Fidel e lo sport, 1: appunti su Figuerola e Sotomayor

Una minuscola delegazione della nuova Cuba si presenta alle Olimpiadi di Roma: il nome più noto è quello di Enrique Figuerola, che si piazza quarto nei 100 metri. Quattro anni dopo a Tokyo, Figuerola conquista l’argento nei 100 metri alle spalle di Bob Hayes.
L’ascesa nei risultati è lenta a costante. A Città del Messico le medaglie diventano quattro (dalla boxe e dalle staffette 4×100 dell’atletica); un salto di qualità si evidenzia a Monaco, quando i pugili cubani conquistano tre medaglie d’oro, un argento e un bronzo, con altri due bronzi nell’atletica e nel basket.

Con 31 medaglie, Cuba si arrampica fino al quinto posto assoluto nella graduatoria per nazioni a Barcellona 1992, scende all’ottavo ad Atlanta 1996 (25 medaglie) e al nono a Sydney (29, quando l’insieme degli altri Paesi dell’America Latina ne ottiene appena 5). Ancora ad Atene, Cuba risulta undicesima nel medagliere generale. Pechino, invece, rappresenta un brusco ridimensionamento: non tanto per le medaglie complessive (24), ma per l’esiguità delle vittorie (solo 2 rispetto alle 9 ateniesi). Davvero imprevisto l’insuccesso nel pugilato, e questo bilancio deludente è solo in parte ripagato dalla vittoria più desiderata, quella nel baseball contro gli Stati Uniti.

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Vincitore del salto in alto ai Giochi di Barcellona, Javier Sotomayor detiene tuttora il primato mondiale con i 2,45 saltati a Salamanca nel luglio 1993. Per venti volte travalica asticelle poste a 2 metri e 40 e oltre, per un decennio domina la specialità al punto che tra i 24 salti più alti di tutti i tempi, 17 sono ancora suoi.

Sotomayor risulta positivo alla cocaina in un controllo antidoping ai Giochi Panamericani di Winnipeg (Canada 1999). Fidel Castro scatena una polemica contro i vertici dello sport, accusati di aver teso una trappola al campione cubano. Dice che “parlare di cocaina è infame”; ricorda le decine di migliaia di dollari che il saltatore ha ricevuto per il premio Principe delle Asturie, nel 1993, e che gli ha consegnato personalmente. Per contrastare quella che appare come “una congiura contro Cuba”, il governo apre a L’Avana un modernissimo centro medico, e lo chiama Antitrampa (contro gli imbrogli)…

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3 Responses to Fidel e lo sport, 1: appunti su Figuerola e Sotomayor

  1. willerneroblu says:

    A me da bambino quando guardavo le gare di atletica faceva impazzire Juantorena!!

  2. francesco says:

    La vicenda di sotomayor, più di altre, spiega perchè il comunismo non ha ragioni antropologicamente fondate. Positivo alla cocaina a cuba!

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