La vita appassionata di Teresa d’Avila, Claire Brétecher

Tradotti da Ferruccio Giromini, sono riuniti in questo albo di 48 tavole a colori le storie che Brétecher ha dedicato alla santa spagnola, la cui prima pubblicazione italiana – 20 tavole in bianco e nero – avvenne a puntate su Linus nel 1981.
Brétecher - TeresaBrétecher realizza quest’opera a quarant’anni, quando Roland Barthes, per i suoi Frustrati, l’ha già definita “il miglior sociologo francese”. Nella “gaia Castiglia” del XVI secolo, “malgrado la sua salute malferma Madre Teresa non smette di arrancare sulle strade di Spagna per la maggior gloria del Signore”. Cavalca un mulo, la seguono un paio di novizie disincantate, da tempo convinte che tutte le sue malattie siano psicosomatiche… Nel suo tragitto, Madre Teresa raccoglie le confidenze di una nobildonna incinta per la quindicesima volta in dieci anni – poi le regala un cilicio – e si fa finanziare un convento dal ricco marito, a cui consiglia di partire per il Nuovo Mondo (così la moglie starà un po’ in pace). Considerata “la più eminente personalità spirituale di Spagna”, Teresa è bravissima a raccogliere fondi per edificare nuovi conventi. Scrive tantissimo, regala oggetti con cui auto flagellarsi. Pare sia capace di andare in estasi e levitare, perciò il Vescovo sospetta si preda di possessione diabolica, ma quando un prete la sottopone a una serie di quiz nozionistici sulle Scritture, Teresa risponde perfettamente…

È un’epoca di penitenti estremi; sulla sua strada, Teresa incrocia Pietro d’Alcantara, che sta da tre anni su una gamba sola, mangia insetti schifosi e beve solo acqua piovana, facendosi la “cacca addosso per la maggior gloria di Dio”.
Estasi di Santa Teresa - dettaglio - BerniniDa bambina, Teresa giocava a fare i martiri col fratello Rodrigo, le piaceva morire fra atroci tormenti.
Brétecher non dimentica di affondare il colpo sul lusso ostentato dalle alte gerarchie cattoliche, sulla doppiezza della Chiesa nei confronti degli indigeni del Nuovo Mondo, e si diverte a mettere in scena un pomposo esorcista che vede possessione diabolica nel rutto post prandiale di una suora e non in un’altra che cammina sui muri e parla lingue estinte. La sua diagnosi è modernissima: nelle donne “è dagli orifizi che entrano gli spiriti maligni”.

Vergine e Dottore della Chiesa, Teresa d’Avila nacque nel 1515 e morì nel 1582.
Suora carmelitana, ha scritto migliaia di pagine, è passata per il tribunale dell’Inquisizione, ha riformato un ordine religioso e fondato diciassette conventi, percorrendo la Spagna del Siglo d’Oro a dorso di mulo; probabilmente soffriva di epilessia, avvertiva forti nausee e malesseri vari.
La famosa Estasi di Santa Teresa è stata scolpita da Bernini nel 1652 in Santa Maria della Vittoria a Roma, sulla base del racconto della stessa protagonista nella sua autobiografia.

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