Piazza del Quirinale, 41

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Della Corte Costituzionale, di solito, ci dimentichiamo che esista. Ma mai come in questo gennaio 2017 saranno le 15 persone (oggi 14, 3 sole donne) che compongono questo organo istituzionale a dettare le priorità per partiti e governo. Forse la stessa durata della legislatura.
Già domani è attesa la decisione della Corte sull’ammissibilità dei tre referendum (articolo 18, voucher, appalti). Ed entro fine mese, ci sarà la sentenza sull’Italicum.

Solo in apparenza si tratta di questioni diverse. Gli ambiti sono diversi, la logica è identica: il governo Renzi ha approvato – a colpi di fiducia – leggi che riducono i diritti dei cittadini e dei lavoratori, in cambio di una supposta, maggiore efficienza del mercato e delle istituzioni politiche.

Le politiche renziane per il lavoro e per la governabilità sono state seccamente respinte il 4 dicembre, ma questi due nuovi appuntamenti sono destinati a funzionare da rivincita o da definitiva uscita di scena.

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