Kent Haruf, non sapevo esistesse fino a una settimana fa

Non conoscevo questo scrittore statunitense, morto nel 2014. Ho cominciato a leggere “Benedizione”, ultimo romanzo di una trilogia ambientata nell’immaginaria Holt (Colorado), ed è stato un colpo di fulmine.
benedizione_kent-harufComincia con un quasi ottantenne a cui viene diagnosticato un cancro terminale. Un mese di vita, poco più.

“Non succede niente senza che la gente lo venga a sapere”, dice Dad Lewis alla moglie Mary, alla figlia Lorraine e a piccolo gruppo di conoscenti che sono passati a trovarlo. La malattia procede, interrotta da divagazioni fulminanti. In appena 8 pagine, Kent Haruf racconta quanto segue.

“Quarant’anni prima, quando quella faccenda si era conclusa, Dad Lewis si era stupito soltanto di averci messo così tanto a scoprirlo”. Gestiva la ferramenta di Holt, vi aveva lavorato da garzone e poi l’aveva comprata dal vecchio proprietario, andato a vivere dalla figlia. Quarant’anni prima, Dad aveva scoperto che il suo unico dipendente, Clayton, lo derubava. Piccole cifre, da anni. Lo licenzia in tronco, ma non lo denuncia alla polizia, Clayton ha moglie e due figli piccoli, ha lavorato con lui per quasi cinque anni. Ma è tale la delusione sul “genere umano”, che Dad aggiunge una condizione: Clayton deve firmargli una confessione, che lui metterà in una cassetta di sicurezza, e poi lasciare la cittadina. L’aiutante lo implora, poi firma. Il giorno dopo lo chiama al telefono e gli chiede di potergli parlare, lo prega, insiste, Dad infine accetta. Ha un po’ paura, verifica che la pistola nel cassetto sia carica. All’appuntamento si presenta Tanya, la moglie. Sotto il lungo soprabito è nuda; si offre a Dad per un anno, se strapperà la confessione e non li obbligherà a lasciare Holt. Tanya è ancora giovane e abbastanza graziosa, ma Dad rifiuta. Così, i Clayton si trasferirono cento miglia a sud. Un paio di mesi dopo, Dad Lewis ricevette una telefonata: era Tanya, lo informava del suicidio del marito e gli scaricava addosso una sequela di maledizioni…

La fine si avvicina, lui rifiuta gli antidolorifici per mantenersi lucido; si addormenta in continuazione; a ogni incontro, si comporta come se fosse un addio, un’ultima volta.

Dad non è il solo protagonista di questa storia. Anzi, con il passare delle pagine si coglie un impianto corale, che spinge il lettore a immaginare Holt, le sue vie, la forma delle case, i silenzi senza tempo dell’America profonda. Una delle vicende più intense coinvolge il reverendo Lyle. Un suo sermone – che propone ai fedeli di credere a Gesù quando dice di porgere l’altra guancia e amare chi ci fa del male, e che il reverendo invita a interpretare come valido per le singole persone come per gli Stati Uniti – suscita un forte risentimento. Molti fedeli escono dalla chiesa, alcuni lo accusano di essere amico dei terroristi. Qualche sera dopo, lo picchiano per strada. Moglie e figlio pensano sia pazzo.

E poi c’è Alene, la figlia di Willa, che non si è mai sposata e ha conosciuto l’amore, tanti anni prima, solo con un uomo sposato. Alene, Willa e Lorraine hanno “adottato” Alice, una bambina di otto anni rimasta orfana, che vive con la nonna, Berta May, la vicina di casa di Dad e Mary. Un giorno Berta convince la nipotina ad andare a trovare il vecchio Dad per un’ultima volta. Dad regala ad Alice alcune vecchie cose che ha conservato da quand’era ragazzo e gli viene l’impulso di toccarle il viso. Più tardi, Lorraine gli farà notare che non ha mai accarezzato lei, da bambina. Lui lo sa, sa di essere stato troppo occupato per fare il padre nel modo giusto. È una scena commovente, insostenibile. Magica, per l’esattezza delle emozioni e la misura nel raccontarle.

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11 Responses to Kent Haruf, non sapevo esistesse fino a una settimana fa

  1. willerneroblu says:

    Ciao Rudi visto che parli di Usa se per caso non lo hai ancora fatto guarda su Sky il Film Documentario The Disunited States Of America

  2. Carlo Crema says:

    Ciao, il primo e il terzo sono i migliori. Secondo me. Se mi permetti un ulteriore consiglio “stelleestrisce”, leggi La Baia di James A. Michener. L’ho appena finito ed è stupendo.

  3. Neanch’io lo conoscevo, ma negli ultimi 4-5 giorni sei il terzo che me ne parla.
    Mi sono perso qualcosa?

  4. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa online Haruf- Benedizione

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