Dalla Coppa delle Fiere alla Fiera dell’Incompetenza: no, non siamo una barzelletta, purtroppo

Pazza Inter? Chi lo dice è uno stupido. Piuttosto, come fa notare Adani, l’Inter riesce a chiudere un facilissimo girone eliminatorio dei Europa League come la 48esima squadra su 48, con 4 sconfitte in 5 partite, 5 gol subiti da israeliani nel doppio confronto (e costoro non ne hanno segnato neanche uno nelle altre tre partite).

Sono passati 58 anni dalla prima partecipazione nerazzurra a una Coppa europea; era la Coppa delle Fiere, il primo avversario fu l’Olympique Lione (il secondo fu il Barca che ci eliminò e andò a rivincere la Coppa). Bene, in questi 58 anni, a spanne l’Inter ha partecipato a 50 coppe europee, ma sfido chiunque a trovare una figura peggiore di questa.

Lugano? Helsingborgs? Malmoe? Alavés?
Non scherziamo. Puoi perdere (male) un preliminare di Champions o al primo turno a eliminazione diretta, sbagliando una partita o due. Non puoi sbagliarne 5 su 5 (compresa la fortunosissima vittoria contro il Southampton). Se non sono stato chiaro, lo riscrivo: l’autunno 2016 rimarrà inciso nella storia dell’Inter come quello dell’umiliazione europea.

Trovo la parola vergogna quasi sempre sproporzionata al calcio, ma quando scrivo che qualcuno dovrebbe vergognarsi, penso a una società che sta fra le prime 20 per fatturato, fra le prime 15 per ingaggi, e non riesce a stare fra le prime 50 sul piano sportivo. Del resto, se bruci i due slot extracomunitari con Caner Erkin e Gabigol, meriti di andare a fondo.

Già 9 sconfitte in 18 partite, appena 6 vittorie. Temevo il peggio, l’ho scritto a luglio e agosto, ma la mia immaginazione ha dei limiti: a questo peggio non ero preparato.

Il 16 settembre avevo intuito il baratro e fatto una promessa che non ho saputo mantenere: mi ha ingannato l’imprevedibile esito della partita con la Juventus, che a questo punto costituisce un’ulteriore beffa, in una stagione mortificante.
Unica consolazione, senza l’Europa ci sono almeno 6-7 cessioni obbligate, della ventina che sarebbe giusta.

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20 Responses to Dalla Coppa delle Fiere alla Fiera dell’Incompetenza: no, non siamo una barzelletta, purtroppo

  1. Interator says:

    In una sola parola provo disgusto. E per rispondere a Francesco, no, non sono assolutamente sicuro

    • Interator says:

      Non sono assolutamente sicuro che i cinesi siani competenti. Non ho conoscenze nella società, non ne so più di altri e non ho alcuna competenza se non quella del tifoso. Non ho idea della soluzione, so solo che Pioli non c’entra assolutamente nulla e in genere non mi piacciono affatto gli esoneri.
      Ma teoricamente c’è gente pagata per risolvere i problemi. Teoricamente dovrebbero essere loro i competenti o almeno dovrebbero affidarsi ai migliori. Invece no.
      Leggo il blog di Rudi, i commenti di tutti e mi sembra sempre che ci sia molto più buon senso e lungimiranza qui che nella società.
      Non snerva il fatto di non vincere, ma tutto quello che ci fanno passare.
      E mi rivolgo anche a willer: hai ragione, gli episodi contano, ma nel nostro caso anche se andasse tutto bene con gli episodi che cosa cambierebbe di fatto?

  2. willerneroblu says:

    Ciao Interator hai ragione questa squadra più che di episodi avrebbe bisogno di qualcuno che 2000 anni fa faceva miracoli!!

  3. caro rudi, quando all’andata perdemmo con gli israeliani, tu, io e qualche altro ci incazzammo come vipere. molti invece consideravano la coppa come una fastidiosa mosca che si palesava tra le partite di campionato. stesso ritornello a praga. il risultato lo si vede adesso. sterco in coppa, sterco in campionato. vincere aiuta a vincere, perdere aiuta a perdere. chiunque abbia fatto sport a livello agonistico (anche, come me, a livelli bassi) sa che quella è un’equazione sempre esatta. trascurare la coppa (mettendo in campo formazioni deliranti, vero de boer? che necessità c’era di fare turnover dopo aver giocato 4 partite di campionato?), ottenendo in cambio due sconfitte mortificanti, ha ottenuto come effetto di farci uscire dalla coppa e demoralizzarci ulteriormente per il campionato. abbiamo buttato nel cesso il quarto posto dell’anno scorso, ci siamo fatti ridere dietro ovunque, svalutato giocatori. inter…what else?

    • claudiopaga says:

      ma se le riserve non giocano neanche in casa con una squadra israeliano in coppa quand’e’ che le metti? anche considerando poi la condizione pietosa della rosa a settembre, e che la domenica si andava a giocare a Roma se mi ricordo bene

      • Ma l’abbiamo vista la partita ieri? Quelli sono dei dilettanti. Se giovani dieci volte col Crotone, nove volte perdono brutto.
        Nel primo tempo se la tiravano uno addosso all’altro. Ho visto tiri da campi di periferia.
        Altro che titolari e riserve, con questi dovresti vincere anche in 9, coi primavera, col portiere bendato.
        Qui c’è un problema mentale e di condizione fisica da mettersi a piangere.

    • Rudi says:

      Pienamente d’accordo. Le formazioni messe in campo con Hapoel e Sparta sono gli unici errori imperdonabili che imputo a De Boer.

      • Rudi dopo gli israeliani c’era la juve e venivamo da una sconfitta, un pareggio ed una vittoria al 92′.
        Come dice claudiopaga se non metti le riserve contro una squadra israeliana in casa quando li vuoi mettere?

        La verità è che in una squadra normale i nostri titolari sarebbero le riserve e le nostre riserve sarebbero… in un’altra squadra.

  4. Incompetenza, fragilità, decisioni estemporanee sono state il marchio di fabbrica degli ultimi anni.
    Ma così in basso no, mai. Per essere arrivati qui dev’essere successo altro.

    Inizio a dubitare che l’arrivo dei cinesi abbia creato una specie di alibi. Tipo “Eh ma questo è un anno di transizione poi vedrete, poi si spende, poi arriva Messi. Sentirete come cambia la musica”.
    Questa fiducia nel futuro ha creato una tranquillità che è sfociata nella svogliatezza. Con molti che sono consapevoli che saranno i primi tagliati non appena arriveranno i soldi, altri che sanno che ancora non si fa sul serio. Non che sia premeditato, ma a livello inconscio probabilmente sì.
    Dirigenti, allenatori, giocatori vecchi e nuovi hanno iniziato questa stagione come se fosse una “prova generale”, e si sa che attenzione, concentrazione e tensione non sono quelli della prima.

  5. willerneroblu says:

    Cominciamo a fare qualche domanda più precisa al Sig.Zanetti quali sarebbero le competenze in questa società????

  6. francesco says:

    Io sono sereno e tranquillo

    Quando dicevo che il calcio è una scienza esatta tanti non erano d’accordo, qualcuno ha anche usato parole un po stronze (ogni riferimento non è casuale). Non poteva non finire così. Le squadre di calcio sono per l’appunto squadre. Prima della tecnica c’è la coesione. E di armonico nell’inter non c’è assolutamente nulla

  7. rugherlo says:

    La stagione è andata e da tempo (troppi errori).
    L’unico auspicio è questo: che i Cinesi facciano tesoro degli errori commessi e tirino giù un progetto chiaro e sostenibile che parte dalla società per arrivare poi a tecnico e squadra.
    Tutto il resto è noia (cit.)

  8. Gli errori di De Boer, Rudi? Certo, certo, ma quando il tecnico è finalmente italianissimo e furbissimo le condizioni si suppone siano le migliori per quanto riguarda le motivazioni (2-0 dopo il primo tempo e partita da ultima spiaggia per la qualificazione, ma senza neppure troppe responsabilità riguardo al risultato finale del torneo) e la formazione è più o meno quella che dovrebbe essere (magari gli allenatori che osservano degli atleti per tutta la settimana possono anche avere delle motivazioni per le loro scelte a noi sconosciute riguardanti lo stato di forma dei singoli) non si potrebbe pensare al fatto che proprio cambiar tecnico continuamente è uno degli errori essenziali di queste molteplici società (3 negli ultimi anni sulla carta, ma di più se si considerano le fazioni interne)? L’altro essendo magari quello di non saper scegliere gli uomini prima che i calciatori? La partita di ieri prova proprio la difficoltà di dare spiegazioni squisitamente tecniche ai rovesci ripetuti dell’Inter e fornisce all’olandese, secondo me, una grossa giustificazione a posteriori, altroché!

    • Rudi says:

      Hai ragione, Paolo: De Boer ne esce rivalutato (ma i suoi restano errori, secondo me), perché non è colpa sua se chi doveva farlo non ha saputo scegliere né i calcitori né gli uomini.

  9. E’ sempre più difficile commentare quello che succede all’Inter. E’ una altalena continua. Credo che calci0mercat0 abbia centrato il problema: ai giocatori succede quello che succedeva a noi quando eravamo studenti alle prese con un professore supplente che da li a poco se ne sarebbe andato: il professore si impegnava assai per far rendere la classe, ma la classe (fatta eccezione per qualche studente) snobbava…. tanto poi arriverà il professore definitivo… ecco, credo che all’Inter in questo momento stia accadendo che la squadra non stia dando tutta se stessa in campo.

    • Rudi says:

      In effetti, la metafora è azzeccata. Ma anche un supplente può portarti alla bocciatura. Voglio dire che di quelli visti ieri sera in campo, non so quanti giocheranno con Simeone. Azzardo, non più di un paio.

      • Per me è proprio questo il giochino pericoloso che si è innescato. Domani, dopodomani, arriva Simeone e la rivoluzione. Il Cholo verrebbe mai ad allenare me, che sono un D’Ambrosio o un Nagatomo? E Brozovic che non è partito solo perché non è arrivata l’offerta, un Eder che volevamo assolutamente spedire in Cina, Jovetic riscattato contro voglia. C’è gente che è qui per sbaglio, per causa di forza maggiore, con un contratto da precario.
        Non ci si impegna perché c’è il supplente, ma molti sono consapevoli che arriverà un prof. severo che li boccerà prima ancora di aver fatto l’appello. Inutile impegnarsi per essere un terzino da 6-, tanto poi arriva quello che pretende l’8 e mi boccia. E i vari Handanovic, Miranda, Banega, Icardi sembra che stiano lì ad aspettare che finalmente arrivino compagni alla loro altezza.

        Le varie interviste dove Ausilio e co. dicono che non vedono l’ora che finiscano stagione e regime FPF sono quanto di più deleterio per l’ambiente. Sembrano dire “Non vediamo l’ora di potervi mandare tutti al Jiangsu e prendere quelli bravi”

  10. luccarmi says:

    “Quello che è successo nel secondo tempo è colpa mia”.
    Con queste parole Pioli, fa capire di essere un bravo allenatore. Mi piace la metafora di calciomercato. Quella del supplente intendo, tenderei anche a concordare con lui sull’impatto (negativo) che le parole di Ausilio hanno sulla squadra.
    Ma il rimedio è quello che intraprende Pioli.
    Me lo ha insegnato un mio vecchio prof di Italiano e Latino.
    Continuando con il parallelo di calciomercato. Tutti noi siamo stati studenti. Molti giocatori dell’Inter assomigliano a quegli studenti scarsucci e che, oltretutto, si impegnano poco.
    Ma qual è il rimedio per far si che un giocatore da 6- o da 5 renda al massimo?
    Quello di punirlo quando gioca male? (intendiamoci, la tentazione di prendere a calci nel c… qualcuno, mi viene anche a me). Quello dei ritiri?
    Ho insegnato per 4 anni (matematica, fisica e informatica), ma soprattutto ho fatto ripetizioni da 30 anni a questa parte. All’inizio andai dal mio vecchio prof e chiesi consiglio. Mi disse :”Luca, il cavallo beve quando ha sete” A me, che sono cresciuto in campagna questa frase parve illuminante. Gli studenti, non studieranno, se non gli dai un motivo per farlo. Il metodo costrittivo ha sempre dato scarsi risultati, quando addirittura risultati opposti: rifiuto totale.
    Per questo, prima di prendere un allievo, gli faccio le seguenti domande: “perché hai scelto di fare questa scuola”? “cosa ti spinge a studiare?” “cosa ti aspetti dalla scuola?”.
    Che fare dunque con i calciatori? Quello che ha fatto Pioli innanzitutto: toglierli la pressione di dosso. Paradossalmente, ora più che mai, serve non cadere in preda agli isterismi.
    Ed evitare di dire quello che dice Ausilio o altri (come ha fatto giustamente notare calciomercato).
    Certamente: chi è stanco e stufo, ha la mia più profonda comprensione.
    Lo sono anche io, stanco e stufo.
    Alcuni giocatori si sono dimostrati indegni della maglia. Devono riscattarsi, non tanto per rispetto a noi tifosi, ma per rispetto a se stessi (del resto dubito che gli importi molto di noi, anche se, in ultima analisi lo stipendio lo percepiscono grazie ai tifosi).
    Infine, più che rispettare i tifosi, dovrebbero prendere esempio da loro (dai tifosi). Che si sobbarcano spese, viaggi e sofferenze per andare a sostenerli o anche solo per interessarsi alle sorti della squadra.
    Per questo non mollo.

  11. francesco says:

    Certo che fare figure ignobili e trovare ancora spiegazioni mi lascia basito….

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