Come complicarsi la vita

Se solo si confrontano i nomi dei subentrati – Icardi, Candreva, Brozovic; Nagy, Mounier, Okwonkwo – si capisce la ben diversa qualità (almeno teorica) delle squadre in campo. Eppure, proprio mentre l’Inter giostrava con 9 titolari (più Medel e Carrizo), il Bologna sembrava messo meglio in campo. Un paradosso che stavolta non è costato caro, ma già contro Lazio o Genoa potrebbe diventarlo.

Allenare l’Inter, significa anche dover schierare calciatori che altrimenti diventano motivi di polemica, ma la cui presenza in campo indebolisce tutti gli altri. Prima o poi scopriremo chi ci ha guadagnato dall’arrivo così intempestivo e oneroso di Gabriel Barbosa. Prima o poi scopriremo anche cosa aveva in mente il Mancio nel portare a Milano Eder. E con simili compagni di reparto, prima o poi scopriremo anche quali sostanze psicotrope assume Palacio, per non mandarli affanculo ogni 20 secondi.
L’Inter della prima mezzora mi è parsa molle, slabbrata, senza un’idea di gioco, con il solo Palacio, appunto, a proporsi senza trovare ascolto, e la coppia Kondogbia/Gagliardini impegnata più che altro a dimostrare di poter giocare assieme, cercandosi ripetutamente. La patologica mediocrità tecnica dei terzini faceva cadere le braccia, di nuovo si vedevano solo i “blocchi” sui calci d’angolo, battuti sempre da Joao Mario.

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Da uno di questi è venuto il favoloso gol per cui fra vent’anni ricorderemo ancora Jeison Murillo, e nei minuti successivi sembrava chiaro che la partita era segnata. Soprattutto perché il portoghese sa essere micidiale negli spazi, e Rodrigo Palacio continua a dispensare perle di saggezza, facendo sempre la cosa giusta. Compreso il movimento sul 2-0.
A questo punto, con tutte le condizioni a proprio favore, una squadra appena decente non subisce due capovolgimenti di fronte in cui almeno un paio di avversari si ritrova libero come l’aria. Che Dzemaili sappia tirare bene da fuori area, lo sanno anche i sassi, il quinto autogol stagionale (zero a favore) ha riaperto una partita morta e sepolta.

La prima metà della ripresa ha visto il Bologna prendere campo e l’Inter sbagliare ogni ripartenza. Dare minuti a Gabigol è diventato un lusso, la presenza di Eder da inutile si è fatta dannosa, e Pioli ha sbagliato i cambi: Icardi non è adatto a gestire le partite, e sarebbe stato meglio inserire Brozovic, mentre si era in vantaggio, Kondogbia sbuffava, Gagliardini diveniva posizionale, Joao Mario si sfiancava. E a 20’ dalla fine, non toglierei mai Palacio.
Il pareggio del Bologna, con il terzo tiro in porta, è venuto dallo stacco prorompente di un centrocampista, Godfred Donsah, che può diventare un campione, e dal cross di sinistro di un terzino, Adam Masina, che già oggi è nettamente migliore di tutti quelli che l’Inter ha in rosa (se per ogni cross o tiro sbagliato di Ansaldi e D’Ambrosio incassassi 10 euro, potrei smettere di lavorare).

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Sul 2-2 ho temuto il tracollo. Il Bologna ha preso fiducia, è sembrato più fresco sulle gambe (D’Ambrosio e Ansaldi, va detto, sono stati encomiabili dal punto di vista agonistico; ma restano tremendamente scarsi), e il rimpallo che ha liberato al tiro Candreva ci ha evitato una beffa difficile da assorbire. Da buon portoghese, Joao Mario, ha mostrato di non saper segnare nemmeno a porta vuota.
Resta il passaggio ai Quarti e la sensazione che senza un grande terzino a gennaio, questa Inter resterà un’incompiuta.

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18 Responses to Come complicarsi la vita

  1. willerneroblu says:

    Ciao Rudi scusami ho letto due volte per essere sicuro di aver capito bene …..scrivere che il Bologna era messo meglio mi sembra almeno esagerato,abbiamo sbagliato almeno 4gol davanti alla porta abbiamo creato una serie di occasioni pericolose e qui ora viene il nostro limite cioè la cattiveria sotto porta.Se non facciamo autorete alla fine del primo tempo la partita non si riapre nemmeno a piangere!!!!E poi ci devono ancora uno scudetto!!!!!

  2. Onestamente non capisco che partita hai visto. Gabigol con tutti i suoi limiti fisici è un ottimo giocatore. Ma ti leggo sempre con piacere. p.s. juve merda non fa mai male!

  3. Questa di prendere sistematicamente gol al primo tiro in porta sta diventando una costante antipatica.
    Su entrambe le reti subite erano in ritardo i centrocampisti: sul primo, Gagluardini non aveva dato copertura a Dambrosio che era salito (c’era addirittura Eder in diagonale a chiudere su Di Francesco); sul secondo, Kondogbia non ha seguito Donsah.
    Credo che sia un problema ineliminabile con due mediani di stazza, che sul breve possono fare grande fatica.
    Spero che Pioli trovi delle contromisure.

  4. gguydog says:

    Scusate, non so voi che partita abbiate visto ieri, forse guardavate la Coppa d’Africa.
    Sono d’accordo con Rudi, e anzi aggiungo che il primo e il terzo gol sono arrivati con l’assistenza della buona sorte (non mi lamento, ci mancherebbe, ma per dare il giusto peso alle cose):

    – il bellissimo gol di Murillo nasce da un corner battuto in un modo da gridar vendetta: “trenino” organizzato in mezzo all’area, tutti si buttano in avanti e la palla invece arriva indietro; la rovesciata – anche non si fosse insaccata – era comunque un gran gesto difensivo per evitare il contropiede.

    – il terzo gol nasce da un passaggio che Candreva non lascia all’uomo che veniva da dietro, sulla corsa (nella specie J. Mario, che tanto non li segna mai nemmeno a porta vuota) e tira centralmente, trovando la (s)fortunata deviazione di un difensore.

    Per il resto Bologna più tonico e con idee più chiare (si vede la mano di Donadoni), a parte in difesa dove ho visto svarioni che facevano concorrenza ai nostri (e ho detto tutto).

    Questo non per sminuire la vittoria, ma per non farsi troppe illusioni e mantenere i piedi a terra…

    Guido’o

  5. claudiopaga says:

    io ho visto una partita nettamente dominata complicata da un paio d’ingenuita’:

    abbiamo controllato bene la prima mezz’ora senza rischiare niente quando il bologna pressava molto
    appena il bologna e’ calato un po’ abbiamo messo 2 gol che dovevano chiudere la partita
    dopo un’ingenuita’ di Barbosa e al primo tiro in porta del Bologna prendiamo gol su autorete
    nel secondo tempo continuiamo a fare la partita sprecando molto e il Bologna pareggia col secondo tiro in porta della sua partita.
    nei supplementari caliamo un po’ ma con un po’ di fortuna portiamo a casa la partita.
    Nei numeri: Tiri 17-6, In porta 9-2, Falli subiti 24-10, Palle recuparte 38-26

  6. “Resta il passaggio ai Quarti e la sensazione che senza un grande terzino a gennaio, questa Inter resterà un’incompiuta.”
    Purtroppo non è soltanto una sensazione: è la realtà.
    Una realtà che è sotto gli occhi di tutti, chiara ed evidente.
    In Società lo sanno benissimo, e anche se l’altra sera alla DS Pioli disse (diplomaticamente) che il mercato in entrata era chiuso, sono sicuro che si stanno muovendo per un esterno basso.

  7. Duke says:

    A me oltre alle cose da te segnalate “in diminutio” rimane la sensazione di avere tra le mani un centrocampo come non si vedeva da anni, con un Gagliardini mostruoso e persino un Kondogbia irriconoscibile tanto é migliorato.
    Non parlare di questo non rende onore al recente lavoro di società e allenatore.
    Hai citato Mancini. Ecco, qui stanno tutti facendo confronti con FdB, ma sarebbe da evidenziare il fallimentare Mancini 2.0 quanto a incapacità di far rendere al meglio il gruppo oltrechè per certe astruse scelte di mercato.

  8. Vado fuori tema.
    Per me il migliore in campo è stato Di Francesco, uno che due anni fa era svincolato dopo il fallimento del Parma.
    È ripartito da Lanciano e ora sembra in orbita nazionale. Per dire che nel calcio si impara e si migliora. Certo, Messi si nasce, ma tra i comuni mortali la differenza è sottile. Tra Bonucci e Andreolli non credo che, tecnicamente, ci sia un abisso. Solamente che uno ha fatto un percorso di crescita con tanta fame e determinazione, gli step giusti e un paio di allenatori per la svolta (Ventura e Conte), l’altro ha fatto una carriera normale, senza incontrare nessuno che lo spingesse oltre i propri limiti.
    Un progetto vincente passa anche da una certa gestione dei tuoi giocatori, perché prestare Gnoukouri a tizio invece che a caio, potrebbe voler dire trovarsi in casa un giocatore migliorato, oppure no, un giocatore importante, oppure uno che non sfonderà mai.

    Oggi abbiano dei mediocri che, sommati l’uno all’altro, ci sono costati una montagna di soldi. Avremmo potuto averne di migliori a costo zero, investendo i soldi sui campioni.

  9. Se analizzate le statistiche delle partite con Chievo e Bologna, vedete che c’è un’altissima percentuale tra i tiri in porta ricevuti e i gol subiti. Percentuale che rimane alta da molte stagioni. Come fate a non accorgervi che c’è un serio problema per la copertura del ruolo di portiere?

    • claudiopaga says:

      ma non e’ vero che e’ alta da molte stagioni, nel girone d’andata dell’anno scorso ad esempio con handanovic in stato di grazie avevamo forse la piu’ bassa d’europa, e di sicuro in italia.

    • Handanovic non mi è mai piaciuto.
      Molti pregi, qualche difetto; buonissimo portiere, ma meno di quanto gli viene comunemente riconosciuto.
      Ma, onestamente, non credo sia uno dei nostri problemi. Posso riconoscergli una colpa diretta di un 5% scarso dei gol che prendiamo, e un altro 5% di colpa parziale. In soldoni, di 5 gol su 40-50 che prendiamo.

  10. willerneroblu says:

    Pensate per un attimo se il gol di Murillo lo avesse fatto il nuovo Beethoven residente in quel di Milanello bianco…….

  11. luccarmi says:

    Gol di Murillo da cineteca, siamo fra le prime 10 squadre in Europa per tiri in porta (prima in Italia), 5 vittorie di fila in campionato, partita con il Bologna dominata con relativo passaggio del turno (con Handanovic, Brozovic, Perisic e Icardi in panchina). Possesso palla smpre a nostro favore (nettamente a nostro favore), occasioni da gol clamorosamente sbagliate, il che significa che produciamo gioco, un centrocampo di qualità che non avevamo da più di un lustro.
    Chi non trova motivo di gioire adesso, temo non lo trovi più.
    Pazienza, i gusti sono gusti, c’è anche chi “gli piace ciucciare il calzino” (si dice in toscana).
    Il terzino, arriverà. Se arriva a gennaio ci divertiremo davvero. Altrimenti pazienza, significa che non potevamo. Faremo di necessità virtù.
    Un pensiero a chi è sotto la neve e deve affrontare anche il terremoto.
    Luca Carmignani

  12. Luigi Baragiola says:

    L’analisi di Rudi trova la controprova nel nervosismo al limite del sensitivo del Nostro Mister Pioli.
    Abbiamo avuto pero’ la forza di reagire sempre grazie anche alle letture di Gagliardini (vedi assist a Palacio nel secondo tempo.), molto buono una volta calato il pressing del Bologna.

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