Giù la testa [id.], Sergio Leone, 1971 [Tv17] – 8

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Messico, 1913: la rivoluzione procede a sussulti, la restaurazione ha assassinato Francisco Madero, il nuovo dittatore si chiama Huerta, è ripresa la guerriglia guidata da Pancho Villa e Emiliano Zapata, il tradimento è all’ordine del giorno, il potere moltiplica le esecuzioni in piazza e non esita a torturare e usare i carriarmati… Rod Steiger, James Coburn e Romolo Valli sono gli interpreti di questo western impregnato dagli umori del Sessantotto, aperto da una citazione di Mao e con un esplicito omaggio a Bakunin.

La musica di Morricone enfatizza al parossismo l’estetica di Leone, il suo uso della luce e dello spazio, che qui rifulge nelle grandiose manifestazioni della dinamite e della nitroglicerina; gli esterni furono girati in Spagna nella valle di Almería.
Lo scetticismo nei confronti della rivoluzione è espresso da Miranda, a capo di una sgangherata banda di figli e cugini: “C’è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: “Oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto”… e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti!”. Bersaglio di questa invettiva è Mallory, membro dell’IRA fuggito dall’Irlanda dopo un fatto di sangue. “Dove c’è rivoluzione c’è confusione”, ribatte l’irlandese.

Si annusano e respingono, il popolano Juan (Miranda) e l’idealista Sean (Mallory), si ingannano reciprocamente, cercano di prevelare uno sull’altro, finché scoprono un’affinità profonda, un’amicizia da mettere a repentaglio la propria vita. Diventano eroi, loro malgrado. Chi muore da eroe predestinato è l’altra figura chiave della trama, il dottor Villega, coraggioso e ironico, finché non viene piegato dalle torture (censurate nella versione italiana).

Una delle scene più potenti anticipa alcune fra le più emozionanti canzoni di Guccini: “Una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia”.

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4 Responses to Giù la testa [id.], Sergio Leone, 1971 [Tv17] – 8

  1. luccarmi says:

    Per me uno dei migliori 5 film di sempre.

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