Le acque torbide di Javel, Léo Malet per Fazi (1954)

Stavolta l’Arrondissement è il XV, uno alla volta Malet li fa percorrere tutti dal suo personaggio prediletto, Nestor Burma, investigatore privato a cui piace raccontare le proprie vicende in prima persona, alternando fatti e considerazioni come questa: “La donna che mi aveva chiamato abitava in rue de la Saïde, precisamente in un immobile con affitti per tasche modeste, verosimilmente concepito da un architetto con un senso della famiglia molto sviluppato e con un parente medico che esercitava in zona”. Siamo in prossimità delle feste natalizie, Burma aggiunge che è una fortuna che certa gente non possa permettersi l’albero di Natale, “così non ha la tentazione di usarlo per impiccarsi”.

acque-torbide-javelSalace ma di buon cuore, Burma sa che quel lavoretto gli frutterà pochissimo, eppure regala un paio di franchi a un ragazzetto con la tosse e le scarpe rotte, in cambio di un’informazione che conosce già, per non ferirlo con un’elemosina. A chiamarlo, è Hortense, la moglie quarantenne di un vecchio conoscente. Forse l’investigatore si è chiesto perché non sia stato l’uomo a chiamarlo, la spiegazione è semplice: Paul è scomparso… Anzi, se n’è andato di casa, sapendola incinta.
Eppure, Paul Demessy era un uomo per bene, operaio alla Citroën, e Burma sa di essere a credito, per quanto lo ha aiutato. Promette alla moglie di riportarglielo.

“Sbirro privato”, è così che lo vedono gli altri: Nestor Burma è scapolo, fuma la pipa, guida una scassata Dugat, ha una segretaria, Hélène, carina e riservata, l’ufficio sta in rue des Petits-Champs. Intrattiene rapporti cordiali con il commissario Florimond Faroux, ma l’indole anarchica non lo renderebbe capace di lavorare per la Sûreté. Alla cliente, non ha detto che Paul un paio di mesi prima si era recato nel suo ufficio per chiedergli aiuto: cercava un medico per far abortire Hortense. A quanto pare, non aveva dato seguito al progetto e non ne aveva parlato con la compagna.

xv-arr

Il XV Arrondissement sta sulla Rive Gauche, al confine sud-ovest, ed è il risultato dell’annessione a Parigi dei comuni di Vaugirard e di Grenelle e di una parte di Issy, avvenuta nel 1860. Nei primi anni Cinquanta, quando è ambientata questa storia, è un quartiere già multietnico, fra magrebini, senegalesi e caraibici: dunque, è investito dalle tensioni politiche che porteranno alla fine del colonialismo.
C’è una costante nelle indagini di Burma: a un certo punto, si fa guidare dall’istinto anziché dalla prudenza e, come in questo caso, va a sbattere… “un oggetto contundente entrò in violento contatto con la base del mio principale strumento di lavoro e caddi in avanti”. Al risveglio, trova un cadavere…

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3 Responses to Le acque torbide di Javel, Léo Malet per Fazi (1954)

  1. Silvio Dossi says:

    Quello che trovo disarmante è la lentezza con cui li sta pubblicando Fazi, il primo è uscito nel marzo del 2002, senza considerare quelli che ha pubblicato Mondadori nella collana gialli “i nuovi misteri di Parigi” con altri titoli.

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