Io e Lui, 39 grandi amori calcistici, Guerin Sportivo 2001

Ho visto nel calcio prodezze che molto probabilmente Valentino Mazzola non eseguì mai: ma solo perché non volle mai eseguirle. Gian Paolo Ormezzano su Valentino Mazzola

Lui ha collezionato più rivincite che vittorie. Ivan Zazzaroni su Roberto Baggio

Tutti son capaci bene o male di ragionarci su, uno solo aveva il coraggio di precedere il pensiero. Roberto Vecchioni su Roberto Boninsegna

E’ cresciuto un buon ragazzo, per fortuna lontano da quella juventinità, che è una delle forme più basse di vita esistenti sulla terra. Enrico Deaglio su Gigi Meroni

Faceva la gatta morta. Lasciava che gli altri si affannassero in futili rincorse del pallone, lui inseguiva la sostanza delle cose. Sandro Santori su Pedro Manfredini

Dopo un gigantesco catenaccio, disse ai cronisti: “Noi volevamo giocare all’attacco, ma l’avversario ci ha rubato l’idea”. Mimmo Carratelli su Bruno Pesaola

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La summa, il paradigma della portierità, la sublimazione filosofica dell’essere in campo a difendere una porta, pacatamente e concretamente. Stefano Disegni su Idilio Cei e Dino Zoff

Il rovesciamento di fronte fu talmente fulmineo che il cameraman stentò a seguirlo. Giampiero Mughini su Marco Tardelli

Qualcuno gli chiese quale fosse il segreto per diventare un grande allenatore … “La capacità di far andare d’accordo undici milionari”. Gianni de Felice su Nereo Rocco

Oh, mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon? Ho visto Maradona, ho visto Maradona! Ohi, mammà, innamorato son. Italo Cucci su Diego Maradona

Amava gli angoli, Pelè, li cercava e li accarezzava, forse dall’alto della sua grazia regale gli sembrava banale segnare in mezzo alla porta. Riccardo Bertoncelli su Pelè

Allora ero tifoso del Vicenza più di quanto lo sia adesso. Forse perché adesso non posso permettermelo troppo, forse perché allora non potevo permettermi altro. Giancarlo Padovan su Paolo Rossi

Era stato acquistato, dopo uno scudetto e due secondi posti consecutivi, per restituire a Firenze la grande gioia … Quattro medaglie d’argento di fila: un record, credo. Massimo De Luca su Kurt Hamrin

Tanto era limitato il suo raggio d’azione, tanto ampia era la sua visione di gioco. Enrico Mentana su Mario Corso

Ho pianto di rabbia con lui quando nell’82 è riuscito a non giocare la finale di Spagna. Mario Sconcerti su Giancarlo Antognoni

Alla prima domanda rispose con una domanda: avete un pettine? Non ce l’aveva nessuno. Marco, imperturbabile: e voi siete venuti a una finale di Coppa dei Campioni senza portarvi un pettine? Xavier Jacobelli su Marco Van Basten

Buticchi, d’accordo con Giagnoni, gli aveva offerto Rivera. “Grazie, ma non faccio l’antiquario”, rispose ingenuamente Pianelli. Maurizio Mosca su Gianni Rivera

Si può andare al matrimonio della donna più bella con cui tu abbia fatto l’amore e sorridere? Sì, se la vita è estetica. Gabriele Romagnoli su Roberto Mancini

Mentiva Helenio quando portò il giocatore dello Stade Francais abbandonato dalla sua fidanzata sul campo, dicendogli: “La vedi? È lì nella tribuna, col foulard bianco, è venuta a vedere come giochi”. Era un’attricetta assoldata. E il giocatore depresso giocò da dio. Fiora Gandolfi su Helenio Herrera

Un signore che non può passare inosservato ai bordi del campo, per quanto è alto, da sembrare un pioppo argentato. Giuseppe Pistilli su Roberto Lovati

Nessun allenatore, nessuno schema vi insegnerà mai a tuffarvi in terra per raccattare con la testa un pallone come quello. Massimo Gramellini su Paolo Pulici

Come facesse a scattare, fumando cinque pacchetti di Muratti al giorno, nessuno l’ha mai capito. Ma correva come un demonio. Leo Turrini su Giorgio Mariani

Lo stadio è rimasto a lungo avvolto nell’eco. Tutti in piedi. E ancora in piedi fino al fischio finale. Quella domenica, a San Siro, ho visto occhi umidi per Kalle, e uomini adulti lanciargli dei baci. Rudi Ghedini su Karl Heinz Rummenigge

Michel era per attaccare comunque, Trap per attaccare solo se. Roberto Beccantini su Michel Platini

Era impossibile non volergli bene, si batteva sempre per i compagni, quasi mai per se stesso. Luigi Ferrajolo su Gigi Riva

Era già due volte mio quando Roberto Baggio s’infortunò, e toccò a lui giocare dall’inizio. Sandro Veronesi su Alessandro Del Piero

Pedinando il suo baricentro basso, i suoi baffetti, le sue finte lentezze da cui sbocciavano gol incredibili. Roberto Perrone su Roberto Pruzzo

Si chiamava Giacinto (nome poco comune e difficile da dimenticare) … Quella domenica segnò lui: tiro da lontano e pallone in fondo alla rete. Fabio Monti su Giacinto Facchetti

La nebbia a Belgrado c’è una volta ogni vent’anni, se non fosse scesa proprio il 9 novembre (1988) sono convinto che il ciclo del Milan non ci sarebbe mai stato e forse oggi non ci troveremmo nemmeno fra i piedi il Berlusconi politico. Massimo Fini su Dragan Stojkovic

La professoressa delle medie ci diede un tema da svolgere: Il più grande pensatore del Novecento. Io non ebbi dubbi. E cominciai a scrivere, rispettando il margine. Pagine e pagine. Su Pietro Anastasi. Darwin Pastorin su Pietro Anastasi

L’Inter, lei, andava in giro per il mondo insegnando la geografia più di ogni sussidiario. Nando dalla Chiesa su Armando Picchi

E Sivori? E la Juve? L’avrete capito, chi mette piede al Filadelfia ha l’umiltà e l’intelligenza di farsi condurre, trasportare. Tutto il resto non conta più. Aldo Agroppi su Omar Sivori

Sentimenti violenti, con entusiasmi sfrenati e cupi timori. Franco Dominici su Giorgio Chinaglia

“Se lo scrivi tu mi incazzo sì, ma se lo scrive un poveretto gli lascio le sue illusioni”. Gianfranco Civolani su Giacomo Bulgarelli

L’autodidatta è diventato un maestro riconosciuto, è entrato nelle enciclopedie, ha rovesciato una decina di luoghi comuni, ha creato uno stile e ha scosso dalle fondamenta una società profondamente conservatrice come quella italiana. Alfio Caruso su Arrigo Sacchi

Il modo un po’ strafottente e un po’ donchisciottesco di andare contro corrente. Gianni Perrelli su Zdenek Zeman

In tutti questi anni che sono passati, non mi è mai capitato di vedere nella stanza di una ragazza il manifesto di un calciatore. Pierangelo Sapegno su George Best

Il desiderio non si estingue mai: è la fame bonipertiana di scudetti; il piacere si brucia e lo divori subito: è un tunnel alla Sivori felice di per se stesso, è un sorriso di Charles dagli zigomi gonfi. Andrea Aloi su John Charles

2 Responses to Io e Lui, 39 grandi amori calcistici, Guerin Sportivo 2001

  1. Difficile scegliere, certo però che “Noi volevamo giocare all’attacco, ma l’avversario ci ha rubato l’idea” è irraggiungibile.

  2. drepanum says:

    Il Petisso insieme a Manlio Scopigno e Nereo Rocco era uno dei più arguti in quegli anni.

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