I Tenenbaum [The Royal Tenenbaums], Wes Anderson, 2001 [filmTv111] – 8

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Quello di Wes Anderson è un universo bizzarro, eccentrico, fantasioso e inafferrabile, fatto di scelte estetiche che si impongono all’attenzione e di situazioni comiche o tragicomiche che sfiorano i personaggi come fossero immersi in un sogno.
Visivamente, pochissimi autori sono altrettanto capaci di inventare. La confezione è così ricca, ipnotica, debordante, che la storia fila via leggerissima, e alla fine ti accorgi della sua formidabile, ambigua esilità.

New York City, anni Settanta: l’avvocato Royal Tenenbaum (Gene Hackman) e la moglie archeologa Etheline (Anjelica Huston) hanno tre figli piccoli: ognuno è un bambino prodigio disadattato (sembra di stare nella famiglia Glass raccontata da Salinger). Il matrimonio entra in crisi (padre assente e marito infedele, l’avvocato appare indifendibile), e la storia riprende quando i figli – Luke Wilson, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller – sono ormai adulti, con gli stessi tic, lo stesso look, le stesse paturnie, e hanno smarrito ogni talento. Dopo anni di assenza, Royal si ripresenta alla famiglia per cercare di ricucire lo strappo. Per farsi accettare, soprattutto dall’ex moglie che sta per risposarsi (con Danny Glover) finge di avere un cancro incurabile… Ecco, del film non vi ho detto sostanzialmente nulla. La sua forza e la sua magia stanno altrove.

Del cast fanno parte anche Owen Wilson, Seymour Cassel e Bill Murray. La saga familiare si avviluppa in lunghi salti temporali, capitoli introdotti da una surreale voce narrante. La colonna sonora è strepitosa (Dylan, Drake, Morrison, Lennon). Nel caratterizzare i singoli personaggi, il regista ha ammesso di essersi ispirato ai Peanuts, ma non è difficile trovare indizi che rimandano alla Famiglia Addams e ad altri frammenti di cultura pop. Impossibile dimenticare le tute rosse di Ben Stiller e figli, la pelliccia e le sigarette di Gwyneth, la fascia da tennista di Luke Wilson, e il suo falco ammaestrato.

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