Sulle tracce di Catwoman, Brubaker e Cooke

Selina Kyle appare nel 1940 sul primo numero della testata dedicata a Batman per mano di Bob Kane e Bill Finger, ispirandosi alle fattezze di Jean Harlow. Gli autori hanno subito chiaro che Selina non deve essere un nemico di Batman, ma nemmeno un amico: fra i due si insinua una forte dose di ambiguità, una sorta di attrazione che verrà amplificata da Frank Miller e David Mazzucchelli in «Year One» (1987), imponendo una svolta caratteriale a cui tutti i successori dovranno adeguarsi; la Catwoman di Miller diventa un’abilissima ladra che riscatta un’infanzia di patimenti.

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Al cinema, nel 1992, Tim Burton la fa interpretare da Michelle Pfeiffer, vent’anni dopo Christopher Nolan sceglie Anne Hathaway; nel 2004 era stata Halle Berry a tentare di salvare, inutilmente, il film diretto da Pitof (in quel caso, l’identità senza maschera è quella di Patience Phillips), e la scelta della Berry si riallacciava alla breve parentesi televisiva di un’altra afroamericana, Eartha Kitt. In tv, la giovanissima Camren Renee Bicondova è Selina nel recente serial «Gotham», mentre Lee Merywether fu la prima (1966) a interpretarla al cinema, lo stesso anno in cui Julie Newmar cominciò a impersonarla in tv.

sulle-tracce-di-catwomanLo stile di Brubaker è quello del noir sporco e notturno, con ottimi dialoghi e incisive riflessioni introspettive.

L’abbinamento con il segno cartoonesco di Cooke si rivela magnifico: la sua versione grafica di Catwoman è carica di fascino, per il taglio dell’inquadratura, l’uso delle ombre, la fisionomia “alla Audrey Hepburn”, la felinità delle movenze, l’agilità, la velocità, la coordinazione dei movimenti. Gli occhi, poi, sono meravigliosi. È all’artista canadese, scomparso meno di un anno fa, che si deve il merito di aver rivitalizzato un personaggio quasi affogato nei clichées.

Questo volume raccoglie le storie pubblicate su «Detective Comics» 759-762, un nuovo inizio per Catwoman. L’indole femminista del personaggio non è mai stata resa meglio.

La sua differenza da Batman sta tutta nelle parole che usa per catturare l’assassino seriale che, nel disinteresse della polizia corrotta, uccide prostitute dopo averle selvaggiamente picchiate. “Io le difenderò. Perché nessun altro la farà”. Nemmeno Batman, che anche se ci tiene, queste donne non sono in cima alla sua lista. Per come la vede lui, hanno scelto una vita nel crimine, e anche se sono vittime, non sono innocenti”.

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