“Da cinque giorni ho in tasca una tessera del Pd totalmente falsa. Non è stato poi troppo difficile ottenerla”: Flavia Amabile, La Stampa

Cambiare verso, a volte, significa finire dritti nel fosso. Rottamare il vecchio senza costruire il nuovo. Anzi, costruire un nuovo così vecchio, che si fa facilmente sputtanare dal giornale dell’amico Marchionne…

Da cinque giorni ho in tasca una tessera del Pd totalmente falsa. Non è stato poi troppo difficile ottenerla, mi è bastato dare il primo nome che mi è venuto in mente. Nessuno mi ha chiesto né una carta d’identità né una patente. Mi è stato specificato che anche il codice fiscale non è importante: conta solo versare i 20 euro necessari.
Vuol dire che due anni sono stati presi e buttati via. Era l’aprile del 2013 quando esplosero le polemiche intorno alle primarie per il sindaco di Roma con le file di rom fuori dai seggi denunciate da Cristiana Alicata – allora dirigente del partito nel Lazio – e ignorate. E poi lo scandalo delle tessere gonfiate, le rivelazioni dell’inchiesta Mafia Capitale e il commissariamento.
Tutto questo non sembra aver ancora insegnato nulla al Pd romano.
Matteo Orfini, il presidente del partito mandato dal segretario Matteo Renzi a fare pulizia tra i circoli della capitale, dieci giorni fa aveva annunciato di voler iniziare il suo lavoro dagli 8mila iscritti nella capitale per passare le loro tessere ai raggi X. Ha ragione perché iscriversi al Pd in alcuni casi è davvero troppo semplice.
Molto dipende dal fatto che è l’ultimo partito ad avere una presenza davvero capillare sul territorio, oltre 6mila circoli, un punto di forza dal punto di vista elettorale ma anche un’opportunità per chi abbia voglia di sottrarsi ai controlli centrali e usare partito e tessere per i propri interessi.
La lista completa dei circoli non è semplice da trovare, sul sito del Pd c’è una mappa 2.0 molto bella ed avanzata con le regioni da cliccare. Peccato che non funzioni.
Per trovare l’elenco dei circoli della capitale è più utile andare a cercare sul sito del Pd Roma. Nella mia zona di residenza ne sono indicati almeno sei. Due sono semichiusi perché, fatta eccezione per i circoli storici, gli altri si appoggiano a strutture dove affittano spazi per poche ore a settimana: trovarli aperti al primo colpo è difficile. Il terzo tentativo è in via Galilei 57, un enorme locale al piano terra gestito da diverse associazioni. Per il Pd devo tornare di giovedì, dopo le 18.
Giovedì 18 dicembre alle sei sono lì, accolta con incredulità e una certa emozione da un giovane piddino: deve essere trascorso molto tempo dall’ultimo nuovo tesserato arrivato a sostenere il partito. Mi fa entrare nella stanza a disposizione del partito una volta a settimana, racconta che pagano 400 euro al mese per averla e che 15 dei 20 euro della mia futura tessera andranno al circolo, gli altri 5 alla federazione. Mi spiega che è in corso l’ultimissima fase del tesseramento 2014 ma che per avere la tessera del 2015 bisognerà aspettare almeno sei mesi.
Lo rassicuro, voglio sostenere il Pd, verserò la mia quota comunque e inizio a compilare i moduli. Invento un nome, lo scrivo. Invento un numero di telefono, lo scrivo. Sbaglio il codice fiscale, sto per scriverlo di nuovo in base al nome che ho inventato ma il giovane mi spiega che non è necessario, a loro non serve. Scrivo di essere disoccupata, invento una mail che sarà uno scherzo aprire al ritorno a casa per ricevere le comunicazioni, firmo, pago, ringrazio, saluto, vado via. Flavia Alessi è iscritta: non una parola su di me, sui motivi che mi hanno portata a scegliere all’improvviso il Pd.
Quando il giorno dopo Flavia Alessi prova a forzare ancora di più il gioco iscrivendosi anche agli altri partiti si trova di fronte ad un’atmosfera molto diversa. Nessuno ha più soldi a sufficienza per tenere aperte tante strutture, i tesseramenti avvengono esclusivamente online oppure all’interno di circoli dove si è talmente pochi che tutti si conoscono e i nuovi arrivati vengono osservati con attenzione. Resta una possibilità aperta solo con Sel: nel tesseramento online non è richiesto alcun tipo di documento. Ma è più facile che in questo momento faccia gola un eventuale assalto al Pd che a Sel.
Flavia Amabile per “la Stampa”

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13 Responses to “Da cinque giorni ho in tasca una tessera del Pd totalmente falsa. Non è stato poi troppo difficile ottenerla”: Flavia Amabile, La Stampa

  1. LorenzoC says:

    Vuoi mettere quando c’era il Centralismo Democratico?

  2. sergio says:

    Vuoi mettere sì, perché almeno allora nelle sezioni ci si guardava negli occhi e si litigava. E se non eri d’accordo con il Segretario, ma eri in grado di argomentare il tuo disaccordo, capitava anche che finivi al Congresso ed eri costretto – costretto – ad argomentare il tuo dissenso davanti a tutti.

    • eolo says:

      Io non li ho mai frequentati i circoli, nè ieri nè oggi, però visto da fuori mi pare che con quel sistema si sostenesse solo la tesi del segretario, che spesso era quella del PCUS.
      Certo ora non è una meraviglia, ma allora i soldi arrivavano dall’Unione Sovietica e si faceva quello che comandava il munifico finanziatore, occulto era e più o meno occulto è ora.
      Non è cambiato molto, la base, allora più sincera e affezionata, ora più disillusa e in qualche caso “interessata”, ha sempre potuto incidere poco.

    • funziona così anche oggi. anche nel mio circolo, il PD Esquilino che questa giornalista ha deciso di sbeffeggiare senza sapere assolutamente nulla della problematica del tesseramento gonfiato. Il fatto di aver fatto la tessera approfittando della buona fede di chi, come Niccolò, dedica il suo tempo libero a questo invece che a se stesso, non dimostra nulla. Infatti, la tessera in tasca non serve a nulla se poi non si partecipa. E quando si partecipa ci si conosce e si litiga e ci si guarda negli occhi, come dicevi. Cosa che succede regolarmente. E quando si votano i congressi e le primarie, si chiedono tessere e documenti per cui il costrutto di questa sorta di Barbara D’Urso decade miseramente. Ma almeno fosse andata in un circolo con questo problema!

  3. sergio says:

    Scusa eh, ma se non li hai mai frequentati, di che cosa stai parlando?

    • eolo says:

      Sergio, non ho mai frequentato i circoli,ma ho amici che ci spendevano il loro tempo, compagni di scuola che ne hanno fatto il loro credo a tempo pieno, colleghi di lavoro iscritti sia al partito che al sindacato (guarda caso lo stesso). Ho discusso a più riprese con loro vari temi dal tempo del Liceo e in decine di anni di lavoro. Ho riportato il mio commento “visto da fuori”: Serve una patente per esprimere un commento? Io credo di no.
      Posso essere “antipatizzante” juventino senza essere mai andato allo stadio di Torino?
      Posso essere contrario alle droghe senza aver mai fatto uso di eroina?
      Posso dire che proprio avendo discusso a più riprese per decenni con compagni di studio, colleghi e amici non ha mai avuto voglia di entrare in un circolo di partito perchè tanto comandava e comanda il Segretario?
      Io credo di si.
      Buone feste a tutti i lettori del blog e a Rudi con particolare affetto
      Eolo

  4. Flavia Amabile non sa proprio niente sul perchè si facciano le tessere gonfiate.. l’ipotesi secondo la quale “fa più gola oggi iscriversi al PD ” fa acqua da tutte le parti. Anzi, oggi è proprio il momento in cui fa meno gola perchè non ci sono elezioni in vista o congressi: infatti quest’anno vi è un calo delle tessere e non un aumento. Quindi a nessuno verrebbe in mente di fare tessere false, pur volendole fare. E in ogni caso una tessera falsa in un circolo non è nulla: il problem a c’è se ce ne sono molte. E se c’è un flusso anomalo chi sta in un circolo che lavora lo capisce abbastanza presto. Nel nostro caso di Esquilino comunque 1 tessera falsa su 150 non è nemmeno è lo 0,5%: siamo salvi.

    • francesco says:

      ohi, ma stai dicendo cagate a raffica, te ne sei accorto sì, vero ? se vuoi più gente nel circolo del tuo partito magari fai in modo che non ne facciano parlamentari della tua città che tra un pò verranno rinviati a giudizio pure per omicidio e occultamento di cadavere…..

    • defjam says:

      Vincenzodornetti dovresti provare ad avere una visione più “strategica” e meno “tattica” della faccenda e probabilmente capiresti addirittura altre cose oltre quelle scritte nell’articolo(peraltro scritto in maniera un po’ pedante)

  5. Pasquale Pellegrini says:

    Ma qualcuno che ha fatto la bella militanza di una volta, esiste e ci vuole dire. Ben mi ricordo che le tessere prepagate le facevano i democristiani ed è tutto dire.

    • Rudi says:

      Sono stato iscritto alla Fgci dal 1974 al 1988 e al Pci fino al 1994 (e a Rifondazione dal 2001 al 2005): una ventina d’anni di militanza l’ho fatta.
      Non l’avrei fatta in contesti come quelli che emergono in queste settimane. Ho conosciuto centinaia di persone disinteressate, arrivando alla conclusione che il “partito di massa” sia l’invenzione più vicina alla democrazia. Molto più delle primarie, del partito del leader, dei feudi che coincidono con i collegi elettorali.
      Ma di partiti di massa, oggi, non ne è rimasto nessuno.
      L’evoluzione della politica sembra andare in una direzione ademocratica.

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