Sully [id.] – Clint Eastwood [cine36] – 8

Si resta sbalorditi davanti alla “classicità” raggiunta da Eastwood, alla trentacinquesima regia. Ha saputo affinare uno stile che maneggia emozioni ed effetti speciali con analoga sensibilità. Stavolta dispone anche di Tom Hanks in un ruolo cucito addosso: l’americano mite che non si piega di fronte a nessuno. In questa ode all’individualismo (cioè all’America) che si eleva a eroismo, si teorizza che se un uomo comune compie alla perfezione il proprio lavoro, può uscirne un miracolo (sull’Hudson).

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Chesley “Sully” Sullenberger è il pilota che il 15 gennaio 2009 riuscì ad ammarare sul fiume Hudson, accanto allo skyline di Manhattan, salvando la vita di 155 persone tra passeggeri ed equipaggio; il co-pilota era Jeff Skiles (Aaron Eckhart). Impressionante la ricostruzione delle operazioni di soccorso, in pieno inverno. Raramente la pronuncia di un semplice numero – “155” – arriva così commovente.

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Ora, noi sappiamo che è andata a finire bene, è stata la notizia di apertura dei telegiornali, la spettacolarità del fatto ne ha enfatizzato la ripetuta visualizzazione. Quel che non sappiamo è che “Sully” e Skiles vennero sottoposti a un’inchiesta e accusati di aver commesso errori che avrebbero potuto portare a una tragedia. Alcune simulazioni al computer dimostravano, infatti, che dopo il “bird strike” (un nugolo di uccelli rovinò entrambi i motori), c’era il tempo per rientrare all’aeroporto La Guardia. È il fattore umano a fare la differenza: Eastwood ripercorre l’inchiesta che seguì lo scampato disastro e illumina la tesi per cui va considerato un eroe chiunque riesca a prendere decisioni quando le cose sembrano senza speranza. Del cinquantanovenne Sully, inoltre, vengono mostrato le angosce e i dubbi, quando ripensa alle scelte compiute.

Non siamo davanti a capolavori come Gli spietati, Mystic River, Million Dollar Baby o Gran Torino. Ma è un film che scava nel peggiore incubo americano, con quell’aereo che sfiora i grattacieli e va incontro al lieto fine. L’avesse girato John Ford avrebbe scelto James Stewart.

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8 Responses to Sully [id.] – Clint Eastwood [cine36] – 8

  1. gaggyblog says:

    Alcune scene fanno pensare all’11 settembre e, penso, che la cosa sia voluta.
    Nell’acrimonia della commissione d’inchiesta mi è sembrato di scorgere un neanche tanto velato interesse della compagnia aerea e, soprattutto, dell’azienda costruttrice dell’aereo a minimizzare le responsabilità a loro imputabili.
    Film molto americano, non un capolavoro, ma abbastanza gradevole.

  2. willerneroblu says:

    Bellissimo grande Clint grande Tom Hanks!!Vero hanno tentato di far ricadere la responsabilità sul pilota ma hanno anche dato la possibilità di difendersi con la scena dell’udienza aperta ti fanno capire la loro democrazia!!!!Noi possiamo fare un bel film su Schettino!!!

  3. metalupo says:

    Era già in agenda.
    Mystic River su tutti. Epocale.

  4. willerneroblu says:

    Ciao Rudi Sorrentino?

  5. Pingback: Visti al cinema nel 2016 | RUDI

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