Mattarellum, ennesimo #cambiaverso: una capriola fuori tempo massimo (2 di 2)

prima parte QUI – Il Mattarellum prevede che il territorio nazionale sia diviso in 475 collegi per la Camera e in 232 per il Senato: totale, 707 dei 945 seggi complessivi. Di questi 707 attribuiti con i collegi uninominali, circa 150 sarebbero vinti dal Pd, un centinaio dal M5stelle, 30 dalla Lega (che concentra i voti in 5-6 regioni) e 20 da Forza Italia. Ne restano più di 400 da disputarsi casa per casa, collegio per collegio, e moltissimi sarebbero appannaggio non del primo partito, ma del secondo, sul quale si riverserebbero i voti di chi sa di non poter vincere, e decide scientemente di far perdere. L’esito complessivo di un simile pasticcio sarebbe imprevedibile, ma i ballottaggi di giugno mostrano come il Pd fatichi a coalizzarsi, mentre fra M5s e Centro-Destra l’osmosi elettorale sia abbastanza fluida.

Del Mattarellum mi piacciono due cose: ai candidati non è permesso candidarsi in più collegi (altro che pluricandidature come stava nel mostruoso Italicum), e un quarto dei parlamentari vengono eletti con un proporzionale a bassa soglia di sbarramento (4%), con il famoso o famigerato “scorporo”. È evidente che si tratta di un sistema più adatto a forze politiche che dispongono di tanti sindaci e assessori, che a quelle (M5s, innanzitutto) la cui classe politica viene selezionata con i fragilissimi criteri che sappiamo. Del Mattarellum non sopportavo le “liste civetta”, che servivano ad aggirare lo scorporo.

La sua possibilità di rinascita, il Mattarellum se l’è giocata in avvio di legislatura: al di là dei toni scurrili, ha ragione Giachetti, quando ricorda a Speranza e Bersani che avevano i numeri – grazie all’odioso Porcellum – e nel 2013 dissero no. Giachetti non poteva dimenticarlo: fece un lungo sciopero della fame per chiedere il ritorno al Mattarellum, ma il suo partito – al solito lungimirante – mirava ad altro.

Ora, è vero che qualunque dirigente del Pd può insegnare ai Master di Opportunismo, non c’è proclama definitivo che non possa essere capovolto (mi aspetto qualche correzione sulla “buona scuola”, forse pure sui voucher), ma la strategia di Renzi avrebbe bisogno di qualcosa di più della traballante stampella che può offrirgli Giuliano Pisapia.

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One Response to Mattarellum, ennesimo #cambiaverso: una capriola fuori tempo massimo (2 di 2)

  1. francesco says:

    magari tornassimo al mattarellum

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