Y todo a media luz. Tango. Corto Maltese a Buenos Aires nel giugno 1923

«Y todo a media luz» (E tutto a mezza luce) riprende il ritornello di un vecchio tango, lungo 104 tavole. Non so se Pratt abbia conosciuto Osvaldo Soriano, sarebbe un peccato se così non fosse.

tango-5Avevo già letto la storia in bianco e nero. A colori, esplode fragorosamente, fino a divenire – ai miei occhi – il capolavoro grafico di Pratt, per il montaggio cinematografico delle inquadrature, l’abilissimo gioco di frammenti e dettagli, primissimi piani e forme scomposte.

Sono passati quindici anni dall’ultima volta in cui Corto era stato a Buenos Aires. Perde mille pesos a biliardo (stecca, specialità “goriziana”) dall’amico Fosforito, e fa domande su una certa Louis Brookszowyc, ebrea polacca. Sono domande che agitano le acque, c’è stato un delitto senza che sia stato identificato un colpevole.
Dice Corto: “Non sono nessuno per giudicare. So solamente che ho un’antipatia innata per i censori, i probiviri. Ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più”.

Fra il 1902 e il 1910 parecchi fuorilegge nordamericani si erano rifugiati in Patagonia (fra loro, Butch Cassidy, Sundance Kid e Etta Place). Corto scopre che Louise è morta assassinata e ha lasciato una bambina di tre anni, con una lettera per lui (vorrebbe che la portasse in salvo a Venezia). Va a trovare Esmeralda, bellissima, con l’originale, minuscolo tatuaggio dei quattro semi del ramino sotto l’occhio destro. A Esmeralda, un po’ delusa perché il marinaio non è lì per lei, Corto confida di essere stato innamorato una volta, “tanto tempo fa”, ma non dice di chi: “il suo nome non ti direbbe niente”.

Una delle tavole più seducenti disegnate da Pratt rappresenta il tango ballato da Corto (smoking e brillantina d’ordinanza) in una festa organizzata dall’Esercito della salvezza presso il Club Atletico San Isidro.

Riappare dal nulla Butch Cassidy: scrive a Corto, gli salva la vita, commenta: “Tanti anni fa ti raccomandai di non camminare mai in mezzo a una strada illuminata”. Poco dopo aggiunge: “Ora siamo pari”.
Corto comprende che alcuni degli antichi fuorilegge sono diventati proprietari terrieri, l’esercito che li inseguiva ora è al loro servizio. Butch Cassidy gli racconta la fuga da Cholila, nel 1907, dove erano stati scovati da “quelli della Pinkerton”. Allora, Butch scelse diversamente dal Kid: “O ti piegavi al sistema o morivi come uomo libero… Io ho preferito sparire nell’anonimato”.

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