Una ballata del mare salato, Hugo Pratt 1967 (Rizzoli/Lizard 2014)

L’avventura… Pratt ne aggiorna e affina i codici: la prima storia di Corto Maltese – in edicola dal luglio 1967, a puntate sulla rivista «Sgt. Kirk» – è anche “un’esplorazione delle possibilità del fumetto”, come scrive Tito Faraci introducendo questa ennesima, ottima ristampa (la colorazione delle tavole è di Patrizia Zanotti).

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L’avventura… Naufragi e misteri, pirati e cannibali, giungla e sottomarini, piovre e pescecani, gabbiani e isole che non si trovano sulla carta geografica, Figi e Samoa, Tonga e Papua Nuova Guinea, melanesiani e maori. Il contesto storico è quello della Prima guerra mondiale combattuta nel Pacifico: la prima tavola ci fa entrare nel primo novembre 1913, l’ultima è alla fine del gennaio 1915. Cronologicamente, questa storia segue «La giovinezza», ambientato in Manciuria (e pubblicato nel 1981).

Pratt usa le parole – la loro quantità, la loro disposizione, lo spazio che occupano – per suggerire una certa velocità di lettura. Alterna scoppi di violenza a lunghe pause dense di silenzi. Il suo segno non ha ancora raggiunto la purezza sintetica dei decenni successivi, questo Corto Maltese è meno affascinante di quello disegnato in Argentina (per esempio), ma il linguaggio è già definito, i caratteri pure. Riprendo le parole di Faraci: “Dopo tanti eroi del fumetto che salvano il mondo, Hugo Pratt ne inventa una che al massimo riesce a salvare se stesso. E il proprio onore”. Corto è il “perno della vicenda, senza esserne il vero protagonista”. Della Grande Guerra si sente l’eco, il mondo sta andando sottosopra, fra stridenti contrasti: “personaggi che non riescono a essere amici e neppure nemici. Che si tradiscono pur rispettandosi. Che si alleano pur sapendo che non potrà mai funzionare”. L’idea cavalleresca della guerra, incarnata dal tenente Slutter, appare il residuo di un’epoca lontana.

L’avventura…Comincia così, alla Melville: “Sono l’Oceano Pacifico e sono il più grande di tutti”. Un uragano ha appena spazzato via “tre o quattro isole” e almeno altrettante navi.

Dopo aver salvato due naufraghi sedicenni, i cugini Cain e Pandora Groosvenore, il catamarano comandato da Rasputin raccoglie anche Corto Maltese, legato a una zattera dal suo equipaggio che pare si sia ribellato per una questione di donne. Rasputin e Corto si conoscono da anni. Il catamarano si impadronisce di una nave olandese e contro il parere di Corto, Rasputin fa uccidere tutto l’equipaggio. La spietatezza del pirata diventa ancora più esplicita quando fa capire a Corto che non esiterà a uccidere Cain, tanto “la famiglia pagherà lo stesso riscatto per uno come per due”; sa che i cugini vengono da una facoltosa famiglia australiana. Pure non esitando a fare affari con Rasputin, Corto Maltese si dimostra di un’altra pasta. Con il passare delle tavole, vanno precisandosi il codice d’onore, il coraggio e l’irriducibile individualismo, il disprezzo verso tutti gli eserciti. Non deroga ai suoi principi, infischiandosene di quello che appare conveniente, e non esita a ricattare le autorità per ottenere quello che vuole.

I pirati hanno stretto accordi con l’Impero tedesco: in cambio del bottino e di protezione, attaccano le navi dei nemici della Germania e riforniscono di carbone quelle tedesche. Incombe l’ombra del “Monaco”, un uomo dall’età imprecisata che domina quei mari da decenni, sembra sapere tutto quel che succede e fa base su Escondida, un’isola che non è segnata sulle carte nautiche. Il “Monaco” appare dopo 76 tavole, un cappuccio ne nasconde il volto. Qualcosa lo lega a Pandora…

Il rapporto di Corto Maltese con i cugini è burrascoso, ma poi conquista la loro fiducia. Un giorno Pandora gli chiede: “E lei crede veramente che questa sua fortuna sfacciata le durerà per sempre?”, e Corto risponde: “E come no, mia cara. Quando ero bambino mi accorsi che non avevo la linea della fortuna sulla mano… E allora presi il rasoio di mio padre e zac… me ne feci una come volevo”. L’addio a Pandora resterà leggendario…

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8 Responses to Una ballata del mare salato, Hugo Pratt 1967 (Rizzoli/Lizard 2014)

  1. 321Clic says:

    Ne hai fatta una gran bella descrizione, è venuta voglia di riaprirlo anche a me che l’ho già letto un tot di volte, peccato non averlo qui a portata di mano insieme a tutti a gli altri.
    Sei già andato alla mostra a Bologna? C’è una sala con tutte le tavole della Ballata disposte sul muro, dalla prima all’ultima. Un colpo d’occhio meraviglioso.

  2. Rudi says:

    ciao e benvenuto; ho visto un servizio tv sulla mostra in cui mostravano la parete che descrivi… Ci andrò presto.

  3. Pingback: Pratt a Bologna (fino al 19 marzo) | RUDI

  4. Pingback: I migliori fumetti letti o riletti nel 2016 | RUDI

  5. Sul Topolino in edicola questa settimana c’è un’interpretazione disneyana di questo capolavoro, con un Cavazzano in stato di grazia.

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