Pioli capisce di calcio, sa che la squadra ha dei limiti

Non proprio una grande Inter, per quel ho potuto ricavare dall’ascolto radiofonico del secondo tempo, dagli highlights e dai commenti si un po’ di tifosi.
Ma un’Inter che ha innanzitutto evitato di sbilanciarsi ed esporsi al pericolo più grande, in queste occasioni: dare fiducia all’avversario.

La pioggia battente spiega solo in parte la quantità di errori in disimpegno, una manovra faticosa e prevedibile, la completa assenza di spinta sulle fasce: oserei affermare che Pioli si sia raccomandato di non perdere le posizioni, confidando nell’intuizione di uno dei campioni – in questo caso, Candreva più Joao Mario.
joao-mario-gol-a-palermo

Sull’1-0 si poteva fare di meglio, ma Icardi era di luna storta, Perisic si ingarbugliava da solo, l’intesa fra Gagliardini e Brozovic è tutta da costruire.
Il quinto posto virtuale fotografa il valore di questa squadra, che può arrivare quarta, quinta o sesta (ma deve stare attenta a come reagirà alla prima onda contraria: ricordiamoci la parabola di Ranieri).

Partite come quella di ieri fanno pensare che Banega sia stato preso quando si pensava di giocare in tutt’altro modo e oggi non serva a nulla, che Ansaldi sia inadeguato non solo alle ambizioni di Suning ma di chiunque abbia ambizioni, che Perisic e Brozovic siano i più sacrificabili, l’estate prossima, se si vuole alzare il livello di continuità della manovra. Ci sono partite in cui la svogliatezza dei due croati sembra incurabile.
Pioli mi piace per tre motivi. Perché è fortunato (finché dura) e ha conquistato 22 punti sui 27 disponibili. Perché dispensa modestia, ma ha gli occhi che luccicano di orgoglio. Soprattutto, perché non chiede ai calciatori di fare cose che non sono in grado di fare.

Veder giocare l’Inter non riempie gli occhi, per la lentezza con cui si supera la metà campo e per l’insistenza con cui si cerca il gioco sulle fasce. ma è anche vero che non si assiste quasi più a quei palloni sanguinosamente perduti al centro, da cui gli avversari hanno fatto partire ripartenze micidiali, nella breve, iperrealista era De Boer.
Con il Pescara sembra già vinta, ma siccome la testa sarà al Quarto contro la Lazio, ci vorrà la stessa fame che è servita a Palermo.

PS – ho molto apprezzato la scelta di non indossare l’odiosa maglia catarifrangente, con la scusa della scarsa visibilità.

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11 Responses to Pioli capisce di calcio, sa che la squadra ha dei limiti

  1. Interator says:

    Questo filotto è una manna dal cielo, a patto che si continui a prendere più punti possibili con le squadre dopo di noi in classifica.
    Non servirebbe a niente vincere a Torino contro i primi in classifica (magari…) se poi nelle tre successive partite si dovessero perdere punti con le “piccole” (non ho ancora guardato le avversarie).
    Una piccola battuta su Gagliardini: è ancora troppo presto, ma le sue prestazioni inducono all’ottimismo. Ha personalità, tecnica ed è molto giovane.

  2. Non so. Banega, Perisic e Candreva mi sono sembrati enormemente penalizzati dal campo. Nel primo tempo hanno sbagliato tutto.
    Ansaldi, che tolte le due stupidate non aveva giocato male, D’Ambrosio, Gagliardini e i subentrati Kondogbia e Mario hanno tenuto molto meglio.
    Aver azzeccato i cambi, mi sembra un altro ottimo punto a favore di Pioli.

  3. Credo sia stata una partita da grande squadra, per la quale le solite testate avrebbero vomitato salamelecchi e #finoallafine oltre ogni, se solo i colori sociali fossero stati diversi. Nel gennaio 2016 il tabellino avrebbe registrato un 1-0 per i rosanero.

  4. willerneroblu says:

    Purtroppo il campionato che conta per noi è già finito salvo un suicidio sportivo di Roma e Napoli poi per quanto mi riguarda arrivare dal quarto posto in giù lo considero fuffa anche davanti al Milan!!
    Io vorrei ringraziare ancora una volta il caro Mancini……

  5. willerneroblu says:

    Ed è un peccato perchè questo è il campionato dell’amore…vero Buffon e Tagliavento??

  6. posto che ladridopati-roma-napoli sono più forti di noi, posto che mancano un’enormità di partite, posto che ci vuole anche un po’ di fortuna (non ieri, altre volte si)..ecco: posto tutto questo…non si poteva fare le cose logiche e, il 10 agosto, mettere la squadra in mano ad un allenatore con esperienza di italia? sempre forza inter!

  7. Salve Rudi, ma aggiungendo ai sacrificabili di oggi, quelli indicati ieri o l’altro ieri (Icardi, Murillo, Kondogbia, Palacio al tramonto, l’inutile Gabigol e non parliamo degli altri terzini) per te chi resterebbe? JM e Candreva con Miranda ormai tramontanti? Mi pare che, invece, la crescita complessiva sia evidente e, quindi, confesso che Pioli sta facendo meglio di quanto mi aspettassi. Sacrificare Brozovic e Banega (per parlare dei “grossi calibri” che potrebbero avere un certo mercato) e non certo Perisic, del quale mi sembra che continui ad ignorare i numeri (persino ieri che non è stata certo la sua miglior giornata è stato molto presente) sarebbe più che sufficiente per asciugare la pletora di interpreti non al giusto livello di una squadra che ha comunque bisogno di continuità. Una partita sotto la pioggia dopo la sfida da 120 minuti in Coppa Italia contro una squadra che cercava prima di tutto di non perdere non era molto facile da gestire per una compagine che ha davvero ancora poche certezze (vedi l’esperimento con Banega) e molte paure di fronte ai momenti decisivi. Ieri Icardi non era in vena, ma questo vuol anche dire che ha sbagliato un paio di gol quasi fatti e le occasioni vanno a merito suo e della squadra.

  8. luccarmi says:

    Direi che va già meglio. Siamo passati dai commenti che dicevano (cito in ordine sparso) quelli più gettonati

    1) Società ridicola/inesistente/barzelletta
    2) dirigenti incapaci
    3) giocatori incapaci
    spesso tutti e tre insieme, giusto per non far mancare nulla, a questo genere di commenti.
    Se un marziano avesse letto i commenti di appena un mese fa, ed i commenti oggi, supporrebbe (se non avesse altre informazioni) che sia cambiato tutto: proprietà, dirigenza, giocatori.

    invece non è cambiato nulla.
    Stessa proprietà, stessi dirigenti
    Stessi giocatori (con l’eccezione di Gagliardini che però è arrivato adesso).

    E’ cambiata una cosa sola: l’allenatore. Che per assurdo era l’unico non contestato.
    Buffo vero?

    Non avrei cambiato De Boer (anche se sono felicissimo che sia arrivato Pioli), ma questa è l’ennesima dimostrazione che la squadra, pur con dei limiti, c’era (e c’è). Come dicevo: la qualità di (molti) giocatori è indiscutibile.

    Evidentemente De Boer aveva sbagliato approccio, la squadra non lo seguiva più e (come scrissi a suo tempo, ma ci voleva poco a capirlo, bastava non essere accecati), i giocatori erano “contro” il tecnico ed il tecnico non era sostenuto dalla dirigenza / proprietà (almeno non adeguatamente). Basta poco per cambiare l’ esito di un incontro.

    Succede, può succedere. Specialmente dopo l’errore fatto nella gestione “rapporto con Mancini”.
    E’ capitato e capita in tutte le società che i giocatori non “legano” con un tecnico.

    Fatto sta che i fiumi di parole (cit.) scritti nelle stesse estenuanti critiche erano, per la maggior parte, completamente sbagliati.
    Luca Carmignani

  9. denny says:

    A me piaceva molto de Boer sono ancora convinto che se avesse avuto più tempo e fosse stato realmente supportato dalla società avremmo potuto fare grandi cose con lui (vedi la bellissima partita contro i ladri dopati) ma purtroppo ormai lo abbiamo bruciato nonostante tutto non ha mai parlato male dell’Inter, anzi si è comportato da gran signore ora però c’è Pioli quindi tutto il mio sostegno va a lui e devo dire che si sta dimostrando un ottimo tecnico e anche un bravo psicologo riuscendo a rivitalizzare giocatori che sembravano ai margini tipo Brozovic e Kondogbia x il terzo posto probabilmente è tardi ma chissà … giochiamocela fino in fondo e vediamo …

  10. willerneroblu says:

    Per me i due davanti alla difesa sono Kondo e Gagliardini senza alcun dubbio Joao Mario titolare a destra o sinistra al posto di Candreva o Perisic è in mezzo Brozovic o Banega navi due davanti alla difesa non si toccano!!

  11. Per me il fatto che oggi andiamo bene, è un’aggravante: mette in luce quello che ho pensato costantemente negli ultimi anni. Ossia che cambiando tutti i giocatori, allenatori, dirigenti, continuavamo a fallire.
    De Boer aveva le sue colpe, che perdere certe partite non era concepibile, ma c’era un problema più radicato si mezzi progetti abbandonati, zero programmazione, situazioni gestite malissimo.
    Credo che su una cosa Luca avesse assolutamente ragione: i cinesi si erano presi del tempo per capire cosa funzionasse e cosa no. Hanno capito che Thoihr di calcio non sa nulla, che serviva un allenatore affamato, un loro uomo a Milano, alcuni segnali importanti e chiarezza dei ruoli.
    Queste cose si stanno iniziando a vedere, e abbiamo smesso di essere una barzelletta.

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