Il miracolo di Berna: il doping e le scarpette

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C’è una foto dei tedeschi festanti alla fine della partita. Oltre ai calciatori e all’allenatore, nella foto compaiono il massaggiatore Erich Deusser e il signor Adolph “Adi” Dassler (il secondo da sinistra). Costui è il fornitore delle scarpe e delle attrezzature tecniche con cui la Germania ha clamorosamente sconfitto la Grande Ungheria.

Adi Dassler è il fondatore dell’Adidas; il fratello Rudolph è il fondatore della Puma. Le due aziende nascono a Herzogenaurach, e si sviluppano in parallelo, dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Il sistema messo a punto da Adi Dassler ha garantito ai tedeschi un formidabile vantaggio competitivo: la finale di Berna si gioca su un campo pesante e sotto una pioggia battente, solo i tedeschi hanno scarpe con i tacchetti a vite.

Qualche ingrediente sospetto ha agevolato l’inattesa rimonta della Germania Ovest sull’Ungheria nella finale dei Mondiali giocata nel Wankdorfstadion di Berna, il 4 luglio 1954. Da 0-2 a 3-2… Secondo vari testimoni, dagli spogliatoi tedeschi esce un forte odore di violetta (altri dicono papavero); una settimana dopo, quasi tutti i calciatori mostrano i sintomi dell’itterizia e dell’epatite virale.

Non esiste ancora l’antidoping e “quando un medico sa il fatto suo può onorare la Patria anche attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti chimici” (Gianni Brera, La leggenda dei Mondiali, 1997).

4 Responses to Il miracolo di Berna: il doping e le scarpette

  1. Uno dei grandi rimpianti della storia del calcio l’assenza dell’Ungheria nell’albo d’oro della Rimet : quella formazione, insieme al Brasile 1958, e’ stata forse la squadra nazionale più forte di ogni epoca. (secondo quello che mi raccontavano i nonni). Anche l’Olanda del ’74 avrebbe meritato il titolo, ma la Germania di quell’anno, a differenza di quella del ’54, era una squadra straordinaria (Maier, Beckenbauer, Vogst, Muller, Breitner, Hoeness, Schwarzenbeck, e un certo Gunter Netzer non era neanche titolare) e oltretutto giocava in casa

    • francesco says:

      verissimo, ma in considerazione del fatto che l’Olanda di finali ne ha perse due consecutive il mondiale lo avrebbe meritato. su quella finale del 54 si sono scritti fiumi di inchiostro, roba che la farmacia di Agricola pare sia stato nulla a confronto

  2. willerneroblu says:

    Agricolen!!!

  3. Pingback: Sulla forza dei nuovi social, la morte dei blog, eccetera | RUDI

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