Favola di Venezia, Pratt e la massoneria

La 25sima avventura di Corto Maltese in ordine cronologico (24esima in ordine di pubblicazione) è organizzata in 68 grandi tavole e ambientata a Venezia tra il 10 e il 25 aprile 1921. L’edizione è quella del 1984, con i colori di Mariolina Pasqualini, la collaborazione grafica di Guido Fuga, i simboli massonici disegnati da Nicoletta del Buono, alcune riproduzioni di scorci veneziani dipinti da John Ruskin.

favola-di-venezia-1Nell’introduzione, Pratt ricorda quando aveva quattro o cinque anni e accompagnava la nonna da un’amica, nel ghetto ebraico. Dalla finestra della cucina della signora Bora Levi, si vedeva un campiello erboso, il cui nome era Corte Sconta detta Arcana.

In un altro testo introduttivo si sostiene che la Massoneria – la Fratellanza, oppure Libera Muratoria – non sia una società segreta; le liste dei suoi membri vengono consegnate annualmente alla Questura. L’articolo 18 della Costituzione proibisce le associazioni segrete, ma ci sono Logge coperte, nascoste, che non consegnano le liste degli affiliati. In Italia, ci sono due grandi obbedienze massoniche, una legata al palazzo Giustiniani, l’altra alla Piazza del Gesù; la prima è collegata alla Grande Loggia d’Inghilterra, la seconda al Grande Oriente di Francia, nato con la Rivoluzione. Venne introdotta in Italia da Lord Sakville nel 1733. Garibaldi e Mazzini furono fra’ massoni, George Washington fu iniziato alla Massoneria nel 1752, almeno 17 presidenti degli USA furono massoni.

I personaggi principali sono Bepi Faliero, il gerarca Stevani, Gabriele D’Annunzio, Hipazia, Teone, Melchisedech, Rasputin, Gambetta d’Argento, Louise Brookszowyc di Varsavia… In fuga da uomini che gli sparano, Corto Maltese cade da un lucernario sui tetti all’interno di una vasta sala dove sono riuniti uomini incappucciati.

favola-di-venezia-2Poi conosce Bepi Faliero e assiste alle minacce che gli rivolge una squadraccia fascista guidata da Stevani. Mosso dalla solita, invincibile curiosità, e affascinato dalla figura di Hipazia, filosofa neoplatonica nel cui salotto si riuniscono intellettuali di varia estrazione, Corto attraversa una trama intricata, esoterica, sincretica, labirintica. L’enigma è stato avviato da un messaggio in codice che gli fece pervenire Baron Corvo, così si faceva chiamare uno scrittore inglese morto nel 1913.

Volteggiando per la più magica città del mondo, Corto sfiora lo smeraldo di Re Salomone e la Cattedra di San Pietro ad Antiochia, scritte runiche disposte alla maniera vichinga, talismani che passano di mano in mano, una torma di gatti, il corpo dell’evangelista Marco, il Fontego degli Arabi, un folletto identico a Rasputin che esce da una lampada di Aladino, l’inconfondibile caschetto di Louise Brooks… Qual è il rapporto di Corto con la Massoneria? Non vi appartiene o almeno nega di farne parte. Al contrario, è noto che Pratt fece parte della Gran Loggia d’Italia, dove fu iniziato alla Loggia Hermes all’Oriente di Venezia nel 1976, e vi rimase almeno fino alla fine degli anni Ottanta.

Corto: “Io, comunque, credo nelle favole”. E Venezia? “In questa città succedono cose incredibili”.

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