Camminare è istintivo (a proposito di Bruce Chatwin)

Il mito di Bruce Chatwin ha molte ragioni. E la qualità letteraria dei suoi racconti di viaggio, forse è secondaria. Personaggio anacronistico, ottocentesco più che postmoderno, Chatwin ha rappresentato un modello di viaggiatore, che ha finito per spingere tanti turisti sedentari a porsi nuove domande, nuove curiosità. A chiedersi cosa valga la pena guardare, in un viaggio. A scegliere destinazioni e modalità di spostamento che non fossero massificate.

È noto come Chatwin preferisse camminare; la rapidità nei trasferimenti gli pareva precludere la possibilità di sintonizzarsi sulla specifica lunghezza d’onda di ogni Paese. Una volta descrisse così l’ebbrezza delle lunghe camminate: “le droghe sono veicoli per gente che ha dimenticato come si cammina”: un elogio della lentezza, che mal si adatta alla logica produttivistica dei tour operator.

Bruce Chatwin - Piroga

Il turismo di massa si è moltiplicato parallelamente al successo editoriale di Chatwin, si potrebbe dire nonostante Chatwin. Eppure i suoi libri accendono fantasie su realtà lontane, che l’autore ha descritto senza preoccuparsi troppo del realismo e della verosimiglianza, come un racconto, una vicenda che diventa autobiografica, proprio perché originata da una scoperta, dunque fattore di conoscenza.
Antonio Gnoli, redattore delle pagine culturali di Repubblica, in un libretto di nemmeno cento pagine – La nostalgia dello spazio – , ricostruisce l’itinerario poetico di Chatwin, a partire dal suo viaggio più famoso. In Patagonia, scrive Gnoli, resta il simbolo “di ciò che l’Occidente ha perduto”; da una parte è l’immenso territorio “in cui i venti, le storie e le specie vanno a morire. Dove alla natura e alla geografia estreme corrispondevano uomini a loro modo estremi”. Ma la Patagonia descritta da Chatwin è anche “la terra di coloni, di avi e di tassonomie naturali che appagavano la sete di potere e di conoscenza che l’Occidente reclamava”.

Da Londra, nel 1965, dopo una brillante carriera nella casa d’aste Sotheby’s, dove era divenuto il massimo esperto di pittura Impressionista, Chatwin partì per un viaggio in Sudan; aveva un esaurimento nervoso e seri problemi alla vista, psicosomatici; al ritorno, sposò Elizabeth Chanler, che lavorava nella stessa casa d’aste. Da quel momento, il viaggio costituì lo scopo della sua vita. Inevitabilmente, quell’inglese ricco e colto, fu affascinato dalle logiche che guidano i popoli nomadi. È stato Chatwin a raccontare, oltre la cerchia di esperti di antropologia, come il nomade non vaghi senza meta: una base organizzativa rigorosa, anche se poco visibile, ne regola le attività. È stato Chatwin, ricorda Gnoli, a spiegarci che “la terra perde ogni interesse non appena le hanno voltato le spalle. Per un nomade, quindi, le frontiere politiche sono una forma di follia”.

Chiunque prenda appunti di viaggio ha un debito con Chatwin. Può prendere la forma esteriore della Moleskine, quei taccuini di tela cerata nera “con i risguardi trattenuti da un elastico”, che acquistava all’ingrosso in una certa papeterie parigina: “perdere il passaporto – ammise – era l’ultima delle preoccupazioni, perdere un taccuino era una catastrofe”.

Chiunque vada in viaggio prendendo appunti, vorrebbe avvicinarsi allo sguardo di Chatwin: imparare a vedere per poi tentare di descrivere ciò che si è visto. Esperienza difficile, che richiede una leggerezza meravigliosa; Gnoli la sintetizza così: “A lui non sarebbe mai venuto in mente di essere qualcosa di diverso da ciò che effettivamente fu: un tardo figlio del XX secolo, che con un colpo di acuta lungimiranza aveva saputo sostituire la domanda: Chi sono io? con l’altra ben più lieve: Che ci faccio qui?”.

Zero in condotta n° 123, 16 marzo 2001

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.