Cosa resterà della “narrazione renziana”

Quelli che pensano che Renzi ripartirà dal “suo 40%” sono i tipici faziosi che non vogliono vedere la realtà. Non vogliono fare i conti con la profondità della sconfitta e come i peggiori giocatori di poker non sanno far altro che alzare la posta. Di solito, vanno incontro alla rovina.

Sono sicuro che Renzi sia troppo intelligente per ascoltarli. In passato, ha dimostrato di non saper vincere ma di saper perdere benissimo. Ovviamente non si ritirerà in campagna, aspettando di essere richiamato a furor di popolo: i Cincinnato, oggi, vanno fuori fuoco, lontani dai riflettori, dalle interviste e dai tweet. Ma non sarà facile cambiare stile a chi ha scommesso tanto su una “narrazione” che a milioni di italiani è parsa convincente almeno fino alla primavera scorsa.

Non so se sia vera la battuta che qualcuno gli ha attribuito: “Non pensavo mi odiassero tanto”. È ragionevole, dunque come ogni leggenda si fa preferire alla realtà. Renzi aveva soffiato sul fuoco della “rimonta” – anche su questo blog alcuni commentatori gli avevano creduto – ma siccome non è rimasto dieci minuti lontano dall’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto, sapeva almeno dalla metà della settimana scorsa che la partita era perduta. Sperava di perderla meglio, non 60 a 40, magari un 55 a 45, ma la partecipazione al voto l’ha affossato con durezza. Tuttavia, non si farà trovare impreparato. A Mattarella aveva già esposto i suoi progetti, appena certificata la sconfitta: gli incontri formale al Quirinale sono più brevi e meno significativi di quelli avvenuti la settimana scorsa.

La correzione di rotta, ammesso che avvenga, non può che partire da una sostanziale inversione nella lettura dell’Italia. Basta coi gufi e rosiconi. Basta con l’ottimismo sparso a piene mani. Basta con i proclami, gli annunci, le slides, il “tutto va bene, strano che non ve ne accorgiate”. Le evidenti correlazioni fra sofferenza sociale e voto No, e la disfatta sul piano del voto giovanile, non potranno essere recuperati senza una nuova, convincente narrazione. Scritta, sceneggiata e prodotta da altri autori, fuori dal “giglio magico”. Anziché indicare Marchionne come modello per il Paese, Renzi dovrebbe preoccuparsi di ridurre le ingiustizie: impresa difficile, per la quale non è detto che sia culturalmente attrezzato.

referendum-mappa-voto-bolognaNel voto di domenica, le differenze territoriali non mancano, ma persino nella mia Bologna – dove il Sì ha prevalso di stretta misura – la distribuzione geografica è lampante: Renzi ha perso dove il Pci prendeva più voti.

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36 Responses to Cosa resterà della “narrazione renziana”

  1. Ho abitato 2 anni nel quartiere Bolognina. E’ un quartiere popolare, non mi stuoisce che lì Renzi abbia perso.

  2. francesco says:

    Sarà, ma quel 40% ha importanti comuni denominatori, l’altro 60% direi di no. Alla bolognina non mi risulta muoiano di fame. A casa ghedini idem. L’Italia – vi stupirete lo so – non è il terzo mondo. La narrazione renziana non so se esista ma esiste la realtà. Il salario e quindi la ricchezza non è una variabile indipendente. Le ingiustizie, se esistono, non sono pianificate a tavolino ma sopratutto non le ha create renzi. Io non so se con le riforme l’italia può crescere, di sicuro senza riforme i precari restano precari, i disoccupati restano disoccupati per cui se la differenza tra il si e il no l’hanno fatta gli “esclusi” (perchè quel 60% di no dubito fortemente che siano tutti poveri e indigenti) ora vedremo che succederà a loro. Per dirla alla Albanese, a sensazione, una beata minchia

    • Rudi says:

      “Le ingiustizie, se esistono, non sono pianificate a tavolino ma sopratutto non le ha create renzi”.
      Potevi togliere il “se”. E se è vero che non le ha create Renzi, non mi pare le abbia limate nemmeno di un millimetro.

      • francesco says:

        E come le risolviamo queste ingiustizie? Stampando euro come dice il futuro ministro dell’economia Sibilia? Assumendo tutti i disoccupati nel pubblico tagliando lo stipendio di chi lavora del 30%? Nazionalizzando le banche? Con un keynesiasimo estremo che costruisce opere pubbliche compresa l’ennesima autostrada in veneto o in lombardia (ti ricordi quando si diceva che non c’erano autostrade? Oggi ce n’è a iosa e vanno deserte) ? Conosco uno a bergamo che è diventato grillino perché da quando c’è la crisi installa meno condizionatori. Che dici, glielo dico che cosa dice il M5S in materia?

        Veniamo da dieci anni di crisi perché manca poco al 2017. Ma ai “fasti” del passato non ci torneremo mai più, per ragioni anche di geopolitica. Questo 60% ce l’ha una idea di modello sociale (e culturale) da costruire? I renzi passano, le occasioni pure, nel frattempo qualcun altro ci mette i piedi in testa. E non è detto che siano i poteri forti che un giorno vorrei proprio incontrare.

      • Rudi says:

        Il Ponte sullo Stretto?

      • francesco says:

        è un modo per creare occupazione. io non sono d’accordo, ma magari se a Messina vedevano il primo scavo forse il NO non prendeva il 70% di voti, che dici?

      • Il voto di domenica ha detto cose molto importanti. La prima è che il NO ha prevalso al Sud e nelle Isole, quindi nelle zone del Paese che sono state colpevolmente e artatamente abbandonate a se’ stesse. Nei 1000 giorni di Renzi al governo non mi ricordo nessun provvedimento, e stiamo parlando di un governo sedicente progressista, che abbia riguardato la riduzione del gap infrastrutturale ma non solo esistente tra il nord ed il sud del Paese tanto che qualcuno ha parlato,giustamente secondo me, di due Italie. Improvvisamente, nel momento in cui Renzi ha capito che per vincere doveva contare sui voti del sud,vi si è catapultato e credendo, come hanno fatto tutti quelli che l’hanno preceduto, bastasse andare dai vecchi capi bastone e fare la vecchia promessa del Ponte per recuperare consenso. Niente di più sbagliato perché i meridionali stanno finalmente prendendo coscienza che finora sono stati trattati come colonia e che i vecchi trucchetti non bastano più. Io credo che il Sud rappresenti l’ultima occasione di crescita per questo Paese diseguale. Le autostrade da noi non ci sono e senza infrastrutture l’economia non si può’ risollevare.

  3. Ieri mi sono deciso a guardare il discorso di Renzi di domenica.
    Ok, le lacrime finali mi hanno dato lo stesso sadico piacere di quelle di Conte a Firenze, ma questo è un altro discorso.
    C’è stato un passaggio che mi ha sconvolto: quando ha detto che ora la patata bollente passa ai leader del no. Parole gravissime, con zero senso delle istituzioni. Non è passata una riforma, ma c’è una maggioranza parlamentare che resta e ha degli obblighi nei confronti dei cittadini.
    Ha parlato come se queste fossero elezioni, ha parlato di “vincitori”. Ma quali vincitori? C’è una riforma che non è passata. Punto. Il resto dovrebbe rimanere come prima.
    Mi sembra un comportamento grillino della peggior specie, che si cerca il plebiscito e se non arriva si prende il pallone e si torna a casa.
    La patata bollente deve restare in mano a chi ha la maggioranza parlamentare e ha preso degli impegni col paese. Se lui vuole dimettersi, il PD avanzi nuove soluzioni.

    • francesco says:

      Infatti lo abbiamo visto come è stato premiato il senso delle istituzioni di bersani nel 2011

      • E che siamo all’asilo, che se uno fa la marachella poi dice che l’ha fatta anche quell’altro?

        È un referendum. Se passa il sì, si fa; se passa il no, non si fa. Non ci sono vincitori e vinti. Soprattutto vincitori a cui consegnare patate bollenti

  4. È pur sempre un partito che sostiene di avere il 40% di elettori dalla sua. Che governi allora.

    • antonior66 says:

      Cavolo, perfino Rudi è meno antirenziano di te. Allibisco di fronte a tale acredine, degna di miglior causa. Intanto aspetto che qualcuno dia una risposta alle domande di Francesco.

      • francesco says:

        ma che risposte vuoi che arrivino, nel post precedente mi hanno dato del “milanese di porta romana”, quando io invece abito a 400 metri dal più grosso centro di raccolta di migranti di tutta la Lombardia, e se anche il presidente di circoscrizione è un leghista, non è riuscito (grazie a come si sta comportando l’amministrazione, prima con Pisapia e ora con Sala) a far incazzare il quartiere, che certo qualche disagio lo sta vivendo.

      • Non è acredine. Solamente che parlare di lasciare “oneri e onori” a dei vincitori che non esistono è un vaneggio.
        Ma soprattutto: ci sono state scassate le balle che questo è il governo che fa le cose, che jobsact buona scuola, unioni civili etc. sono state cose buone per il paese. Poi ci sono state scassate le balle che questo non doveva essere un voto politico, ma un voto nel merito della riforma.
        Bene ci siamo espressi: la riforma non ci piace. Punto.
        Lo capisce anche un bambino che Renzi non poteva andare avanti, ok, Grillo e co. avrebbero chiesto la sua testa con la bava alla bocca.
        Ma istituzionalmente ritengo che se Renzi era sicuro di aver fatto il bene del paese con le riforme che ha fatto, doveva almeno tener duro su questa linea. È saltata la riforma più importante. Ma che atteggiamento è dire che ci sono dei vincitori. Quali vincitori? Mica era un’elezione. E che vuol dire passare la palla a loro? C’èun governo ancora in piedi che èstato messo li per fare le riforme. Gli fanno eco le pecore del “E ora vediamo gli altri che combinano” quali altri? E poi con un tono da “Stai a vedere i disastri che combinano. Già mi sfrego le mani. Non vedo l’ora che commettano casini e si rimpianga tutti Renzi”.
        Ripeto, questo dire “Mi avete bocciato la riforma? Venite voi che si ride” mi sembra un atteggiamento inaccettabile.

  5. antonior66 says:

    Ponte sullo stretto.
    Premesso che sono contrario, lo stato, grazie a Berlusconi, deve pagare 900 milioni di penale a Impregilo.
    Renzi ha detto che piuttosto che pagare la penale, qualora ci fossero le condizioni, si potrebbe pensare a farlo, il ponte. Ed ha aggiunto che comunque il ponte non sarebbe stato una priorità. A me sembra un discorso di assoluto buon senso.

  6. Sara says:

    Io me ne sto volentieri nel 40%, non mi reputo peggiore di tanti antirenziani, che vorrebbero demolire i campi nomadi con le ruspe, ma hanno in tasca la tessera cgil o dell’anpi.
    Forse gli italiani hanno davvero bisogno di avere un “nemico”da odiare, deve essere un retaggio dell’unità nazionale conseguita in tempi tutto sommato recenti.

    • pinogino21 says:

      Ma quanta demagogia… poi secondo me gli italiani sono rimasti monarchici nell’animo: hanno bisogno di un capo supremo che li imbonisca e li diverta. Poi, quando toccano con mano le balle e le catronerie, diventano brutali…

  7. antonior66 says:

    Caro Calciomercato, io sono convinto che il voto sia stato su Renzi, non sulla riforma. Mi sembra strano che tutti i fini costituzionalisti siano nelle città in cui abbonda la disoccupazione, mentre laddove c’è più occupazione abbia prevalso il No.
    Meno male che non ho fatto politica, perché io, al posto di Renzi, non avrei nemmeno accettato il congelamento delle dimissioni, non avrei posto la fiducia e non sarei stato un secondo in più.
    PS Rudi, non è un discorso di buon senso? Quindi, se i mezzi ed il miglioramento della tecnologia consentissero la costruzione del ponte a costi (costi non solo economici) ragionevoli, tu resteresti contrario al ponte?

    • antonior66 says:

      Prevalso il Sì, mi è scappato un invio prima di rileggere, scusate.

    • Rudi says:

      Sì, Antonio: per i prossimi 20-30 anni, ogni euro di denaro pubblico andrebbe speso per salvare l’Italia dalle frane, dalle alluvioni, e metterla in sucrezza sui terremoti. Agitare la bandiera delle “grandi opere” nel paese più dissestato del mondo, è da irresponsabili. E il Ponte a me pare il simbolo di questyi vaneggiamenti, in un Paese in cui collegare Bologna a Ravenna, nella regione più ricca d’Italia, richiede gli stessi tempi degli anni Cinquanta. E la ferrovia a una rotaia che collega Bologna e il Brennero? Potrei fare tanti esempi, le “grandi opere” vanno fatte quando si arriva alla decenza nelle piccole.

      • antonior66 says:

        Ripeto, io sono contrario al ponte. Ma a costi ragionevoli la cosa sarebbe fattibile per quello che mi riguarda. Frane, alluvioni terremoti, fenomeni diversi tra loro ed irrisolvibili. Checchè ne dica Mario Tozzi, non puoi pensare di mettere in sicurezza edifici che hanno trecento e più anni. L’unica sarebbe abbattere e ricostruire.

    • Anche io sono convinto che sia stato un voto molto pro/contro Renzi. Ma oggettivamente era un referendum costituzionale. Io sto contestando il suo discorso, che mi sembra sintomatico di una cosa: Questo referendum l’ha personalizzato lui fin dal primo istante, sperava in un plebiscito, nell’incoronazione che non aveva mai avuto. Invece ha perso su tutta la linea. Ma dal suo discorso mi è sembrato chiaro che a lui dell’Italia e delle sorti della sua maggioranza parlamentare non gliene sbatte un fico secco. Ha risposto facendo l’agnello sacrificale, si è preso la colpa, ma soprattutto si è voluto rivolgere stizzito ai fantomatici vincitori. Sembrava il marito che non riesce a piantare un chiodo e, dopo le critiche della moglie, scende dallo scaleo e la invita a provarci lei. Sperando che non ci riesca, ovvio.
      Grande maturità, grande senso del proprio ruolo. Ne è emerso solo un ego smisurato di chi è già pronto a tornare tra qualche col sorrisetto da salvare della patria.

      • E anticipo la tua domanda: cosa avrebbe dovuto fare? Dimettersi, certo. Ma con un appello alla stabilità, al continuare sulla strada delle riforme, rivendicarne la validità, al non buttare via il bambino con l’acqua sporca. A me non piacciono quelle riforme, ma pare che a una fetta di popolazione siano piaciute. Li mandiamo tutti a cagare? E per cosa? Per passare la palla agli avversari e star lì coi pop corn in mano a bullarsi che sono meno bravi.

    • chologol says:

      Hai ragione, certo che il voto era su Renzi… Poi vorrei capire: finché governa, lo fa senza legittimazione, grazie ad una maggioranza di non-votati che sono lì per una legge anticostituzionale. Poi quando dice “volevo fare questa riforma, l’Italia non la vuole e me ne vado”, viene fuori che ha la maggioranza e quindi anche la responsabilità di governare?

      • antonior66 says:

        Sembra il test Kobayashi-Maru

      • No. Dico solo che il suo discorso è stato di comodo. E se si sentiva legitttimato a governare prima, dovrebbe sentircisi anche ora.
        Poi, dai, quella che ha il 40% e quindi la maggioranza era una provocazione a chi come Serra scrive, del tutto arbitrariamente, che il 60% del no è un 30 antiRenzi + 30 anti costituzione, mentre il 40% è un fronte compatto.

      • chologol says:

        Non mi riferisco al 41%. Parlo della maggioranza parlamentare, quella che fino a ieri pareva un’usurpazione, mentre oggi tutti a dire che il Pd ha la responsabilità di dare un governo. Perché è evidente che chi governa da qui a giugno perderà voti e non pochi.
        Che poi Renzi ci si sia infilato per bene da solo nel no-win game che suggerisce Antonio è altra faccenda.

  8. pgkappa says:

    oggi hanno inaugurato una nuova tratta ferroviaria che dal centro di milano ti porta sotto il check in di Easy jet al terminal due di malpensa,ti fai il biglietto con il cellulare non stampi nemmeno la carta di imbarco e il biglietto ferroviario e parti per 100 destinazioni in europa e presto anche nord america. quando sarà terminata la tav l’aeroporto verra connesso con il traffico francese da una parte(corridoio lisbona lione) e da quello dell’europa dell’est dall’altra.(corridoio venezia-kiev).bisogna guardare avanti…Renzi ,che io mai ho votato e mai voterò, ha cercato maldestramente di incarnare questo spirito,anche il tanto vituperato jobs act era un tentativo di portare qualche pazzo imprenditore straniero ad investire in italia. bersani d’alema la fiom l’anpi micromega berlusconi e buon ultimo lo splendido vendola con annessa boldrini ,ecco tutta questa rispettabile compagnia rappresenta il passato.

  9. francesco says:

    Bersani è stato poi patetico ieri sera da formigli. Dimenticatosi di ciò che ha fatto il governo monti (di cui ho giustificato tantissimo) sembrava il fratello maggiore di casalini

  10. willerneroblu says:

    Ue fermi tutti mio papà è nato e cresciuto in porta romana a Milano per cominciare la leggenda di famiglia dice che mia nonna giocava nella stessa corte di Meazza!!!!Seconda cosa intanto via le regioni a statuto speciale in primis la Sicilia che poi è il principale motivo per cui non vogliono il ponte roba che in 4 anni un paese serio lo costruisce per finire Renzi vuole andare alle elezioni per capitalizzare i 13 milioni di voti non so chi sia disposto veramente a fare altrettanto!!!!

  11. francesco says:

    Comunque è stato magistrale alla direzione del PD e invito tutti a recuperare il suo discorso. E, piaccia o no, il PD è l’unico partito democratico in italia.

    È proprio paradossale: ero antirenziano, ora inizio veramente a diventarlo.

  12. antonior66 says:

    Offritemi qualcosa di meglio, e smetto oggi stesso😉

  13. francesco says:

    difficile che possa succedere. leggo qua e là di prove tecniche di alleanza tra cinquestelle e lega. credo che il loro obiettivo sia andare al voto divisi ma poi governare assieme subito dopo.

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