Toy Story 2. Woody e Buzz alla riscossa [Toy Story 2], John Lasseter, 1999 [Tv124] – 8

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A quattro anni di distanza, la Pixar ritorna sui suoi giocattoli con un sequel che conferma l’ispirazione di partenza, arricchisce il cast e lo introduce in nuove situazioni critiche. Il risultato è ottimo, certificando i progressi compiuti nel campo dell’animazione in computer grafica, ma il capolavoro (Toy Story 3. La grande fuga) arriverà dieci anni dopo.

Andy è cresciuto, ma Woody è ancora il suo giocattolo preferito, destinato ad accompagnarlo nel campo estivo a tema western: ma prima della partenza, per distrazione, Andy gli strappa il braccio destro. Abbandonato su un polveroso scaffale della cameretta, Woody immagina di venir messo da parte (sullo stesso scaffale, Wheezy, il pinguino a cui si era rotto il fischietto).
Mentre Andy è via, la mamma decide di allestire davanti a casa un mercatino dove vendere gli oggetti non più utilizzati, compresi alcuni vecchi giocattoli. Non può immaginare che un avido, disonesto collezionista abbia deciso di rubare Woody, per completare una ricca collezione d’epoca. Nell’infruttuoso tentativo di salvare l’amico, Buzz e gli altri giocattoli scoprono il vero obiettivo del rapitore. Intanto, Woody fa conoscenza con una cowgirl (Jessie), un cavallo (Bullseye) e un vecchio cercatore d’oro (Stinky Pete) e da loro scopre il suo passato… Tutto finì quando il sovietico Sputnik dirottò l’interesse dei bambini dal west allo spazio. Woody è chiamato a scegliere fra l’essere esposto e ammirato in un museo giapponese o soffrire per l’ormai prossimo, inevitabile abbandono da parte di Andy.

Nella miriade di citazioni filmiche (Jurassic Park, Star Wars, La finestra sul cortile…), compaiono anche una Barbie sorridente e fatua, e una decisionista Mrs. Potato (si avvera il sogno di Mr. Potato). Il cambiamento più grande avviene in Jessie, che odiava i bambini da quando la padroncina l’aveva abbandonata con noncuranza.

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