Tex. Il pueblo perduto, Giovanni Ticci e Claudio Nizzi, 1994

Il settimo Albo Speciale di Tex, nelle consuete 240 pagine in bianco e nero di grande formato, viene affidato al disegnatore regolare della serie, il vero erede di Galleppini, quello la cui versione di Tex è divenuta “classica”, per il particolare equilibrio fra primi piani e inquadrature panoramiche, dettagli raffinati e dinamismo della tavola.
Ticci sembra prediligere il sud-ovest selvaggio, fra l’Arizona e il Nuovo Messico: scenari maestosi, implacabili; altipiani e canyons, avvoltoi e serpenti a sonagli, cactus e grandi praterie. E il deserto, “fornace di giorno, ghiacciaia di notte”, come lo definirà un bandito. Il West di Ticci è smagliante, assolato, frutti di un attento studio della pittura di Frederic Remington, George Catlin, Charles Russell.

Ticci - Tex Il pueblo perdutoNizzi propone una tipica caccia al tesoro, con più concorrenti dalle diverse motivazioni, e antichi spiriti che difendono il tesoro dalla cupidigia dei moderni. Comincia con una razzia notturna nella riserva dei Papagos: vengono rapiti un vecchio sciamano e una giovane squaw, i banditi sparano e uccidono. Aquila della Notte e Carson vengono coinvolti dal responsabile della riserva e nell’indagine sul misterioso crimine presto scoprono che lo sciamano è stato prelevato per confermare la mappa che porta al “pueblo perdido”, luogo protetto dagli spiriti, secondo i pellerossa. I banditi, guidati da un Apache rinnegato, esibiscono un profondo razzismo e non esiterebbero a violentare la squaw se non fosse per l’arrivo dei due pards.

Lobo, il rinnegato, avverte che “dalla mesa scende il freddo vento della morte”, e qualche insicurezza sfiora anche i nostri eroi, ma Tex dice a Carson: “Tu sai che io ho sempre manifestato il massimo rispetto per le credenze indiane. Ma è anche vero che il loro mondo è pieno di stupide superstizioni”. E poi, se ci sono spiriti, sapranno ben discernere le motivazioni di chi va a scomodarli…

3 risposte a "Tex. Il pueblo perduto, Giovanni Ticci e Claudio Nizzi, 1994"

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