Parlare italiano in campo

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La Domenica Sportiva invita Stefano Pioli e ne fa il protagonista della puntata di ieri sera, con una lunga intervista e un paio di servizi che cercano di scavare sotto la maschera dell’ufficialità. Pioli se la cava bene, da tifoso aziendalista, nega che serva qualche correttivo sul mercato, descrive un idillio con Suning, sottolinea come Icardi sia un vero capitano e come Gagliardini abbia mostrato intelligenza e senso della posizione… Nessuno ha avuto cuore di fargli notare che la vittoria è venuta contro una squadra in caduta libera (quarta sconfitta consecutiva), segnando due gol negli ultimi 5 minuti, quando in campo c’erano Icardi, Perisic, Palacio, Eder e Banega… un assetto che non rivedremo spesso (almeno, spero). E’ pur sempre la Domenica Sportiva, l’ospite deve andarsene sorridente: meglio chiedergli qual è l’ingrediente sbagliato per i cappelletti e quale carta è più importante a tressette.

I ricordi di Tardelli sul giovanissimo Pioli che ascoltava in religioso silenzio i campioni della Juve del Trap e l’ammissione che stesse per firmare per l’Inter, quando già in autostrada arrivò la chiamata più remunerativa della Juve, contribuiscono a delineare una personalità pienamente consapevole di un fatto: all’Inter, Pioli sa di giocarsi tutto, non risparmierà un grammo di energia pur di non sprecare l’occasione della vita.

Fra tante frasi ben costruite, spicca quella sull’obbligo di parlarsi in italiano in campo.

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6 Responses to Parlare italiano in campo

  1. Credo che aver avuto a che fare con Lotito sia stata un’ottima palestra, per formarsi una corazza e affrontare la centrifuga Inter.
    Per ora sta vestendo bene tutto, dalla squadra alle pubbliche relazioni

  2. Interator says:

    Ciao Rudi. Hai ragione, è una vittoria ottenuta “tardi”, ma abbiamo comunque vinto dominando e soprattutto ricordiamo in che condizione mentale era la squadra poco tempo fa.
    Tanto di cappello a Pioli e a Suning.

  3. I numeri dicono che la squadra è in netta crescita, dico anche nello spirito di gruppo e nel gioco, oltre che nei risultati. Un giocatore, un patrimonio della società, già dato per totalmente perso, sembra migliorare: Kondo ha sfoderato una prestazione notevole, al netto di un paio di errori sanguinosi. Il valore dell’avversario, secondo me, quando si parla di Inter, va valutato in modo diverso perchè questa squadra si è sempre rivelata capace di rimettere in corsa i brocchi e, quindi, se stavolta non l’ha fatto qualcosa vorrà pur dire.

    • Rudi says:

      Kondogbia ha giocato una prima mezzora esaltante, poi mi è parso spegnersi. Fra lui e Gagliardini, per me, va trovato quello più in forma per affiancare Brozovic. Oppure, si rinuncia al trequartista e li si schiera tutti e 3 insieme. Col Chievo si è sempre attaccato, ma alcuni sbilanciamenti mi sembrano difficili da risolvere con questi interpreti.

  4. willerneroblu says:

    Se dessero a noi un rigore come quello del Milan di stasera saremmo primi in classifica c’è ne sarebbe uno a partita!!!

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