Noi Er Pelliccia, loro le Hot Chicks

Noi Er Pelliccia, loro le Hot Chicks

Lo stesso giorno in cui bruciava Roma, Gianni Riotta firmava un articolo per “la Stampa” nel quale descriveva Zuccotti Park, Manhattan, la “piazza americana della rivolta contro Wall Street, capitale di Occupy Wall Street, movimento esiguo nei numeri, vezzeggiato da media e potenti, diffuso alla velocità del web nel mondo 2011”.

Riotta fa capire che questo movimento “esiguo” – di proporzioni tanto più modeste di quelle che hanno attraversato pacificamente le strade di Roma, sabato scorso e oggi, chiamati dalla Fiom – accampato a pochi metri dalla Borsa, gode di una singolare fortuna: “è coccolato da mezza America” (Obama compreso), e trova il sostegno di molti opinion leader (Letterman, per dirne uno, oppure il Nobel Krugman). Riprendo alcuni passaggi.

Occupy Wall Street“Puliscono il marmo di Zuccotti Park con spazzoloni, saponata e la foga di chi vuol dimostrare al mondo di sapersi comportar bene. Studentesse bionde venute dall’Alabama, mamme pacifiste che lavorano a maglia pregando, «Speriamo non ci sgombrino oggi, è il mio compleanno», militanti della vecchia sinistra Usa, per ora niente brutti ceffi”.

“A Zuccotti Park ci sono ospedale e farmacia, gestiti da un infermiere in camice nero e croce rossa sul petto, i medicinali distribuiti a chi sembra più intronato, vuoi per l’umidità dopo settimane di occupazione, vuoi per birra e spinelli. Dietro è allestita la mensa, tavolini e tovaglie bianche dove si servono fette di pizza gelata, sandwich fatti in casa con la verza, frutta, un pentolone di anelletti al ragù – nessuna stella Michelin temo. Tutto gratis, chi vuole lascia qualcosa nel salvadanaio, raccolti finora 175.000 dollari (125.000 euro): la contabilità in pubblico su una lavagna”.

“Zuccotti Park è il corto circuito delle ideologie del ‘900, Ground Zero dei fermenti del XXI secolo. Vi ammoniscono loro stessi, fanciulli con i riccioli rasta, sindacalisti duri, bloggers che twittano sotto la pioggerella, inastando su un cartello il verso del poeta profeta d’America, il Walt Whitman caro a Pavese, «Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico, perché ho dentro moltitudini…».

E oggi sul Corriere, è uscita la notizia di un blog di successo che ha fotografato e filmato le ragazze “più avvenenti” (ma “hot chicks” ha un significato più diretto) che circolano fra le tende di Zuccotti Park.
Ne è derivata una polemica sul sessismo, ma intanto “Mtv sta organizzando un reality con la partecipazione dei ribelli di Wall Street”.

2 Responses to Noi Er Pelliccia, loro le Hot Chicks

  1. alexdoc says:

    Alcune di queste erano proprio attraenti, ma con un difetto, almeno per me: troppi tatuaggi e piercing, che ai miei occhi le rendono subito molto meno belle. Quella della foto in particolare mi sembra la migliore tra le "morettine" indignate.

  2. la patonza deve girare, no ?

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