L’Europa, lo spread, il ricatto sotto cui si vota il 4 dicembre

Nel 1994 Berlusconi vinse alla Fiat Mirafiori, nei quartieri operai del 2016 hanno prevalso la Brexit e Trump.
Hillary e il Remain godevano del favore unanime dei banchieri e dei grandi gruppi industriali, delle associazioni di categoria, di stampa e telegiornali, dello star system. Gli stessi soggetti che oggi sostengono Renzi e il Sì al referendum.
Ieri si è aggiunta la patetica Europa.

Il discredito che circonda l’UE non può che venire aggravato da comportamenti opportunistici come quello che “salva i conti italiani” e rinvia al 2017 – quando Renzi sperabilmente sarà a fare conferenze da libero cittadino – un esame più approfondito delle bugie e delle false promesse che infarciscono la Finanziaria 2017.
L’altro giorno ho pubblicato un post intitolato “I tecnocrati di Bruxelles stanno scavandogli la fossa”.
Sbagliavo. I tecnocrati hanno scelto di sostenere Renzi, per fare da argine al famoso “populismo”, quel fenomeno cangiante, diverso da paese a paese, che ha una sola cosa in comune: il disprezzo per l’establishment. Per chi, con le sue ricette, ha aggravato la crisi anziché superarla.

Quei tecnocrati riescono persino a digerire un premier che non esita a togliere la bandiera della UE dallo sfondo dei suoi continui comizi (“cambiamento o palude”, “cambiamento o palude”), irritando persino Prodi, che non se la sente di dire quel che pensa del referendum, ma infine sbotta: “Colpo al cuore togliere la bandiera UE”.

senza-ue

Quello che nemmeno i tecnocrati possono fare è impedire allo spread di salire. Chi ha in mano i nostri debiti, vuol farci capire che non ci vuole molto a stringerci il cappio come alla Grecia. Votiamo il 4 dicembre con questo pesantissimo ricatto sulle spalle, ennesima dimostrazione del fatto che la democrazia va bene solo se non taglia le unghie alla finanza.

Se vince il No ce la faranno pagare. Se vince il Sì, certificheremo di non essere un paese libero.

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20 Responses to L’Europa, lo spread, il ricatto sotto cui si vota il 4 dicembre

  1. francesco says:

    A sto giro proprio hai sragionato. Qui veramente solo l’astio verso renzi tiene in piedi il post e niente…. io a questo punto spero che vi governino grillo o salvini….

    • scusa, Francesco, per capire meglio
      tu ritieni che quello che hanno fatto e pensano di fare Renzi e accoliti sia un programma di “governo”, intendendo con questo qualcosa che guardi ai bisogni del Paese e provi a gestirli o risolverli (in teoria la politica di questo dovrebbe occuparsi)?
      paradossalmente, vedo maggiore lucidita’ e lungimiranza nella parodia che Crozza fa di Grillo quando parla di improbabili progetti simil-vegani o eco-sostenibili

      • francesco says:

        La risposta al tuo quesito è SI. Nel senso che pur nei suoi limiti è un programma che fa i conti con la realtà delle cose, fatta da danni di cui renzi non è minimamente responsabile. E tra i danni non metto al primo posto quelli della politica ma quelli fatti da italiani come me, te e i lettori di questo blog.

        Quindi vi meritate la raggi dei frigoriferi e del suo amante marra che voleva entrare nei servizi segreti grazie ad alemanno e intanto nomina dirigente il fratello, vi meritate la appendino a cui stanno sul cazzo le code al museo egizio e sta distruggendo la cultura a torino e di cui era città tra le prime al mondo, vi meritate la senatrice m5s quella della magnitudo che rinuncia a metà stipendio ma mette nei rimborsi spese migliaia di biglietti atac, vi meritate l’uscita dall’euro, i bitonci, i dibba che non sanno come è nata la costituzione, vi meritate tutto questo e anche altro.

        Purtroppo ne pagherò le conseguenze anche io. Vabbe, io mi sono sempre dato da fare nella vita, in un modo o nell’altro me la cavero’.

      • Rudi says:

        Francesco, io Renzi non me lo merito. Tu sì? Vota Sì. Ma non permetterti mai più di scrivere che “sragiono”: ho già chiuso i commenti 3 volte su questo blog, e non ho difficoltà a farlo una quarta.

      • chologol says:

        Forse Rudi tu non meriti Renzi, come non lo merito io, ma il
        Pd sì.

    • francesco says:

      Sull’accusa di sragionare hai ragione e ti chiedo scusa.

      Ma chiederti di ragionare sulla complessità della situazione e del nostro paese, nel momento in cui diventano pubbliche le tue analisi che vanno ben oltre il referendum, non mi sembra atto di lesa maestà. Non credo tu desideri commenti compiacenti. Io semplicemente chiedo a te e alla maggioranza di questo blog che non la pensa come me: è veramente renzi (che non amo) il peggio del paese? Solo io vedo i rischi autoritari e antieconomici delle verosimile alternative a renzi? Se la risposta è SI, resta una posizione che rispetto ma non condivido, dati alla mano. Lungi da me dettare la linea politica del blog. Fornire spunti di controanalisi credo però che sia consentito.

      • pablotorelli says:

        gli spunti di controanalisi sarebbero l’elenco degli impresentabili che animano il teatrino della politica italiana? sarebbero il “vi meritate questo al posto di quell’altro”? Ammazza che profondità

      • Rudi says:

        Scuse accettate. Se cercavo commenti compiacenti, tifavo Milan…

        No, non credo che Renzi abbia particolari responsabilità nello sfacelo di questo Paese. Ma la sua ricetta non mi convince, anzi mi pare aggravare il male.
        Vedo anch’io i rischi autoritari connessi con le conseguenze di una crisi che non accenna a finire. Il peggio del paese sta cercando rappresentanza, ma è proprio Renzi con il suo eloquio torrenziale a dire che dalla sua parte c’è “la maggioranza silenziosa”. Non ti fa venire i brividi?

  2. francesco says:

    Sono linee programmatiche quelle, mica casualità o incidenti di percorso

  3. metalupo says:

    Quello che davvero mi fa montare la carogna è che in questo paese non si decida davvero per una riforma costituzionale, ma se essere pro o contro il premier tramite un referendum “tecnico”.
    A favore o contro le politiche di Renzi, lo trovo comunque nauseante.

  4. Nawin An says:

    : Se vince il No ce la faranno pagare. Se vince il Sì, certificheremo di non essere un paese libero.: e allora, quale soluzione?

  5. Sara says:

    Prima di Renzi vivevamo in un Paese perfetto, non accadevano pure i terremoti così di frequente.

  6. http://www.repubblica.it/economia/2016/11/15/news/prodotto_interno_lordo_pil_eurozona-152034111/

    Penultimi nella crescita PIL del terzo trimestre. Tutti quelli che sono cresciuti, lo hanno fatto molto più di noi, le riforme Renzi ci hanno consentito di battere la Lettonia (ultima) con un rotondo 0,9 a 0,7.
    Dati di Repubblica

  7. antonior66 says:

    Non ricordo se ho già fatto qui questa osservazione, in ogni caso la ripropongo. Mi sapreste dire uno Stato in cui le due Camere fanno esattamente le stesse cose?
    Io sinceramente non ne ho trovato uno. Aggiungo, a cosa serve il CNEL? Infine, sono ben lieto che bona parte delle competenze delle regioni tornino allo Stato.
    Una curiosità: ieri mi ha scritto su Messenger mio cugino australiano, chiedendomi lumi sul referendum. Gli ho spiegato brevemente in cosa consiste il bicameralismo perfetto.
    Risposta lapidaria: what a mess!!!

    • Rudi says:

      ciao Antonio, sono contrario al bicameralismo perfetto: infatti avrei abrogato il Senato, senza inventarmi questo Senaticchio pasticciato (per il quale non sappiamo ancora come verranno scelti i componenti).
      Sono a favore dell’abolizione del CNEL.
      Sono a favore di una drastica sempòlioficazione nei conflitti di competenza Stato/Regioni, ma vivo in una delle Regioni meglio amministrate d’Italia e ti posso assicurare che se questa proposta l’avesse fatta la DC o Berlusconi, l’Emilia-Romagna avrebbe portato le tende davanti a Palazzo Chigi. ma lo propone Renzi, dunque viva il nuovo centralismo.

    • pablotorelli says:

      quindi della riforma boschi non conta il fatto che si sposti l’asse costituzionale dal parlamento al governo, con tutto ciò che ne consegue in termini di democrazia e rappresentanza, ma appunto il bicameralismo e il cnel. Ah dimenticavo, e l’abbattimento dei costi della politica.

      • antonior66 says:

        Rispondo ad entrambi: da un paio di mesi in questa regione ci vivo anch’io. Sinceramente non trovo tutta questa differenza con la Lombardia. Il centralismo su base regionale è per me un’ assurdità.
        Pablotorelli, di grazia, dove vengono modificati i poteri del parlamento e del governo?

  8. Pure negli anni della guerra fredda non eravamo un paese libero, quindi per 50 anni doveva governare la DC. Gli unici che non lo accettarono furono le BR…ora se avessi voluto ribellarmi, avendone la possibilità anagrafica, sarei andato con Curcio e Franceschini allora non con Brunetta Salvini Dibba e Meloni oggi…

  9. francesco says:

    Le BR….. e vabbè….le BR…..

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