Diffamate, qualcosa resterà

Diffamate, qualcosa resterà

Siamo il Paese in cui Roberto Saviano non è stato ancora ammazzato, dunque non dà fastidio a nessuno, anzi si fa pubblicità con la camorra.
Siamo il Paese in cui Gino Strada (uno che ha sempre avuto “le idee confuse”) fa politica, non chirurgia, dunque non si può escludere che dentro Emergency si siano infiltrati dei terroristi.
Siamo il Paese di “La mafia non esiste” e “Tutti telefonavano agli arbitri”.
Siamo il Paese in cui c’è gente che fa centinaia di chilometri per entrare in un Tribunale, a Napoli, applaudire Moggi e chiedergli un autografo. E siamo il Paese in cui si può infangare la memoria di Giacinto Facchetti, facendo credere che faceva come Moggi, ma era molto più stupido, perché non riusciva neanche a vincere.
Schizzare di fango le figure migliori, togliere ogni fiducia nella giustizia, rafforzare il qualunquismo del “sono tutti uguali”, colpevoli e vittime: a questo serve la disinformazione organizzata, a questo sono ridotti quelli che si prestano a diffondere veleni mediatici, scodinzolando dietro chi paga meglio.
Nel caso di Calciopoli, è in atto il tentativo di dimostrare che tutti minacciavano, ricattavano, corrompevano. Poco importa se, così facendo, si riattizzano odi per cui Inter-Juve si gioca senza tifosi juventini (mentre l’orario del derby di Roma viene deciso da chi gestisce l’ordine pubblico). Allo juventino avvelenato, potrei suggerire di chiedere la revoca dello scudetto all’Inter perché sia assegnato al Chievo; chiedere la restituzione alla Juve degli scudetti revocati dalla giustizia sportiva, è talmente grottesco che fa disperare della sanità mentale.
Si può capire un dirigente come Galliani, che arriva a spiegarci che è colpa di Calciopoli se l’Italia perderà una squadra in Champions. Della mafia si può dire che non esiste, oppure che contribuisce all’aumento del PIL.

Rudi Ghedini, “Carta” settimanale, 20 aprile 2010

One Response to Diffamate, qualcosa resterà

  1. anonimo says:

    bravo rudi,   marco c

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