Natale in casa Cupiello [id.], Eduardo De Filippo, 1977 [filmTv101] – 8

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La scena si svolge in una Napoli insolitamente gelida, nell’arco di cinque giorni nella povera casa della famiglia Cupiello (primo e terzo atto in camera da letto, il secondo in sala da pranzo). Luca e Concetta Cupiello hanno due figli: Tommasino, fannullone e sfaticato, che vive ancora con i genitori, e Ninuccia, che ha sposato senza amarlo un ricco industriale; in casa Cupiello vive anche Pasqualino, scapolo fratello minore del capofamiglia, a cui versa un piccolo contributo per le spese. Il vecchio Luca è tradizionalista, ama il Presepe e vi si dedica con tutte le energie che gli rimangono dopo aver spronato il figlio a trovarsi un lavoro. È Concetta a sapere come stanno le cose fra la figlia e il marito Nicolino, ed è lei la prima a scoprire che Ninuccia è innamorata di Vittorio, un amico di Tommasino, che se lo porta a casa per il pranzo natalizio. Incombe il dramma… Ignaro e bonario, avvolto dalla luce estatica del Natale, Luca si crede il fulcro di una famiglia felice, mostra con orgoglio il Presepe (che il figlio dice di non amare) e diventa la vittima incolpevole della verità finora tenuta nascosta.

L’apoteosi tragicomica è nella scena in cui marito e amante si sfidano a duello, e Concetta, rimasta sola in scena, vede arrivare Luca, Pasqualino e Tommasino vestiti da re magi, con i loro piccoli regali per lei… Il finale è recitato da Eduardo in una specie di gramelot che serve a rappresentare il delirio di Luca, la cui ultima soddisfazione sarà ancora legata al Presepe.

Il teatro in tv è un’esperienza disorientante. Per chi come me frequenta poco il teatro, lo sforzo di focalizzazione su ciò che è importante si sovrappone a quello di acciuffare i fonemi di una lingua vertiginosa, musicale e favolistica. A teatro non ci sono i primi piani, e anche se ci fossero, come staccare gli occhi anche solo per un attimo dall’aura emanata da Eduardo?

Ho poi verificato che scrisse questa commedia nel 1931 e la portò in scena al Teatro Kursaal di Napoli, il 25 dicembre 1931: ma allora si trattava di un atto unico, quello che poi è diventato il secondo di tre; gli altri vennero aggiunti negli anni successivi. Rappresentata dal vivo innumerevoli volte, la RAI catturò la messa in scana del 1977, con Pupella Maggio nel ruolo che fu di Tina Pica, Lina Sastri, Luigi De Filippo, Marzio Onorato, Gino Maringola.

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