Big Man, David Mazzucchelli, Coconino (1993-2000)

Frankenstein e Concrete, E.T. e Gulliver: le origini del Big Man di Mazzucchelli possono essere tante, il Gigante non parla la nostra lingua, appare sulla riva del mare legato a una zattera, nessuno sa da dove viene, nessuno saprà dov’è fuggito, alla fine.

Favola moderna, delicata e piena di simboli, Mazzucchelli la ambienta nell’America profonda, in una campagna isolata e fuori dal tempo, dove la comunità è tutta impegnata nella fatica di sopravvivere. Quando appare il Gigante, solo Rebecca, una bambina, non mostra paura. Gli altri si chiedono quale uso farà della sua forza.
Eppure, il Gigante non manifesta alcuna aggressività. Dorme nel granaio del padre di Rebecca, uomo ancora giovane, rimasto presto orfano (forse il Gigante allude alla fantasmatica figura del padre).
Con spirito altruistico, il Gigante aiuta la famiglia che gli procura il cibo, si presta volentieri ai lavori di fatica, sempre mansueto. Giocando con Rebecca, gli esce una specie di sorriso. Salva la vita a un contadino rimasto bloccato sotto il trattore.
Ma il padre di Rebecca sa che la presenza del Gigante – con la sua irriducibile diversità – è destinata a provocare conflitti; vorrebbe che se ne andasse, libero, ma non sa come spiegarsi. L’ottusità umana fa la sua comparsa, sotto forma di due poliziotti inviati a verificare chi sia quel “clandestino”; è la loro paura a innescare la sparatoria che porterà il Gigante a fuggire. Impossibile arrestarlo, spiega il padre a Rebecca: “era come cercare di fermare un fiume con le braccia”.

Mazzucchelli aveva già realizzato un’intera saga di Devil, Batman Year One e altre storie di grande successo. Abbandonò quella strada e ne scelse un’altra, decisamente minoritaria, facendo da editore a una rivista, «Rubber Blanket», sul cui terzo numero apparve questa storia.

Big Man ha inquadrature mutevoli e dialoghi ridotti all’osso, buona parte delle tavole è senza parole, il segno è altrettanto semplice, scarno, di grande impatto espressivo, un bianco e nero con lievi, impalpabili sfumature di colore.

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