Hugo Pratt e Corto Maltese. 50 anni di viaggi nel mito, a cura di Patrizia Zanotti, 2016

Questo è il ricco catalogo della mostra curata da Patrizia Zanotti, a lungo collaboratrice di Pratt, di cui ha colorato molte storie, esposta a Bologna dal 4 novembre 2016 al 19 marzo 2017, in occasione del cinquantenario della prima apparizione di Corto Maltese, avvenuta nel 1967; è anche il 130esimo compleanno del personaggio, che Pratt ha voluto far nascere a Malta il 10 luglio 1887. “La vita e le esperienza di Hugo Pratt – scrive Zanotti – si mescolano e si prolungano con quelle del suo personaggio più famoso”.

pratt-a-suivre-51-1981tango-4Ugo Prat nasce a Rimini nel 1927, trascorre l’infanzia a Venezia e cresce ad Addis Abeba, dove il padre era militare di carriera; i nonni erano convintamente fascisti e fascista era anche il padre, che vede per l’ultima volta a quindici anni (gli regalò «L’isola del tesoro»). Dal 1950, per circa tredici anni, ha vissuto in Argentina, e poi a Londra. Per un lungo periodo ha vissuto a Malamocco (Venezia), e dal 1983 alla morte, avvenuta nell’agosto 2005, a Grandvaux, vicino a Losanna.

Fra il 1953 e il ’59, Pratt disegna storie sceneggiate da Héctor Oesterheld (Kirk, Ticonderoga, Ernie Pike): “non andavamo molto d’accordo e tra noi due si creavano spesso dei problemi, ma Oesterheld è stato il miglior sceneggiatore che io abbia mai conosciuto”.
Corto Maltese compare nel 1967 («La ballata del mare salato») e scompare nel 1988 («Mū»). La prima apparizione è in bianco e nero, figura ancora secondaria in fondo alla tavola di apertura della Ballata. Lo si vede con la barba lunga, stremato, il torace nudo, legato in croce a due assi di legno, alla deriva nel Pacifico: l’oceano più grande e pericoloso, come ha tenuto a farci sapere l’oceano stesso. Così, una decina d’anni prima di Will Eisner, Pratt apre la strada alla “letteratura disegnata”.

Antonio Faeti rende omaggio al “segno di Pratt, il suo modo di intendere spazi e volumi, l’incredibile capacità di rendere un’atmosfera procedendo con calcolata economia di segni, il valore assoluto assegnato ai contorni”. Da Faeti e da varie interviste a Pratt, si può ricostruire un sommario pantheon degli autori in prosa che l’hanno “formato”: Kipling, Stevenson, Rimbaud, Borges, Yeats e Coleridge, Melville, Conrad, Jack London e Zane Grey, James Oliver Curwood e Fenimore Cooper.
L’eredità di Pratt nel tratteggiare storie di Corto è stata assunta da una coppia di spagnoli, Juan Díaz Canales (1972) e Rubén Pellejero (1952).

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