Città amara (Fat City), Leonard Gardner, 1969

Trentacinquenne, Gardner pubblica quello che resterà il suo unico romanzo, «Fat City», tradotto per Fazi da Stefano Tummolini. Comincia alla fine degli anni Cinquanta a Stockton, California, “ottantamila anime”, la città natale dello scrittore.

citta-amara-gardnerPer primo entra in scena Billy Tully. Da quando sua moglie l’ha lasciato, ha cambiato cinque hotel in un anno e mezzo. Era un pugile, ora fa il cuoco in una tavola calda. La sera prima ha abbattuto un uomo con un solo pugno; a 29 anni, Tully pensa di aver abbandonato la carriera troppo presto. Torna in palestra, dove incrocia uno sconosciuto diciottenne, Ernie Munger. Il ragazzo gli dà una lezione… Tully aveva conosciuto la futura moglie quando era un pugile in ascesa, l’aveva desiderata e poi esibita, finché il suo manager gli organizzò combattimenti superiori alle sue capacità. Sconfitto, aveva cercato nella moglie un sostegno, inutilmente: la sua perdita l’aveva quasi annichilito. Lynn si è risposata con un barista di Reno.

Il secondo personaggio, Ernie Munger, lavora di notte in una pompa di benzina e vive in casa con i genitori. Seguendo il consiglio di Tully, va nella palestra dove si allenano i pugili. Quell’ambiente gli piace subito. Si fa picchiare senza lamentarsi, migliora ogni giorno, suscita crescenti speranze in Ruben Luna, già manager di Tully, che ne ha intravisto le qualità. Oltretutto, Ernie è bianco, e c’è un gran bisogno di bianchi sul ring. La sorella maggiore di Ernie si è sposata da poco, annunciando ai genitori il fatto compiuto. Lui tiene nascoste la sua vita sentimentale e la frequentazione della palestra. Si è accorto di avere molta resistenza, una pelle coriacea, un’alta soglia del dolore.

Il terzo protagonista è Ruben Luna. Accompagna Ernie a fare il certificato medico e a bruciargli le vene del naso, che sanguina troppo. Da qualche mese, il diciottenne esce con Faye, “una ragazza severa, coi capelli neri e i denti grandi e bellissimi, la pelle chiara, e un corpicino formoso che a Ernie sembrava quanto mai difficile da stimolare. Aveva cominciato a uscire con lei perché sapeva che in passato era stata con Steve Bonomo, dei cui trionfi con un’altra ragazza Ernie aveva letto sul muro del cesso di un liceo. La prima volta che era uscito da solo con lei, gli era sembrato di notare una differenza rispetto alle ragazze con le gambe storte che aveva frequentato fino ad allora”. Fa l’amore con Faye il giorno prima del primo combattimento, in auto, sotto un temporale; l’auto si impantana, lui è già pentito di trovarsi lì con lei.

L’ambiente del pugilato viene descritto come quello della tossicodipendenza: un inferno di cui non si può fare a meno, perché solo a quel dolore si riesce a dare un senso. «Fat City» è un libro di sconfitti, disperati, persone sull’orlo dell’abisso. Alla deriva, appena scendono dal ring.

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3 Responses to Città amara (Fat City), Leonard Gardner, 1969

  1. Bellissimo il film di Houston con Stacy Keach

  2. Rudi says:

    Visto tanti anni fa, mi riprometto di rivederlo presto.

  3. Pingback: Città amara [Fat City], John Huston, 1972 [Tv95] – 9 | RUDI

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