Modeo sul Corriere: lettura imprescindibile per chi cerca di capire il calcio

Sandro Modeo – autore di un paio di libri preziosi, per esempio questo – propone sul Corriere della Sera un’analisi sulle tendenze tattiche vincenti, nel calcio mondiale.

Lo fa con una sottile vena di malinconia, che fa derivare dalla sua nota “empatia verso una certa concezione del calcio”: quella che oggi sta cedendo il passo alla “restaurazione”.
Cosa sia questa restaurazione, il peso specifico di Marcello Lippi e dei suoi allievi, il tornante storico rappresentato dai Barcellona-Inter del 2009-10 e dai Clasicos fra Mourinho e Guardiola… Modeo distilla un breve saggio impagabile, da leggere qui.

Ovviamente, mi sento in sintonia con questa analisi (non sono così democratico da rimbalzare teorie che non condivido), e per questo motivo tiferò per il Napoli contro il Real, per il City contro l’United, per Klopp contro Conte.

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12 Responses to Modeo sul Corriere: lettura imprescindibile per chi cerca di capire il calcio

  1. willerneroblu says:

    Ciao Rudi,sul grande Milan di Sacchi ci sono due cosette da dire e che nessuno menziona…la prima che vinsero due coppe senza le squadre inglesi,le quali al tempo arrivavano spesso in finale,la seconda che il famoso fuorigioco sistematico era vincente perchè non c’era la regola dell’espulsione da ultimo uomo,se no avrebbero finito ogni partita in 9!!!!! Lo so traspare il mio leggero..antimilanismo ma ho scritto due verità inconfutabili!!

    • antonior66 says:

      E che con una squadra stellare, vinse un solo scudetto, in un’epoca in cui in campionato valeva più della Champion’s, perchè i più forti del mondo erano in Italia. Aggiungo, vinse un solo scudetto, peraltro regalatogli dal Napoli.

  2. kund3ra says:

    Articolo interessantissimo, grazie.

  3. Mammamia, che bell’articolo.
    Ma, per le simpatie, non riesco a prescindere dai mezzi a disposizione. Non riesco a ignorare che Sarri abbia creato il suo gioco con Croce e Pucciarelli, che faccia segnare valanghe di gol a tutti i suoi centravanti, anche se sono ali camuffate. Che giochi con un centrocampo di ragazzini presi da Empoli, Bologna e Verona.
    Non riesco a metterlo “dalla stessa sponda” di chi fa la lista della spesa allo sceicco. Uno è un calcio visionario, l’altro mi appare come una dittatura del più forte. Ma parlo a livello di simpatizzare.

  4. antonior66 says:

    Nello specifico, non si può proprio leggere che Sacchi in Nazionale abbia portato un calcio offensivo, mentre quella di Bearzot sarebbe una nazionale “reazionaria”. Sacchi riuscì a farci giocare una finale mondiale senza una punta di ruolo, mentre con Bearzot si giocava con due punte fisse, un centrocampista offensivo, un’ala pura, ed un terzino d’attacco. Per il resto, trovo che l’articolo offra spunti interessanti di riflessione, ma per certi versi ripropone la vecchia polemica tra difensivisti ed offensivisti di breriana memoria.

    • willerneroblu says:

      Non scherziamo l’Italia di Sacchi arrivò in finale grazie a Baggio quella di Bearzot tra il 78 e il 1982 giocò un calcio magnifico!!!!Questo articolo profuma..di studio sport….

  5. denny says:

    Scusa Rudi ma non si può sentire, anzi leggere, che Lippi sia una specie di guru è un allenatore che ha vinto solo con la juventus in un periodo in cui sappiamo come andavano le cose poi non lo ha voluto nessun club europeo, a differenza dei vari Trap Ancelotti Capello, dopo aver rilasciato un certo numero di interviste in cui faceva lo sdegnoso tipo “cerco un progetto che mi convinca” e simili ha capito che non se lo filava nessuno e si è rassegnato ad andarsene in Cina la verità è che fuori dall’Italia hanno capito benissimo da cosa dipendevano le vittorie di quella juve

    • Rudi says:

      La mia antipatia verso Lippi non è inferiore alla tua. Ma forse dimentichi che ha vinto campionato, champions, intercontinentale e Mondiali con la nazionale.

      • denny says:

        X me l’unica vittoria “vera” è quella dei mondiali 2006 (dove cmq ci sono state parecchie circostanze favorevoli), compensata dalla figuraccia del 2010 poi riconosco che il mio giudizio è condizionato volevo solo far notare che pare che lo condividano anche i top club europei ai quali il nostro aspirava

  6. claudiopaga says:

    Modeo mette nella stessa categoria Guardiola e Klopp ma secondo me fanno un tipo di calcio molto diverso, ragionato e complesso il primo dove a correre e’ sopratutto la palla, intenso e diretto Klopp dove a correre sono quasi sempre i calciatori. A me sembra che in realta’ Klopp sia piu’ vicino a Conte che a Guardiola

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