Le incantatrici, Pierre Boileau e Thomas Narcejac (Adelphi, 1957)

«Les Magiciennes», nella traduzione di Federica e Lorenza Di Lella; nel 1960 ne venne tratto un film con Alice e Ellen Kessler; in copertina una fotografia di Erwin Blumenfeld: «The Glamour Girl», 1943. anche qui

le-incantatriciPrologo: un caso archiviato viene riaperto per la testimonianza di un giocoliere da circo. Ricorda che le ragazze erano due, vorrebbe sapere quale delle due è quella morta. L’altra è scomparsa.
Anni prima, Pierre Doutre viene affidato a un collegio svizzero. I genitori sono artisti del circo, prestigiatori di fama. In collegio, Pierre resta dodici anni. Ne esce ventenne, alla morte del padre, avvenuta ad Amburgo. In tutto quel periodo, ha incontrato il padre in occasione delle sue visite sporadiche e non ha mai rivisto la madre. Non ha mai avuto una donna.

Di donne, ne incrocia subito due: gemelle, indistinguibili. Si innesca un incubo mortifero, che singolarmente tralascia lo spunto investigativo, e punta tutto sulla deriva esistenziale del protagonista e sull’amore morboso risvegliato nella madre, Odette. Romanzo sull’apparenza e sul “doppio”, su un’ossessione erotica che non trova sfogo, immerge il lettore in un’atmosfera irrespirabile.

Il giovane Pierre è affascinato da quel mondo, eppure “ogni sera lui avvertiva lo stesso senso di nausea, lo stesso panico”. I suoi progressi furono rapidissimi, i circensi concludono che ha preso dal padre. Odette organizza una messinscena che incontra un grande successo: oltre ai trucchi, ai doppifondi e agli specchi, alle lame retrattili e alle tortore ammaestrate, ci sono Pierre e le due gemelle. Lo spettacolo è incentrato sulle gemelle, fatte passare per una sola donna, capace di scomparire e riapparire oltre ogni umana possibilità. Nessuno sa di Greta e Hilda, la recita impone che esista solo “Annegret” e che ogni giorno una delle due resti reclusa nella roulotte.
Pierre è attratto da entrambe, ma nei baci che si scambiano in scena percepisce che una delle due gli corrisponde, a differenza dell’altra…

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