La morte corre sul fiume [The Night of the Hunter] – Charles Laughton [cine31] – 10

la-morte-corre-sul-fiume-charles-laughton-2

Bisogna pur chiederselo, cos’è un capolavoro? Nel cinema, forse è la combinazione magica, polifonica, di una storia e di un modo di raccontarla. L’esordiente regista non dirigerà altro. Il fotografo (Stanley Cortez, nato Stanislaus Krantz) ha girato con Welles e Fuller, Duvivier e Lang, senza raccogliere i riconoscimenti che meritava, la sceneggiatura è del giallista James Agee (un Pulitzer, ma postumo), e poi giganteggia Mitchum e viene richiamata sulle scene l’icona del muto, Lillian Gish, materna fata che sa anche usare il fucile. Nessun dubbio sul fatto che Kubrick abbia scelto Shelley Winters come madre di Lolita dopo averla vista in questo ruolo di madre vedova. Non c’è un’inquadratura banale, non ce n’è una di troppo… Il risultato – rivisto per la quarta volta – tocca la pura, sbalorditiva perfezione. Non è poi così strano che all’epoca non ebbe successo.

È una favola. Il bene contro il male. LOVE vs HATE. Dunque fa paura ma è edificante. Si pone in modo deliberatamente arcaico, scavando nei nostri incubi infantili (il buio, il fiume, la cantina, il coltello retrattile, l’uomo nero che irretisce con i regali…). Ne deriva un’opera densa di atmosfere prodigiose, un lungo sogno di chi cerca di sfuggire a un “cacciatore” spietato. Estetica gotica, vertiginose profondità di campo, tenebre gonfie di simboli. John e Pearl, i due bambini in fuga lungo il fiume Ohio, attraversano un’America rurale impaurita dalla Grande Depressione, che passa disinvoltamente dai picnic sul fiume al linciaggio. È l’America profonda, immutabile, sfigurata dal senso del peccato, quella che oggi si rispecchia nei proclami di un miliardario, sinistro prevaricatore.

la-morte-corre-sul-fiume-charles-laughton-1

Un affascinante, sinistro predicatore è incarnato da Robert Mitchum, lupo famelico che incombe su due orfani indifesi. Parla con un Dio puritano e sanguinario, uccide senza rimorsi pensando di assecondare la parola del Vecchio Testamento. Subdolo e scaltro, conquista la fiducia di chi si ferma alle apparenze, sessualmente impotente e cinicamente attratto dal dollaro. Privata della parola “Jesus”, la canzoncina “Leaning on the everlasting arms” diventa terrificante.

Molte inquadrature sono dal punto di vista dei bambini, un quarto di secolo prima di «E.T.»; ma oltre Spielberg, anche i Coen, Malick, Scorsese e Lynch devono essersi abbeverati alle acque di questo fiume. John e Pearl lo discendono con la vitalissima incoscienza di Huckleberry Finn, il male scivola loro addosso. “Sopportano e resistono”, ci dice Lillian Gish.
Nel 2008 i «Cahiers du Cinéma» lo hanno proclamato secondo miglior film della storia del cinema, dietro a «Quarto potere»: chi può, non perda il ritorno in sala di quest’opera sublime, restaurata dalla Cineteca di Bologna.

Annunci

7 Responses to La morte corre sul fiume [The Night of the Hunter] – Charles Laughton [cine31] – 10

  1. denny says:

    Rudi x curiosità il regista è lo stesso Charles Laughton che ricordo come avvocato difensore di Tyrone Power in un vecchio court drama (grasso tipo Nero Wolfe e coi capelli chiari almeno così sembrava in bianco e nero)

  2. Un Mitchum-villain che ritornerà con Max Cady.

  3. Pingback: Visti al cinema nel 2016 | RUDI

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...