Simoni si nasce, recensioni e segnalazioni

Ricapitolo in un solo post le recensioni, le segnalazioni e le interviste usciti nella Rete a proposito della biografia di Gigi Simoni, uscita a novembre per Goalbook e realizzata da Luca Carmignani, Luca Tronchetti e dal sottoscritto.

simoniCOPInnanzitutto, un link al podcast di un’intervista che ho appena rilasciato a Radio Cusano Campus

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One Response to Simoni si nasce, recensioni e segnalazioni

  1. luccarmi says:

    Bellissima la tua intervista. Hai indubbiamente il dono di spiegare con chiarezza.
    Ho letto tutte le recensioni. Molte le avevo già lette, ma mi ha fatto comunque piacere.
    A parte la delirante recensione di juvepersempre.it (veramente: delirante, non mi vengono altri aggettivi), le altre le ho trovate discrete (anche quella di tuttojuve.com), alcune molto belle.
    Mi ha sorpreso scoprire che, in una recensione, riportano alcune frasi del libro, scritte da me.

    Volevo ringraziare, per questo, un frequentatore del blog di Rudi, che ho conosciuto a Venezia, nei due giorni di vacanza che ho trascorso in quella bellissima città.
    Ero alle prese con la scrittura del quarto (ed ultimo) capitolo che mi era stato assegnato: Leggenda Nerazzurra. Non potevo ovviamente ripetermi rispetto a Inter Forever e non mi veniva in mente nulla che non fosse banale. Avevo mille idee, ma nessuna che mi piacesse davvero.
    Il tempo chi impiego a scrivere un capitolo è misurabile in ore: due o tre. Al massimo. Poi magari settimane per migliorarlo, ed ovviamente settimane (prima) per raccogliere i dati, ma pochissime ore per scrivere. Non so spiegare perché, mi viene spontaneo. Come se avessi sempre saputo cosa scrivere.
    Ma per Leggenda Nerazzurra non iniziavo nemmeno.
    Gli chiesi: tu cosa scriveresti? Cosa diresti sulla Leggenda Nerazzurra del 1997.
    Mi rispose “Direi che l’Inter assomiglia a Ettore. Mancò la fortuna, non il coraggio”
    Tornai in albergo e dopo due ore il capitolo era scritto.
    Si deve dare il giusto merito alle persone. E dunque: grazie Marco.

    Queste le prime righe del capitolo Leggenda Nerazzurra che lascio a chi non ha voglia di leggere il libro.

    “L’ultimo vestito è senza tasche. Questo mi hanno insegnato. Significa una cosa molto semplice e assolutamente vera. Da questo mondo, non portiamo via nulla: lasciamo solamente.
    Funziona così per chiunque, nessuno escluso.
    Che cosa lascerà, di se stesso, Gigi Simoni, alle generazioni future? Lascerà qualcosa di immateriale e, per questo motivo, ancora più prezioso. Ciò che lascerà, non potrà andare perso, anzi, proprio per la “natura” del regalo (perché di regalo si tratta), che il mister ci fa, è qualcosa di eterno.
    Simoni ha attraversato, per 62 anni, il mondo del calcio e ha mostrato a tutti, cosa siano qualità come la tenacia, la serietà, l’eleganza, la sobrietà, il rispetto assoluto delle regole e l’educazione. Qualità fondamentali che, col tempo, purtroppo, vengono sempre più dimenticate, per lasciare posto all’arroganza, alla maleducazione, all’avidità, alla smania di voler ottenere tutto e subito: non importa come.

    Gigi Simoni si è “fatto da solo”. Senza l’aiuto di nessuno se non i maestri di calcio e di vita. Non ha avuto “santi in Paradiso” che lo hanno “aiutato”. Tutto ciò che ha ottenuto, è frutto del proprio lavoro, della propria bravura e, naturalmente, dei propri limiti. Errori, come ogni uomo, ne ha fatti e li ha pagati, senza sconti.
    Ma ci sono due insegnamenti particolari nell’esperienza di Simoni all’Inter. Gigi ha fatto vedere, nel corso dello stesso anno, come si vince e come si perde. Una vittoria sublime, fantastica che è stata la coppa Uefa, vinta a Parigi con un secco 3-0 alla Lazio e una mancata vittoria, incredibile per come è maturata, dello scudetto tricolore.
    Eppure, proprio da questa mancata vittoria, prende inizio una leggenda.
    La leggenda nerazzurra di un allenatore che fece dei giocatori
    dell’Inter un gruppo unito e coeso, dove tutti lottavano per lo stesso obiettivo: la vittoria.
    A rendere unica quella squadra, paradossalmente, furono gli errori arbitrali che ne impedirono il successo. A sentirsi vincitori morali di quello scudetto, non sono solo milioni dii tifosi dell’Inter. Ci sono anche i giocatori, i dirigenti, fino ad arrivare al più alto, il Presidente
    Massimo Moratti. C’è lo staff tecnico e, naturalmente, il “condottiero”
    di quel gruppo.
    …….
    Volendo trovare un parallelo con un eroe della letteratura, quell’Inter è paragonabile a Ettore. Non aveva il favore degli Dei, ma nonostante questo, affrontò Achille. Con coraggio. Con onore. Il “fato”, sotto forma di errori arbitrali, indirizzò l’esito della sfida, ma quello che mancò all’Inter fu la “fortuna”, non il valore. Anche per questo, quel gruppo è rimasto nel cuore dei tifosi.
    »….
    segue…

    Luca Carmignani

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