Pisapia candidato premier?

Mi ricordo un paio di discussioni di un paio d’anni fa.
La prima partiva dal fatto che l’Inter non era riuscita a costruirsi un suo stadio nemmeno con la presenza di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Noto interista, poteva essere l’amico al posto giusto al momento giusto, ma mi spiegarono che Pisapia non era della pasta di quei piddini torinesi che hanno regalato alla Juve il nuovo stadio (a condizioni irripetibili per qualunque altra società: ma forse la Raggi farà peggio con la Roma). In altre parole, Pisapia non faceva regali nemmeno all’Inter.

La seconda discussione scaturì quando il sindaco uscente disse che non si sarebbe ricandidato. Ricordo che andai a vedere su wikipedia: aveva 65 anni (oggi 67, un mese in meno di D’Alema), una lunga carriera politica (dieci anni da deputato, indipendente per Rifondazione comunista, prima dei cinque da sindaco), e una fama da grande avvocato accantonata su invito di Bertinotti per seguire la nuova vocazione. Pensai, inoltre, che il Post Expo poteva riservare sgradite sorprese.

pisapia-fra-thohir-e-moratti

In entrambi i casi avevo concluso che Pisapia fosse serio quanto scaltro, e che avesse deciso di chiudere la lunga parentesi politica per tornare alle ben più remunerative aule di tribunale. Immaginatevi la sorpresa quando l’ho sentito annunciare un fantomatico “campo progressista”, un soggetto di sinistra che dovrebbe poi allearsi con il Pd, trasformando Renzi in Sanders o Corbyn.

Oggi leggo che Gad Lerner – interista, milanese, amico di Pisapia, e altra persona di cui ho stima – lancia il nome di Pisapia come “il nuovo Prodi”. Ricopio: “Giuliano non è Mandrake che arriva e spacca tutto. Ma io so che con Renzi non è certo nemmeno che il Pd esista ancora da qui a qualche mese. Ha scelto di tenere il partito in ostaggio dopo che ha perso il referendum. Lo vedo disorientato, senza un orizzonte avanti a sé e un processo di atomizzazione delle istanze e dei profili. Correnti su correnti, minoranze che si distinguono e si sovrappongono… A Milano, Pisapia ha mostrato come si governa. Gentilezza e rigore. Mai dato adito a un’inchiesta, ha attraversato la città con i suoi piedi e le sue opere si vedono. Lasciatemi poi dire che Giuliano è l’unico che può raccogliere il vasto campo di una sinistra delusa, dispersa, ora silente”.

Non so cosa Lerner sappia che io non so, ma ritengo che la possibilità che Pisapia sia il candidato premier del centro-sinistra non vada oltre il 5%. Certo, mille volte meglio di Renzi, ma aspetto di vedere come reagirà colui che “ha scelto di tenere il partito in ostaggio dopo che ha perso il referendum”.

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2 Responses to Pisapia candidato premier?

  1. francesco says:

    Pisapia è stato un ottimo sindaco. Lo voterei volentieri ma sto alla tua percentuale

  2. antonior66 says:

    Chi di noi non voterebbe Pisapia?

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