Il commissario Pepe [id.], Ettore Scola, 1969 [filmTv100] – 6

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Anche in un mezzo passo falso, se il regista è Scola, non mancano i motivi di interesse. Questa è una trama poliziesca senza sangue e cadaveri, ma con una quantità di colpevoli da far invidia al plot di Agatha Christie dove alla fine si scopre che tutti hanno partecipato all’omicidio. E ognuno copre l’altro.

Antonio Pepe (Ugo Tognazzi) è finito a fare il commissario in un paesone veneto – dalle immagini pare sia Bassano del Grappa, ma ci sono scene girate a Padova e altrove. Provincia profonda. Provincia perbenista. Provincia viziosa. Mai un delitto, la massima turbativa all’ordine pubblico sono gli studenti che contestano, e un reduce di guerra (Giuseppe Maffioli), paralizzato, che gira in sidecar e sembra essere a conoscenza dei più intimi segreti dei paesani. Un venticello di calunnia fa aprire un’indagine su comportamenti sessuali più o meno turpi, e comunque segreti. A forza di allargare i cerchi concentrici, la relazione finale farebbe saltare in aria il paese. Omosessualità, prostituzione, anche minorile, pedofilia, mercato della pornografia, festini e orge, coinvolgimento di ecclesiastici e di parenti di poliziotti… Lo stesso commissario si è un po’ adeguato all’andazzo, tenendo segreta una relazione che non avrebbe motivo di esserlo.

Nel corso dell’indagine, incrocia Silvia (Silvia Dionisio), studentessa minorenne legata a un losco personaggio che si prostituisce per noia, Pepe deve farsi forza per allontanare pensieri peccaminosi. Infine, una mattina vede entrare in chiesa tutti i personaggi coinvolti nello scandalo: parteciperanno alla messa, si faranno confessare, si pentiranno e (sembra chiaro) ricominceranno daccapo. Pepe chiede il trasferimento, toccherà al successore decidere: se sarà peggiore di lui, dovrà accettare quello che lui non ha voluto subire, se sarà migliore di lui farà quello che lui non ha avuto il coraggio di fare.

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4 Responses to Il commissario Pepe [id.], Ettore Scola, 1969 [filmTv100] – 6

  1. Visto al cinema e poi mai più rivisto, lo ricordo solo per due miei sogni da adolescente: la fantastica Lamborghini Miura e la bellissima Silvia Dioniso.

  2. Perché “un mezzo passo falso”?
    A me il film è piaciuto molto (Tognazzi superlativo).
    Ultimamente l’ho rivisto con piacere.
    Sembra precorrere i tempi.

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