Chi l’ha detto?

«Per la sinistra è la sconfitta dell’idea che le elezioni si vincono al centro. Così ci sono sfuggiti le periferie e i poveri, le forze tradizionali del lavoro e le nuove. Non solo nel Wisconsin, ma anche a Roma. È la conclusione del percorso di una Terza Via che non ha saputo leggere le nuove diseguaglianze e ha visto troppo spesso la sinistra a braccetto con il potere economico, lontana dalla base sociale e sindacale… Considero una disgrazia la sconfitta di Hillary ma non chiudo gli occhi sugli errori. In America con Obama è aumentata l’occupazione, ma anche precariato, bassi salari e super sfruttamento. È da questa miscela che è nata la rivolta contro le élite».

Non vi dirò chi l’ha detto. Non vi darò la facile soddisfazione di schierarvi sul personaggio, la sua credibilità, la sua coerenza, anziché sulla sua analisi. Ma – senza usare Google – provate a indovinare chi è…

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19 Responses to Chi l’ha detto?

  1. Non ho resistito. L’ho cercato.
    Che arrivi da lui la più lucida analisi sulla sinistra occidentale mi sembra incredibile

  2. francesco says:

    mah, visto il voltagabbanismo italiano potrebbe averlo detto persino Veltroni, che ieri sera ho sentito molto contrito dalla Gruber….. (della serie: sul momento ho detto, “va che bel Veltroni”….. poi ci ho ripensato e ho detto “ma è il solito Veltroni!”)

  3. Chiunque l’abbia detto non è una persona a servizio della comunità, ma è il classico politico di carriera che pensa di giocare a scacchi o a Risiko ” così ci sono sfuggiti….” ma chi gli dà il diritto di eleggersi a rappresentante ideale di una qualunque schiera? Le periferie ed i poveri votano tutti uguale? O sono un serbatoio di voti riservato? cosa è e come è composta la base sociale?
    In politica si presentano ideali e proposte se sono condivise si viene eletti, altrimenti si lascia campo a qualcun altro.
    Mi si dirà: “non è così semplice”, è vero ma l’aver reso il tutto più complesso ci allontana sempre più dalla politica. E salgono i Farage, i Trump, i Le Pen……

  4. francesco says:

    ho guardato anche io. qualunque parola detta da quell’uomo, col suo passato, non vale un cazzo. sarebbe come fidarsi della testimonianza di Luciano Moggi o Totò Riina.

  5. arberesh says:

    se ho capito bene non lo dice nessuno chi l’ha detto cosi chi non lo sa se lo deve andare a cercare ? :)

  6. Lo avesse detto anche Martufello, qui dentro credo che ci sia tutta l’autocritica che avrebbe dovuto fare il centrosinistra. Dopo Trump ho letto su Repubblica un editoriale che si riassumeva in “Chi ha votato Clinton, ha usato la testa; gli altri la pancia”. Altri si sono accaniti sulla persona di Hilary, ma nessuno, e dico nessuno, ha pensato che ci sia qualche problema strutturale. Che sia a livello sostanziale, o di comunicazione, resta il fatto che la sinistra cameriera dei mercati non funziona più. E non funzionano più neanche le minacce, i catastrofismi, i sondaggisti compiacenti.
    Ma non si sente nessuna autocritica, solo indici puntati verso i gufi e deliri su suffragi universali da abolire, patenti di voto e altre cazzate.

    • francesco says:

      ohi, ma l’ha detto D’Alema!!!!! D’Alema!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Detto da D’Alema mi fa ridere come una critica all’Inter fatta da Moratti. Però mi chiedo perché quelle parole lì non sono state dette come autocritica da qualcun altro. Come me lo chiederei, per l’inter, perché non fossero i nostri vertici ad avere certi spunti per migliorare qualcosa che evidentemente non funziona

  7. antonior66 says:

    Non so se queste analisi mi fanno più incazzare o sorridere. Partono dal presupposto che certi voti di pancia siano recuperabili. Presupposto errato, gli elettori avranno sempre ragione, ma io con certa gente non voglio avere nulla a che fare. Tra parentesi, vi ricordo che Clinton ha preso circa un milione di voti in più. Incollo questa lettera.

    Visto da quaggiu’, Rogers, Arkansas, Trump mi fa paura, lo ammetto.
    Sei mesi fa non credevo potesse avere una chance.
    Ora mi fa paura.
    Qui lo voteranno tutti.Tutti. Sarà un plebiscito bulgaro.O Nord Coreano.

    Fa paura questo farabutto ignorante truffatore razzista e misogino, ma sopratutto mi fa paura quest’ America, questo paese che amo e che è stato per decenni un faro di democrazia (imperfetta, ma pur sempre democrazia), ed il difensore dell’Occidente libero. Ma che -a partire dall’ 11 Settembre- ha subito una radicalizzazione di estrema destra religiosa che ha contaminato e corrotto dalle fondamenta perfino gli ambienti moderati di quello che era il glorioso partito Repubblicano.
    Mi è piaciuto (e sottoscrivo in pieno) l’intervento di quel lettore che afferma come gli USA, da difensori del mondo libero, si siano trasformati in un bullo attaccabrighe di periferia. Immagine metaforica azzecatissima.

    Mi fa paura questo Sud che credevo sepolto nei film stile Mississippi Burning. Ed -invece- esiste.
    Qui, oggi,adesso.

    Un Sud di fanatici creazionisti. Milioni di evangelici che credono letteralmente che la Terra abbia seimila anni e che i fossili siano stati messi li da Dio proprio per sembrare qualcosa che non sono.

    Un Sud di razzisti, di suprematisti bianchi che odia tutto cio’ che è diverso: Gay, Neri, Ebrei, Europei, liberali, democratici, ambientalisti, sostenitori dei diritti civili, la scienza in generale, la ricerca medica, gli Yankees, la California, terra del demonio. C’e’ una canzone country che parla di una casa ocean front in Arizona. Capito?.

    Il 16 Gennaio, Martin Luther King’s day, statutory holiday negli US, qui vanno tutti a lavorare. Got it?

    Un Sud che il giorno dopo la strage del Pulse ad Orlando, mentre gli uffici federali del Nord mettevano la bandiera a mezz’asta, si rifiutava di fare lo stesso perchè “God hates faggots”.

    Un Sud allergico allo stato federale, Pick up con la bandiera degli stati confederati che sfornano bambini biondi senza futuro ma già obesi, razzisti, haters e fondamentalisti religiosi.

    Un Sud povero, rancoroso, spietatamente guerrafondaio. Fosse per questi pazzi assatanati di Bibbia e sangue gli Stati Uniti sarebbero già da tempo in guerra con la Russia, la Cina, il Messico, l’intero Islam, e probabilmente avrebbero già anche invaso il Canada, del quale invidiano le risorse naturali. “Che se ne fanno di tutto quel ben di Dio? Sono pochi milioni. Andiamocelo a prendere!” dice ridendo (ma non troppo) il mio amico Bradley, pastore evangelico.

    Un Sud misero ed arretrato in termini di cultura, reddito, prospettive, eppure armatissimo.
    Qui i bambini di otto anni vengono portati a caccia dai genitori come da noi si portano al parco la domenica pomeriggio, e maneggiano AR15 e Desert Eagle calibro 50 come io quarant’anni fa andavo in bicicletta.
    Qui hanno tutti l’abbonamento ad “America’s Freedom”, il mensile dell’NRA che fra le sue rubriche -da far accapponare la pelle perfino ad uno come me, che di armi ne possiede pure in Italia, e che ha un passato nella Folgore- vanta quella in cui mese dopo mese si celebrano da eroi quei privati cittadini che hanno ammazzato come un cane il ladro entrato nelle loro proprietà, con tanto di foto con sorriso a trentadue denti e fucile alzato a mo’ di trofeo nel salotto piccolo borghese di casa. I miei colleghi possiedono, a testa, una media di una decina fra pistole e fucili da guerra. Qui puoi acqustare un’arma tra privati nel parcheggio di Wal Mart, e puoi entrare in uno Stabucks con un M16 a tracolla, basta che sia bene in vista. Non sto scherzando. Vorrei, ma non sto scherzando.

    Mi fa paura questo Sud che odia qualsiasi cosa puzzi di ambientalismo, che vede con il fumo negli occhi il Global Warming (menzogna creata dal’industria delle renewables), lo stato sociale (trappola socialista), la sanità pubblica (significherebbe mettere la propria salute in mano all’odiato governo centrale, molto meglio le mega-multinazionali senza scrupoli dell’Health Care), il capitalismo moderato (loro sono per il Capitalismo puro sfrenato e senza limiti), le fonti di energia rinnovabile (loro sono per i combustibili fossili. D’altronde la responsabilità del pianeta non è dell’uomo, bensì di Dio. Ci penserà lui a metterci una pezza prima che sia troppo tardi. Oltretutto il genere umano è già stato salvato una volta duemila anni fa, per cui adesso avanti tutta con i combustibili fossili e chi se ne frega di non inquinare e di riciclare).

    Non riconosco piu’ i miei cari Stati Uniti, che le statistiche dicono ancora essere tra i paesi piu’ prosperi del pianeta, ma io francamente tutta questa ricchezza non la vedo. Vedo case che sono baracche di compensato, che da noi in Italia il comune non ti darebbe neppure l’agibilità. Vedo macchine scassate (ed incredibilmente inquinanti, con i loro V8 5.7L)vecchie di 20 anni. E la ricchezza in mano a pochi, pochissimi, che pagano il 9% sui redditi, e le cui imprese pagano il 5%. Questo famoso 1% -che detiene il 50% della ricchezza del paese- si concentra nei grandi centri urbani. Il resto della nazione è povero, poco istruito, e segregato.

    Al lettore che parla del Sud come di una sacca di arretratezza economica, politica e culturale, rispondo: attenzione a minimizzare. Questo Sud è un luogo identitario, piu’ che geografico. Si estende e valica i confini del tradizionale blocco confederato e schiavista, per allungarsi nel midwest e nelle pianure dell’Illinois e del Wisconsin a Nord; lambisce gli stati industriali dei grandi laghi, perlomeno fra le classi operaie; si estende nella Central Valley californiana; abbraccia per intero lo Utah mormone, e più in generale interessa ed influenza tutti gli USA rurali. Attenzione a minimizzare. Questo Sud fa – malicontati – 160 milioni di abitanti, ovvero piu’ o meno la metà dell’intera popolazione. E sono 160 milioni di fanatici guerrieri, sotto le mentite spoglie di normali impiegati, operai, padri di famiglia con 4 figli che -di punto in bianco, senza battere ciglio- partono volontari per l’Afghanistan, con la famiglia che applaude e supporta.

    Credetemi, visto da quaggiu’ Trump fa paura, perchè puo’ vincere. E se vince, le lobby che manovrano questi evangelisti retrogradi medievali entrano nella stanza dei bottoni. Nella stanza dei bottoni della nazione militarmente piu’ (pre)potente del mondo, in un momento storico dove ci vorrebbero nervi saldi, invece che retorica e bava alla bocca.
    Non mi piace Hillary, ma Trump mi spaventa.

    Inviato da iPhone

  8. il messaggio lo condivido …però appena indovini il medium….direbbe mc luhan ….

  9. Sara says:

    Un vero peccato che non abbia finito gli studi in Filosofia, poteva andare a insegnare e i danni si sarebbero limitati a qualche generazione di studenti.

    • Rudi says:

      Non ha completato gli studi, Sara, come migliaia di altri funzionari di partito, nell’epoca in cui certe ambizioni personali venivano accantonate in vista di qualche valore superiore. Non dirmi che non conosci personalmente qualcuno che ha fatto come lui…

  10. Rudi says:

    Sara, non far finta di non capire: D’Alema ha accantonato le ambizioni personali nel senso di arrivare alla laurea, perché è nella politica che ha visto il suo futuro. Infatti, ti chiedevo se non ne hai conosciuti altri, di personaggi così…

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