Toy Story. Il mondo dei giocattoli [Toy Story], John Lasseter, 1995 [Tv123] – 8

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Realizzato dalla Pixar, con Steve Jobs in prima fila, è il primo film completamente sviluppato in computer grafica, premiato con un Oscar “speciale” a John Lasseter; fra le nominations, quella a Randy Newman per la migliore canzone, «You’ve Got a Friend in Me» (rifatta da Cocciante in italiano). Inevitabile che dal maggiore incasso cinematografico di quell’anno scaturisse una serie che sta per arrivare al quarto capitolo.

L’intuizione è rivoluzionaria: i giocattoli hanno una loro vita, un’anima, dei sentimenti, una visione del mondo; alcuni non riescono nemmeno a capire di essere “solo” giocattoli, tutti vivono nella costante, dolorosa apprensione di essere rimpiazzati da un giocattolo nuovo. Qualche cenno sui protagonisti che vivono nella cameretta del bambino Andy.
Woody è un cowboy old-style, da tempo il giocattolo preferito di Andy.
Buzz Lightyear è un astronauta superaccessoriato, che fatica a prendere coscienza di non essere uno space ranger.
Mr. Potato, una testa a forma di patata da cui si possono staccare occhi, naso, bocca e orecchie.
Rex, un dinosauro verde che vorrebbe far paura e invece è solo buffo e goffo.
Slinky Dog, un cane bassotto con una lunga molla al posto del busto.
Bo Peep, una sdolcinata ragazza del West, innamorata di Woody.
Sarge, il burbero comandante di un esercito di minuscoli soldatini di plastica, dediti a spiare le mosse degli umani.

Fra il cowboy e l’astronauta si sviluppa un conflitto che innesca una serie di avventure e pericoli, e una fortissima amicizia. Gli adulti quasi non esistono, Andy vive con una madre che ha il torto di voler cambiare casa e di volersi liberare dei giocattoli mezzi rotti. Nella casa di fronte abitano i Phillips. Il bambino Sid indossa una maglia nera con un teschio e si diverte a torturare i giocattoli, a riassemblarli in forme grottesche (palese citazione di «Freaks», ma il film è stracolmo di cinema: la moquette di casa Philllips ha un disegno identico a quella dell’Overlook Hotel di «Shining»).

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