uno spiccato senso dell’onore; la definizione di “ladro gentiluomo” gli viene attribuita perché non ricorre mai alla violenza. Nessuno conosce la sua vera identità, il suo passato: la Surêté ha ricostruito qualche traccia, l’instancabile ispettore Ganimard dedica ogni energia alla sua cattura, ma Lupin muove le pedine a suo piacimento. Abilissimo nella logica e nella psicologia, conosce il jiu-jitsu e la medicina, può imitare ogni calligrafia e modificare il proprio aspetto fino a rendersi irriconoscibile. Maestro di buon gusto, fuma i migliori Avana, sorseggia i migliori liquori, possiede una 35 cavalli Moreau-Lepton, una delle rare automobili che circolavano ai primi del Novecento.
I suoi colpi sono il frutto di una meticolosa preparazione, con una “disinvoltura affascinante” si dimostra preparato a tutto, quasi non concepisse l’irruzione degli imprevisti. In un’avventura, si diverte a comportarsi come se fosse un poliziotto e dovesse dare la caccia a Lupin. Fra i suoi vezzi, quello di far avere dettagliate notizie delle sue imprese a un giornale, il fantomatico Echo de France: si sussurra che Lupin sia uno dei principali azionisti del giornale.

Non può mancare – alla maniera di Poe – il classica delitto nella stanza chiusa, con gli investigatori incapaci di comprendere chi sia il colpevole e come sia andate le cose. Ci sono già le fotografie segnaletiche e le impronte digitali, ma la creatività del ladro gentiluomo può ancora esprimersi con agio, lo spirito di osservazione gli consente di individuare i punti deboli di casseforti e impianti di sicurezza, e sa rendersi “più silenzioso del silenzio, più invisibile della notte”.
Leblanc si rende conto che il vecchio ispettore Ganimard è un rivale inadeguato, e decide di inserire nella trama Herlock Sholmes, trasparente omaggio a Conan Doyle. Ne deriva una sfida intellettuale, una rivalità acerrima, foriera di nuovi episodi. Così come l’innamoramento per l’affascinante Nelly: per conquistarla, Arsène Lupin non ha dubbi nel rinunciare al bottino…

Arsène Lupin
Arsène Lupin gentleman cambrioleur, la prima raccolta pubblicata in Francia, comprende 9 racconti, ambientati nei primi del Novecento, in piena Belle Époque; la traduzione (per Mondadori) è di Giuseppe Pallavicini.
Fra il 1971 e il ’74, la Rai mise in onda 26 telefilm in cui il protagonista era interpretato da Georges Descrières.

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One Response to Arsène Lupin, ladro gentiluomo

  1. anonimo says:

    uno dei  miei 3-4 serial tv preferiti di sempre
    emim

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