A proposito del ricorso per la squalifica di Perisic e Icardi

Oltre ai commenti qui sul blog, ne ricavo altri dalle chiacchiere a quattr’occhi, dalle email, da facebook. Da quest’ultimo ambiente, riprendo ciò che mi scrive l’amico Paolo Maggioni, fra gli autori del magnifico fumetto su Facchetti pubblicato da BeccoGiallo.

rizzoli-in-juve-inter

Paolo non è meno interista di me, ma è molto più giovane. Copio e incollo:
“Letto il blog come sempre, Molto bene su juve icardi e suning. Non condivido però la posizione sul ricorso. Non cambia le cose ma si deve fare. Suning fa bene a chiederlo, secondo me. Intanto perché alle ingiustizie ci si appella. Il doppiopesismo italiano è insopportabile: la discrezionalità caratteriale dell’arbitro è tracotante sul diritto e potenzialmente decisiva in molte situazioni. Spieghino, almeno. Poi c’è un piano ulteriore, di logica sostanzialmente imprenditoriale: capire in quale macchina stai mettendo un monte di soldi aiuta assai. Lo spirito con cui si stanno approcciando è molto interessante, molto laico. Non hanno logiche da rispettare, ma chiedono conto. Nasano ma non per questo si attengono. Siamo una squadra storicamente di opposizione, lo sanno, è la nostra forza narrativa, ma non c’è una tavola sacra che stabilisce che sia così in eterno. Lo scotto può essere altissimo ma è giusto (ri)provarci”.

Perché sottolineo la differenza di età fra me e Paolo? Perché trovo giusto che lui creda nella riformabilità del calcio italiano. Io ho smesso di crederci da un pezzo. Almeno da quando ho smesso di credere che l’Italia cambierà in meglio.
Senza alzare l’asticella fino ai massimi sistemi, il ricorso che Suning/Inter intende avanzare agli organi dell’autorità sportiva, mi sembra solo un gioco delle parti. Non cambierebbe nulla se Icardi fosse fermato per una sola giornata. Il potere ha già decretato chi comanda e per chi valgono le regole. Fare ricorso significa legittimare quelle autorità sportive che non hanno punito Allegri per lo sfogo isterico con il quarto uomo. In generale, sappiamo che le proteste dei bianconeri non sono mai punite, quelle degli altri sì. Vero è, come scrive Maggioni, che i cinesi “non hanno logiche da rispettare, ma chiedono conto. Nasano ma non per questo si attengono”. Infatti, stanno sperimentando sulla loro pelle che questo mercato è inquinato, condizionato da interessi extracampo, poteri che non rispondono a nessuno, arroganze che avanzano “cause temerarie” e intanto espongono scudetti rubati (salvo coprirli per un paio d’ore quando va a giocare la Nazionale).

La frase-chiave nel messaggio del mio amico mi pare questa: “Siamo una squadra storicamente di opposizione, lo sanno, è la nostra forza narrativa”. Spero abbia ragione, che i cinesi sappiano davvero cos’è l’Inter. Conoscano la sua “storica” differenza. Ne dubito, ma lo scopriremo presto.

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6 Responses to A proposito del ricorso per la squalifica di Perisic e Icardi

  1. Ripeto che secondo me i due casi sono profondamente diversi. Anzi, i casi sono tre.
    – La condotta generale di Rizzoli, per la quale si potrebbe fare un esposto, dal valore soprattutto simbolico: una dichiarazione di guerra, un avvertimento che i piedi in testa non li vogliamo.
    – La squalifica di Icardi, per la quale presenterei ricorso, motivandolo: un gesto di stizza come tanti, squalifica assurda
    – La squalifica di Perisic che mi pare sacrosanta, o comunque perfettamente in linea col regolamento. Speri di ottenere lo sconto a una giornata? Con quale motivazione? Ha rivolto frasi ingiuriose all’arbitro, che fosse nervoso non mi sembra un’attenuante. Poi, certo, fare un comunicato nel quale invitiamo a trattare tutti i vaffa nello stesso modo, che questo di Perisic sia un precedente

    Non presenterei ricorso per Perisic, per non dare il messaggio di chi protesta un pò qua e un po’ là sperando di rosicchiare degli sconticini dappertutto.

  2. willerneroblu says:

    Credo che nessuno sappia cosa pensino veramente i cinesi,la sensazione vedendo il figlio di Zhang è che stia cercando di capire prima di poter dire,atteggiamento da persona umile vogliosa di imparare e colpire al momento giusto.
    Io continuo a non capire il ruolo del Sig.Gardini le sue mansioni ed eventuali competenze!!

  3. Interator says:

    Invidio Paolo Maggioni che crede in un possibile cambiamento

  4. luccarmi says:

    Figli di un Dio minore.
    Questo siamo, storicamente. L’ottimo commento, riportato da Rudi, di un bravissimo scrittore, mi vede pienamente d’accordo. Non voglio utilizzare l’odiosissima frase “ve l’avevo detto” e non la userò. Scrivo infatti che, purtroppo, i miei più profondi timori, si sono rivelati fondati.
    Ho rivissuto la partita del ’97 ’98. Stesse sensazioni, stesse orribili situazioni, forse addirittura peggiori. La punizione battuta da chiellini che ha liberato Icardi solo davanti a buffon ed il fischio, senza alcuna spiegazione logica, di Rizzoli che interrompe l’azione (negando, di fatto, il gol) è la pietra tombale su qualsiasi discorso.
    Ma ciò che era intollerabile 10 o 20 anni fa, lo è a maggior ragione oggi: il comportamento dei media. Non si possono davvero sentire questi commenti. Ed ho un dato certo: un commentatore, almeno uno, famosissimo, che ha detto che non c’era rigore su Icardi o che era molto dubbio, ebbene costui, sa con certezza che era rigore. Dunque ha mentito sapendo di mentire. Perché?
    Per assurdo però io sono felice. I motivi per gioire, sono davvero tanti. Li vado ad elencare.
    1) se non bastassero i numeri, sulle ammonizioni, sulle espulsioni, sui rigori, sui commenti delle PI, adesso c’è un “dato di fatto”, un punto inequivocabile, una pietra miliare su cui non è possibile avere interpretazioni diverse da questa: siamo figli di un Dio minore. Esattamente come successe nel ’97 ’98
    2) Rudi ha detto una cosa molto importante: adesso i cinesi sanno. Secondo me lo avevano già capito, ma adesso, per il punto 1) non hanno più dubbi. Se li sono tolti, nel caso li avessero avuti. Adesso devono decidere: vogliono fare come il Dott. Moratti che “investì” sull’Inter somme ingentissime lasciando che calciopoli gli togliesse quasi tutto, oppure “ci mettono mano”?
    3) La squadra c’è; c’è davvero. non siamo all’anno zero, non sono io che sono ottimista: è la realtà. Certo ci manca qualcosa, forse più di qualcosa, ma la base c’è ed è ottima.
    4) Non solo gli interisti hanno visto. Tutto il mondo ha visto. Possono negarlo, ma lo sanno. Lo sanno benissimo e “sanno che noi sappiamo”.
    5) Abbiamo attraversato il deserto. Per 6 lunghi anni siamo passati da una ricca e prosperosa pianura fatta di trionfi, ad un deserto che pareva senza fine. Alle colpe nostre, ad una crisi economica mai vista, si sono sommate le “ire del palazzo”. Niente acqua (leggasi rigori che ci spettano), niente cibo (leggasi espulsioni / falli ecc. generalmente a nostro sfavore), niente mezzi di sostentamento (leggasi FFP). Eppure, siamo più vivi che mai. Milioni di interisti in tutto il mondo sono pronti a correre a vedere le partite, record (in Italia) di presenza allo stadio, nonostante un quarto posto ed un inizio dell’anno poco meno che disastroso. Come ho già avuto modo di scrivere, la forza di una società è data dai tifosi. Nessuna tifoseria è pari alla nostra. Suning lo sapeva ed ora ne ha conferma. Nessuno si sa spiegare perché gli interisti siano come l’entropia dell’Universo: aumentano sempre. Siamo vivi, siamo ancora più numerosi alla faccia di tutti. Ancora quest’ anno, forse anche il prossimo, poi le vacche magre sono finite. E torneremo a vincere. Come sempre.

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