La moglie del prete [id.], Dino Risi 1971 [filmTv121] – 6

La moglie del prete - 1971 - Dino Risi

Sophia e Marcello insieme per la settima volta. Basta e avanza. Ma il film mostra tutti i suoi anni, la distanza con quell’epoca fa svaporare l’acidità della commedia, una delle più perfide nel mostrare i difetti endemici del maschio italiano. Anche quello con la tonaca.

Sophia è Valeria, ex cantante, ingannata dal fidanzato che per quattro anni le ha nascosto una moglie e dei figli. Si sfoga, ma non le basta, medita il suicidio, chiama un telefono amico, si innamora di una voce, quella di Don Mario, senza sospettare si tratti di un prete.
A sua volta Marcello (Don Mario) sembra saldo nella sua vocazione, ma è una saldezza che si sgretola davanti al fascino, alla passionalità e alla vitalità di quella donna, disposta a tutto pur di coronare il sogno d’amore. Don Mario – la cui vocazione fu, innanzitutto, il modo per toglierlo dalla miseria e dalla pellagra del profondo Veneto – decide di chiedere la dispensa al Vaticano. La crisi delle vocazioni è ormai scoppiata, ma le autorità clericali sanno su quali leve agire per far vacillare quelli come Don Mario… Valeria, improvvisamente lucida, preferirà nascondergli di essere incinta.

Scritto da Bernardino Zapponi, Ruggero Maccari e Dino Risi, fotografato da Alfio Contini su musiche di Armando Trovajoli, il film ha belle scene in cui la coppia dissimula la relazione amorosa in ambienti facili a scandalizzarsi. Ma le minigonne psichedeliche della Loren non bastano a salvare l’ultima mezz’ora.

One Response to La moglie del prete [id.], Dino Risi 1971 [filmTv121] – 6

  1. arancioeblu says:

    Secondo me questo film è meglio di come lo descrivi, soprattutto quando smette la teoria degli ingenui che credono in un mondo migliore e vengono ostacolati dal sistema, per diventare una descrizione delle ipocrisie e della codardia delle persone.
    Certo, i film di denuncia del clero sono altri e successivi; viene quasi il dubbio che il misero 6 che gli attribuisci sia una specie di vendetta, a difesa della categoria.

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