Per un pugno di colori, Renato Casaro a Cremona

Quasi all’ultimo respiro – inaugurata il 3 dicembre, la mostra chiude il 29 gennaio – sono riuscito ad andare a Cremona per la mostra organizzata da quelli di Tapirulan all’interno di Santa Maria della Pietà.
“Di mestiere facevo il disegnatore di manifesti cinematografici”, spiega Renato Casaro, trevigiano del ’35. Lo si può definire cartellonista, cinepittore o in chissà quali altri modi: è uno di quegli artisti che risultano immensamente meno noti delle loro opere. Alcuni dei suoi cartelloni sono celeberrimi, mostra e catalogo consentono di ricostruire la sua estetica. Le tecniche predilette sono la tempera e l’aerografo. Da giovane, Casaro si innamorò di Norman Rockwell e affinò uno stile tendente all’iperrealismo.

balla-coi-lupi-renato-casaro-per-kevin-costner“Le mie opere erano un fotogramma dove si condensava un film intero”: una delle sintesi più riuscite è quella coagulata nelle due strisce di colore (bianco e roso) che Kevin Costner si dipinge sul volto, in «Balla coi lupi», a segnalare la sua transizione dalla civiltà dei bianchi a quella dei nativi americani.

il-te-nel-deserto-renato-casaro-per-bernardo-bertolucciCasaro comincia a produrre cartelloni sui colossal girati a Cinecittà. Diventa celebre con la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone e la sua fama si consolida nei primi anni Settanta con i film di Terence Hill e Bud Spencer. Sono sue le immagini pubblicitarie di film successo come «La Bibbia» (1965) e «Il fiume rosso» (1966). In seguito sviluppa uno stretto sodalizio con Celentano, frequenta assiduamente il cinema di Forman («Ragtime», «Amadeus») e Coppola («Cotton Club», «Rusty il selvaggio»), lavora per Rafelson («Il postino suona sempre due volte»), Oshima («Fury-O»), Annaud («Il nome della rosa») e Besson («Nikita»), e ai miei occhi dà il meglio di sé nella collaborazione con Bernardo Bertolucci. Sono di Casaro i magnifici manifesti per «Il piccolo Buddha», «L’ultimo imperatore» e «Il tè nel deserto» (forse il suo capolavoro).

Nei primi anni Ottanta, è Casaro a illustrare i primi tre capitoli della muscolare saga di John Rambo e alcuni film con Schwarzenegger. Il “painted movie” esce di scena a fine Novecento; tanto più veloce ed economica, la computer grafica si impossessa della cartellonistica cinematografica

A Cremona, accanto alla mostra che espone molte opere di Casaro, la chiesa sconsacrata ospita anche una selezione di 48 fra i 672 illustratori, da 45 Paesi diversi, che hanno provato a rinverdire i fasti della cinepittura. Ecco i 7 miei preferiti: Ronny Gazzola (Shining), Cristina Sestilli (Hollywood Party), Federico Conti Picamus (Titanic), Lorenzo Donati (The Truman Show), Davide Bonazzi (Una giornata particolare), Daniele Frattolin (Il pianista), Ariadna Sysoeva (Pulp Fiction).

Annunci

One Response to Per un pugno di colori, Renato Casaro a Cremona

  1. willerneroblu says:

    Ciao Rudi quante volte avrò visto l’immagine di BALLA COI LUPI non sapendo che fosse italiano l’ideatore grazie post per me super interessante!!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...