The Leftovers (1 di 5)

Ottobre, 14.
Un neonato scompare dal passeggino sul sedile posteriore, dove la giovane madre lo aveva collocato pochi secondi prima. In quello stesso istante, scompaiono altre persone.

Ottobre, 13, tre anni dopo.
Davanti agli occhi di un uomo che fa footing, uno sconosciuto scende da un pick-up e con un fucile spara a un cane.
Né la comunità scientifica, né le grandi religioni mondiali sanno spiegare cosa accadde tre anni prima, la sparizioni istantanea del 2% della popolazione, 140 milioni di persone.
In una puntata successiva, vedremo che la “sparizione” è avvenuta il 14 ottobre 2011, e i fatti della prima stagione si svolgono fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.

the-leftovers-1a

L’uomo che faceva footing è Kevin Garney, il capo della polizia di Mapleton, stato di New York: lo interpreta Justin Theroux. Quando si reca dalla padrona del cane assassinato, scopre che suo marito è fra gli scomparsi. Il giorno dopo sarà celebrata la prima “Giornata degli Eroi” per ricordare le persone svanite.

Una donna, Laurie, – interpretata da Amy Brenneman – vive in una comunità dove tutti vestono di bianco, hanno fatto voto di silenzio, e passano da una sigaretta all’altra (“Fumiamo per proclamare la nostra fede”, sta scritto sui cartelli). Laurie era la moglie di Kevin, la madre di Tom e Jill.

Jill – Margaret Qualley – frequenta il college, è chiusa e risentita con tutti. Tom – Chris Zylka – vive altrove, forse nel west. Quel giorno accompagna un deputato texano, che accetta di farsi bendare, in un luogo segreto, dove agisce una persona dotata di poteri rasserenanti. Costui si chiama Wayne – Paterson Joseph – è afroamericano, appare come una specie di sensitivo che cura le sofferenze con gli abbracci. In quel ranch isolato ha raccolto una serie di ragazze asiatiche, un harem che gli serve per “ricaricarsi” dall’aver assorbito il dolore altrui. All’uscita dalla seduta, il deputato è euforico, dice di non sentirsi più oppresso. Anche un figlio di Wayne è fra gli scomparsi.

L’atmosfera è enigmatica, inquietante: il primo riferimento che viene in mente è «Lost». Sembra evidente che il trauma di tre anni prima viene compensato in modi molto diversi: c’è chi risponde alla crisi con un afflato religioso, chi insiste nella ricerca della verità, anche se procura solo dolore. (1 di 5)

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...