Questo governo non può restare al suo posto

Posso immaginarlo, la grande maggioranza dei frequentatori di questo blog voterà No il 4 dicembre. In piccolo, vale per questo blog quello che vale per qualunque organo di informazione: quasi tutti cercano conferme a quel che già pensano.
Proprio per questo, al netto di certe intemperanze verbali, sono affezionato a quei lettori che invece voteranno Sì. Com’è noto, non li considero in malafede, tantomeno più stupidi del sottoscritto. Fra noi non c’è da rimarcare alcuna “superiorità morale” (certo, se al Sì mi aggiungono anche il tifo per la Juve, qualche dubbio mi viene…).

vespa

Oggi mi limito a far notare l’ennesimo salto di qualità di questa campagna elettorale: ieri sera a «Porta a porta», a rappresentare le ragioni del Sì c’erano tre ministri del governo Renzi: Padoan, Boschi e Calenda. A sostegno delle ragioni del No, tre dirigenti di partito (Lega Nord, Forza Italia, Sinistra Italiana).
L’ex dalemiano Padoan si è rivelato un errore: all’esimio economista sfuggono il prezzo del latte, della benzina e della retta di un asilo (i figli sono grandi, la spesa la fa sua moglie), mentre Boschi e Calenda sono ottimi animali televisivi, a differenza di Fassina, che dice le cose che penso anch’io, ma lo fa con scarsa efficacia, abbondando in frasi subordinate e (orrore) persino congiuntivi.

Temo che solo un’esigua minoranza di italiani si renda conto dell’enormità di quanto è accaduto. È assolutamente inedito nella storia settantennale della Repubblica italiana che si manifesti una tale sovrapposizione fra responsabilità di governo e proposta politica.
In pratica, Renzi e il governo mostrano di giocarsi tutto su questo referendum. Così facendo, accreditano il sospetto (per me, la certezza) che varie iniziative governative non vengano prese per il bene del paese ma per acchiappare voti il 4 dicembre: la decontribuzione per i neoassunti al Sud, il niente tasse per Airbnb e le polemiche con l’UE hanno questo segno. Solo i ciechi – come Bersani – possono far finta di non capire che Renzi e i suoi si giocano tutto sulla “mano” del referendum, e se perdono non possono restare un minuto di più a Palazzo Chigi.

Se la politica ha una logica, vincerà il No: il vento anti-establishment si somma alla confusione di una riforma costituzionale che fa promesse sapendo di non poterle mantenere e sa di giocarsi la partita sul piano simbolico della leadership. Renzi si sente in contraddizione quando cambia idea sull’Italicum – su cui ha imposto due volte la fiducia – ma rimprovera di incoerenza chi fra i suoi ha cambiato idea sulla riforma costituzionale.

Da grande giocatore d’azzardo, Renzi cerca la rimonta bruciando le navi alle spalle.
Se vince il Sì farà nascere il Partito della Nazione, liberandosi da quella che considera (non a torto) una zavorra e portandoci al voto nel maggio-giugno 2017. Se perde, scommette nella mancanza di coraggio di chi vince: i sostenitori del No meriterebbero un’altra classe politica.

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16 Responses to Questo governo non può restare al suo posto

  1. francesco says:

    Secondo me invece se vince il NO soprattutto se per pochi punti si dimette, esce dal pd e fa il partito della nazione. E vincerà le prossime elezioni

  2. L’importante è smetterla con questo “Mandiamo Renzi a casa”. Eh no, caspita, ce lo siamo tenuti a sufficienza qui a Firenze, mi pare. È tanto grande il mondo, mandiamolo altrove. Un po’ per uno non fa male a nessuno

  3. willerneroblu says:

    La domanda sorge spontanea ma il sud dove inizia?

  4. claudiopaga says:

    Ieri ho ricevuto la lettera che Renzi ha mandato agli Italiani all’estero, con tante belle foto dei suoi incontri con Obama, Merkel e compagnia che non si capisce cosa c’entrino con una riforma costituzionale.
    Non sono un fan di Renzi ne’ delle sue politiche ma vista dall’estero l’Italia mi sembra sempre piu’ ingovernabile, votero’ SI perche’ mi sembra che la riforma vada nella giusta direzione di razionalizzare e semplificare le istituzioni, in particolare con la riforma del Senato e del rapporto stato-regioni.

  5. Sara says:

    C’è anche la vittoria di Pirro.

  6. denny says:

    Renzi non mi sta simpatico (eufemismo) ma voto no semplicemente perché la riforma non mi piace mi sembra sbagliato legare un referendum costituzionale che potrebbe avere conseguenze durature alla sorte di un governo o un politico poi se Renzi si toglie di torno tanto meglio ma sinceramente in questo momento non riesco a immaginare chi potrebbe prendere il suo posto

  7. Sara says:

    Rudi lo sai che dopo Renzi ci sarà il vuoto pneumatico.
    Ma in questi mesi perchè quanti pretendono di appartenere alla sinistra non hanno lavorato intorno a una persona dalla valenza ecumenica? Perchè dover fare i conti con i personalismi dei vecchi leader diessini (che poi magari leader non sono mai stati) o con giovani arroganti e cooptati?
    Cioè si scegli una/uno e si lavora per quella/o, non è che un dinosauro come D’Alema può continuare a fare da zavorra da un decennio all’altro, o un Fassina che non ha la stoffa da leader, pretende di essere un’alternativa.
    Io questa gente l’ho vista in Cgil, l’ho vista nel Pd, dove hanno allevato, cooptandoli, generazioni di capponi. Qualcosa di buono, di autentico negli ultimi anni l’ho sentito solo in Fiom o agli incontri di Lotta Comunista.

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