L’Inter sta dove merita

Ce lo ricorderemo per un pezzo, questo 2016. Fortuna che fra 3 partite finisce…
Cominciò dieci giorni prima, con quell’Inter-Lazio che ci fece capire che era davvero fortuna quella che aveva portato la squadra al primo posto in classifica, con tanti 1-0 e 0-1 firmati Handanovic, Miranda e Murillo, Melo e Medel.

Da allora, il dato è agghiacciante: l’Inter ha giocato 45 partite e ne ha perse 20. Ripeto, 20.
Nelle ultime 25 della stagione scorsa, con alcune vittorie rimediate in primavera, il Mancio riuscì ad acciuffare un quarto posto miracoloso, ma alle 11 vittorie e 4 pareggi affiancò 10 sconfitte.
Da agosto 2016, invece, in 20 partite, l’Inter ha raccolto 7 vittorie e 3 pareggi, rimediando 10 sconfitte; in 11 trasferte, le sconfitte sono già 8. Quasi tutte meritate.

Ecco, il merito. Mi sono stancato della “pazza Inter” e prima ancora mi ero stancato di quelli che insistono sulla “palla è rotonda”. Sì, è rotonda, sulla partita secca o sull’eliminazione diretta in coppa, la fortuna può essere determinante. Su una serie di 45 partite no.
L’Inter merita di stare dove sta, i cinesi meritano di aver buttato decine di milioni di euro, mezza rosa andrebbe ceduta (cioè regalata) a gennaio, il numero di errori compiuti da giugno in poi è superiore al numero di sconfitte incassate.

Non sto a rifare l’elenco, oggi è evidente che il Mancio fa parte dei colpevoli ma aveva capito tutto. Non hanno capito niente quelli che hanno preso le decisioni che hanno ridotto una corazzata da 200 milioni di fatturato a un livello così deprimente.

hamsik

A Napoli si è visto che un bravo allenatore sa dare un’identità di gioco, e che buoni calciatori – ben preparati fisicamente – sono in grado di giocare con velocità, applicando schemi acquisiti in allenamento. L’Inter ha mostrato meno velocità, meno tecnica, meno applicazione, meno intelligenza tattica. E anche meno agonismo. L’attaccamento alla maglia è un concetto che gran parte di questi non conoscono. Forse torneremo a vincere con la generazione di Pinamonti, ma intanto bisogna avere la determinazione di liberarsi di una quantità di rami secchi, di incompetenti e di incapaci.
Altro che Jobs Act: all’Inter auspicherei una ventina di licenziamenti in tronco. Non fatemi fare i nomi: chi mi legge, li conosce già.

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19 Responses to L’Inter sta dove merita

  1. Pienamente d’accordo, lo sai.
    Ma mi chiedo come si possa vincere le partite se il portiere non para e gli attaccanti non segnano; perché non puoi prendere un gol come il primo e non segnare il 2-1 su un regalo della loro difesa. Resto convinto che l’avremmo persa lo stesso, ma con certi regali…

    • Rudi says:

      Lo so che qui lo difendo solo io, ma Handanovic (parzialmente colpevole sul terzo gol) ha fatto 5 parare di cui due decisive sul 2-0. E non vedo un solo giornale dargli l’insufficienza.

  2. Duke says:

    15 licenziamenti in tronco.
    Gente inadeguata a calcare i campi di calcio professionistici.

    In questa rosa ci sono solo 9 buoni giocatori (qualcuno anche più che buono), 7 dei quali vanno in campo.
    Gli altri 4, a turno, ci fanno sempre giocare in inferiorità numerica.

    Non è una questione di equilibri, di tattica, di allenatori…è che al posto di Kondogbia, Ranocchia, D’Ambrosio, Ansaldi (per dire gli ultimi di turno) potrebbe esserci chiunque di noi.

    Un discorso a parte per il francese: non corre, non recupera palloni, non si butta per terra, guarda gli avversari passargli accanto, passa la palla a 2 metri. (i compagni vedo che piuttosto che dargliela la buttano lunga)
    Siamo sicuri di aver preso un calciatore? Io non ricordo una bufala del genere, ma non solo nell’Inter!

    Pro futuro, servono 3 difensori e un centrocampista. Gente con testa, piedi e fisico (siamo sovrastati anche dai 7 nani)

    Che amarezza

  3. willerneroblu says:

    Rudi sai quanto consideri sempre intelligenti le tue esternazioni ma su una cosa sono assolutamente in disaccordo Murillo è nettamente meglio d’un Ranocchia almeno è veloce tra l’altro costringe Miranda a giocare sul centro sinistra e non è la sua posizione!Non è assolutamente una giustificazione ma ci hanno fatto pagare subito i presunti favori e dico presunti con la Viola!!

  4. Se vogliamo solo vedere gli episodi della partita, ed essere ottimisti, possiamo dire che abbiamo preso gol al primo tiro, che è stata una disattenzione del trio Kondogbia-Perisic-Miranda, che non eravamo ancora in partita, ecc…. e così a commentare gli altri due gol.

    Invece credo che la lettura corretta è quella di leggere le statistiche che ci dicono, purtroppo, quello che riporta Rudi: non ci possono essere così tanti episodi che su 45 partite ce ne fa perdere 20.

    Bisogna essere realisti: portiamo a casa con dignità questo campionato con la consapevolezza che il prossimo sarà una ennesima nuova ripartenza e confidando che i Cinesi individuino chi non può e non deve far parte di questo club liberandosene al più presto (siano questi dirigenti o giocatori)

    Buona Inter a tutti

  5. Carissimi la pochezza di certi giocatori è avvilente.
    Ma è la società che deve essere rifondare dalle fondamenta:Thohir, Zanetti, Gardini, Ausilio via.
    Non è possibile che l’Inter perde 10 partite in stagione, e dopo nessuna di queste sconfitte si presenti in tv o in conferenza alcuno dei tre: inaccettabile.
    Il titolo del posto Rudi è didascalico: pienamente d’accordo, solo su Handanovic sarei più severo.

  6. metalupo says:

    Imbarazzanti.
    Siamo alle solite, tre quarti di rosa da buttare e il problema di sempre, chi se li piglia a questi ingaggi.

  7. veramente senza gli errori arbitrali nella partita con la Fiorentina, l’Inter sarebbe ancora più giù.

  8. francesco says:

    Che dirti….. la palla è rotonda come concetto devi fartelo raccontare meglio dal tuo compagno di avventure editoriali…..

  9. ahp68 says:

    boh non so. rosa da buttare, allenatore da cambiare. ho la convinzione, maturata soprattutto negli ultimi sei anni, che se l’Inter licenziasse tutti e prendesse in toto rosa e allenatore della Juventus, dopo tre mesi saremmo da capo a dodici.
    cacciare giocatori e allenatori è una facile soluzione per far vedere che si cambia qualcosa (un po’ come il votare SI a tutti i costi al referendum, non per il merito ma giusto “per cambiare”), ma non risolve nulla se la società non è pronta e sollecita a difendere le scelte dell’allenatore, le prestazioni dei giocatori – e il suo prestigio quando insinuano che il suo uomo più rappresentativo – Facchetti – ha telecomandato gli arbitri come e più di un Moggi qualsiasi
    .
    Non so quanto ci sia vero in questa intervista, ma penso che FDB in tre mesi all’Inter abbia capito più di tanti tifosi (mi ci metto pure io) in tre anni:
    http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/03-12-2016/franck-de-boer-il-problema-inter-che-societa-non-comanda-nessuno-1701104944592.shtml

    E’ scontato, vista la pochezza dei vertici attuali, che Pioli NON sarà l’ultimo allenatore di questa stagione infausta.

    • Rudi says:

      Paragone inquietante. E pensare che credevamo che il problema fosse Moratti, che lui fosse lo psicolabile e gli orientali gente seria che difende i progetti…

      • ahp68 says:

        sicuramente era una delle mie – tante – illusioni da tifoso, che la nuova gestione post-Moratti avesse l’ago della bussola puntato in una direzione precisa, ferma, affidabile.
        piano piano le colpe delle nuove proprietà si stanno avvicinando – come gravità – a quelle della precedente presidenza. queste però non sono poche e non solo a livello di gestione sportiva, ma anche politica: strette alleanze in Lega con Juve e Milan, invidia per i loro metodi (illuminante il tentativo di ingaggio di Moggi e la cacciata di Simoni a favore di Lippi, addirittura l’endorsment morattiano verso Capello per il dopo-FDB). Senza dimenticare la cosa peggiore, quella per cui per 3/4 dell’Italia calcistica siamo definiti – assolutamente a sproposito – come “i prescritti”: la gestione post-Calciopoli. Qui a Roma abbiamo la stessa reputazione della Juve: ladri e maneggioni. Ti assicuro che tutto questo alla lunga mi ha logorato a tal punto da avermi fatto dimenticare una buona metà della gioia per il Triplete.

        Il tifoso/sportivo, per definizione, è uno che soffre – qualsiasi sia la sua squadra del cuore. Con l’Inter siamo però al pieno masochismo.

      • ahp68 says:

        permetteti di segnalare la seguente:

        http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/04/news/milano_lutto_per_l_inter_e_morta_lady_renata_fraizzoli_aveva_92_anni-153418383/

        Fraizzoli è stato il mio primo presidente dell’Inter. Un gigante se lo confronto con gli attuali dirigenti.

      • Rudi says:

        Fraizzoli rispetto a quelli di oggi? Anche se si è fatto scippare Tardelli e Falcao, merita il massimo rimpianto.

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