La regola del silenzio [The Company You Keep], Robert Redford 2012 [filmTv56] – 7

La regola del silenzio - 2012 - Robert Redford

Film come questo fanno capire perché un vecchio outsider come Bernie Sanders sia tuttora in lizza per la Casa Bianca. Viva e vegeta, continua ad agire quella “altra America” che la sinistra europea ha sempre ammirato, e non solo nella bucolica accezione veltroniana. È il cinema liberal americano ad averci mostrato un paese capace di guardarsi dentro, di denunciare il tradimento del Sogno, di rievocare i prezzi da pagare per chiudere la “sporca guerra” di My Lai e del napalm, la più asimmetrica mai combattuta, se si pensa al bilancio delle vittime: 55mila soldati americani, 2 milioni e mezzo di vietnamiti e cambogiani…

Fra i film con le rughe più nostalgicamente espressive che abbia mai visto: parlo di quelle di Redford e di Julie Christie, ma anche di Susan Sarandon, Chris Cooper, Nick Nolte, Richard Jenkins, Sam Elliott, Stanley Tucci. Cast stellare, che non si amalgama con le performances dei giovani: Shia Labeouf, Anna Kendrick, Brit Marling. Altro punto debole: l’indagine giornalistica che scorre parallela all’inseguimento dell’FBI, precedendo immancabilmente l’odioso Bureau.

A trent’anni di distanza da un delitto, chi si era rifatto una vita viene scaraventato nell’incubo. Facile accorgersi che le motivazioni di tanti giovani dei primi anni Settanta, risultino incomprensibili ai coetanei di oggi. Ma sono cambiati i punti di vista anche degli adulti: il rimorso si confonde con la fedeltà agli antichi ideali, ognuno fa i conti con gli errori commessi, la frustrazione per non essere stati in grado di incidere sul potere. Di cambiare l’America.

Ognuno di questi sessantenni sa che non tornerà l’illusione di un mondo “peace and love”, ma nei loro occhi resta il formidabile luccichio di chi quel tempo l’ha vissuto.

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