Tre mesi fa abbiamo corso un bel rischio

Vedi Renzi dalla Gruber, e capisci che non ha imparato niente.
Andrà a sbattere ancora: peggio per lui e per chi ancora gli crede.

Non ha capito quello che è accaduto il 4 dicembre 2016, giusto tre mesi fa.

Sembra incredibile, ma è diventato ancora più borioso, gli pare di aver sempre ragione, di averla sempre avuta, e di non essere stato compreso.
Nega l’evidenza, appare impermeabile a ogni obiezione, non fa che alzare il tasso di demagogia a livelli ancora più insopportabili. La lunga frequentazione del potere ha aggiunto vittimismo all’arroganza. I suoi consulenti per l’immagine sono riusciti nell’impresa di renderlo ancor più antipatico dopo una sconfitta: persino D’Alema, dopo il disastro delle Regionali 2000, per 5 minuti era apparso più umano. 
Se insistono e gli chiedono cosa ha sbagliato, Renzi risponde “tante cose”, senza specificarne nemmeno una. Peggio, rimprovera gli elettori che non gli hanno dato pieni poteri, quegli stupidi…

Per fortuna, c’è stato il 4 dicembre. QUI

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26 Responses to Tre mesi fa abbiamo corso un bel rischio

  1. gaggyblog says:

    Ritratto perfetto!
    Non sono un politologo, ma mi sembra che in quanto a strategia il soggetto in questione abbia molte lacune.
    Sono convinto andrà a sbattere facendo frantumare ogni possibilità di avere politiche responsabili con un occhio particolare alla giustizia sociale e lasciando campo aperto a imbonitori e demagoghi.
    La sensazione è quella di aver buttato via una ghiotta occasione per migliorare il paese. Ma, purtroppo, le occasioni mancate, in parecchi campi, formano un lungo elenco.

  2. Caro Rudi, se lui è stato, a tuo modo di vedere, giustamente sconfitto. Ora cosa pretendi che sia lui ad indicare un nuovo possibile percorribile cammino. Beh il 4 dicembre è stato sconfitto da un ampio rassemblemant (ti piace di più di accozzaglia) adesso almeno uno di questi soggetti spero che troverà una soluzione alla palude in cui siamo precipitati ( 3 partiti al 30% con una legge proporzionale). Ci sarà un altra proposta alternativa rispetto a Renzi che non sia Salvini, Grillo o Meloni. Attendo fiducioso.

  3. La cosa che mi ha sempre spaventato di più del renzismo è l’assoluta buona fede di fondo, se così vogliamo chiamarla. Ci credono davvero di essere il nuovo che avanza, i rottamatoti di una politica che non funziona più, coloro che ci faranno stare al passo col mondo.
    Credono davvero di essere la nuova sinistra, che i 430€ di servizio civile siano giustizia sociale, che l’articolo 18 fosse un privilegio di alcune corporazioni, che il precariato andrebbe chiamato dinamicità. Che la soluzione sta nell’expo e nelle olimpiadi.
    Sono i perfetti maggiordomi della globalizzazione folle, del turbocapitalismo, in quanto fanno i loro interessi convinti di fare il bene di tutti. È una generazione politica plasmata in laboratorio, totalmente convinta di stare dalla parte del giusto. E questo giustifica arroganza e vittimismo.

    • denny says:

      In fondo anche i berluscones erano (sono?) in buona fede pensavano che silvio avrebbe salvato il paese da quei cattivoni comunisti e ci avrebbe portato il nuovo miracolo italiano … La cosa che mi lascia più stupito è che un sacco di gente (elettori di destra e sinistra) non si accorge di quanto berlusconi e renzi siano simili, criticano uno e difendono l’altro come se le loro politiche fossero opposte, e magari si odiano fra loro perché convinti di essere avversari

      • Tra Berlusconi e Renzi credo che ci sia una differenza di fondo.
        Silvio era uno che fondamentalmente usava la politica per i propri porci comodi, ma aveva un ego smisurato per il quale voleva essere benvoluto dalla gente.
        Renzi è uno che usa la politica per arrivare, e ha un ego smisurato per via del quale è convinto di avere le soluzioni assolutamente giuste per tutto. I fatti gli daranno ragione, la gente gli darà ragione, lui starà nell’Olimpo, dove gli spetta.

      • antonior66 says:

        Io invece vedo una grande similitudine tra Berlusconi e Grillo.
        Entrambi pregiudicati, entrambi padroni assoluti del proprio partito, entrambi autoinvestitosi di tale ruolo, entrambi portatori di un linguaggio volgare ed intrinsecamente sessista, entrambi pretendono di rappresentare il 100% dei voti, entrambi antieuropei, in una sola parola entrambi intrinsecamente fascisti.

      • denny says:

        X me le somiglianze non sono tanto personali ma politiche, credo che lo stesso berlusconi abbia detto in qualche occasione che renzi stava facendo quello che avrebbe voluto fare lui (x es. le cose citate da calci0mercat0 nel suo primo commento), cmq a scanso di equivoci grillo non piace neanche a me ma se le alternative sono quelle attuali non mi sorprende il successo del m5s

      • francesco says:

        no dai, questo video no, ti prego….. una roba proprio da social grillino…. ad una mia amica che l’ha postato scrivendo le cose solite tipo “gli italiani hanno fame” io ho fatto notare che difficilmente questa ragazza soffrisse la fame. e che senza europa ed euro col cazzo che la laurea la prendeva, visto che saremmo stati a livello mozambicano

      • A me sembra molto grillina la logica del bianco/nero, che ormai purtroppo ha contagiato ogni discussione politica. Tra l’euroscetticismo e l’euroentusiasmo c’è una via di mezzo. I possibili disastri di non entrate in Europa non credo sia un alibi per l’UE e le sue politiche scellerate. Ripeto, credo che il problema del centro sinistra italiano degli ultimi anni sia proprio l’essere sempre convinti di stare dalla parte giusta, di essere in buona fede. Il fulcro del discorso della ragazza è che Prodi non riconosce la sua Europa, come domani Renzi non avrebbe riconosciuto la sua Italia. È gente che fa politiche da destra liberista e non se ne rende conto, è convinta di fare robe di sinistra.

      • antonior66 says:

        Mi sarebbe piaciuto ascoltare la risposta di Prodi.
        La domanda contiene una serie di affermazioni completamente sballate. A partire dall’Iri, ed a finire con l’euro.

      • Con questa storia di far sempre bella mostra delle unioni civili si andrà avanti settant’anni, un po’ come fa qualcuno con la bonifica dell’Agropontino.
        Sacrosanti eh i diritti civili, per carità, ma usarli come foglia di fico per coprire dati come una disoccupazione giovanile al 40% (quando con il 29% si chiedeva la testa di Berlusconi) mi sembra disonesto.
        Ormai il renzismo potrebbe chiamarsi la politica del “meglio che niente”, o “meglio di Grillo e Salvini”. Mi sembra un po’ la filosofia di certi nostri compagni di tifo, che appena fai una critica all’Inter ti rispondono “sempre meglio che il BBilan”

      • antonior66 says:

        Caro calciomercato, io ho citato anche la legge sul caporalato, potrei parlare della gestione dei musei di Franceschini, ad esempio.
        Su questo, almeno, siamo d’accordo?
        So già che su jobs act e buona scuola non siamo d’accordo

      • La legge sul caporalato è una miglioria e semplificazione di una legge del governo Berlusconi (2011). Rivalutiamo anche Berlusconi, allora? Questa miglioria (positiva e necessaria) è stata votata da tutti, zero contrari. Plauso al governo che l’ha portata avanti, ma evidentemente era un’urgenza sentita e voluta da tutti, grillini e Lega compresi.

        Sui musei potrei essere anche d’accordo, come posso essere d’accordo con la legge contro il fumo nei locali pubblici, ma davvero vogliamo giudicare un governo da queste cose? Davvero sono queste le priorità di un paese?
        Torniamo sempre lì, Antonio: se una marea di persone è andata a votare contro Renzi e il suo operato, qualcosa vorrà dire. Se, solo a Firenze, hanno chiuso 450 botteghe in due anni, se c’è stato un aumento del 30% dei licenziamenti disciplinari, il 40% di disoccupazione giovanile, qualcosa vorrà dire.
        Poi, se qualcuno preferisce credere che la colpa è della gente che si fa annebbiare la mente da Grillo e dalle bufale online antivaccini, faccia pure. A me non sembra tanto distante da chi dice che senza errori arbitrali saremmo a lottare per lo scudetto.

  4. willerneroblu says:

    Certo tutta colpa di Renzi,sapete cosa vi dico anche se non conterà nulla,alle prossime elezioni voto Lega Nord!!!!

  5. antonior66 says:

    Davvero, che rischio abbiamo corso. Invece ora il sol dell’Avvenire ci attende.

  6. antonior66 says:

    Denny tipo la legge sul caporalato, quella sulle unioni civili?
    Il jobs act che stabilizza i precari?

  7. francesco says:

    Renzi è l’unico politico di sinistra in Italia. poi può essere una sinistra che non piace perchè magari a qualcuno piacerebbe la collettivizzazione dei mezzi di produzione (ma non capisco come si concili ciò con la passione verso miliardari poco intelligenti incidentalmente indossanti la maglia nerazzurra). ma la cosa di cui ancora non mi capacito è l’indulgenza verso il fascismo pentastellato…..una roba che non capisco, veramente

  8. Ho appena scoperto che Nancy Fraser, filosofa e femminista, ha scritto due articoli meravigliosi nei quali parla di tante concetti che ho provato a esprimere io in questi mesi su Trump, brexit, Renzi. Io l’ho fatto malamente, ma quello che volevo umilmente dire sta tutto qua, detto da una brava

    http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=27634

    • antonior66 says:

      In Italia un Sanders non c’è. Negli States potrebbe essere una buona alternativa Elizabeth Warren.

      • A mio modo di vedere il fulcro dell’articolo è questo, non tanto la fiducia che Fraser ripone su Sanders: “Anche se differiscono per  ideologia e obiettivi, questi ammutinamenti elettorali condividono un bersaglio comune: sono tutti dei rifiuti della globalizzazione delle multinazionali, del neoliberismo e delle istituzioni politiche che li hanno promossi. In ogni caso, gli elettori stanno dicendo “No!” alla combinazione letale di austerità, libero commercio, debito predatorio e lavoro precario mal pagato che caratterizza il capitalismo finanziarizzato oggi”.
        Tra il dire NO al neoliberismo mascherato di Obama, Clinton e Renzi e dire SÌ all’industrialismo ottocentesco di Trump, o al nazionalismo razzista di Salvini e al populismo di Grillo c’è una vastità. È un terreno vuoto al momento, ma dal quale devono emergere delle alternative, la democrazia sta tutta nelle mille sfumature possibili all’interno di questo spazio. Se poi non nasce nulla, vuol dire che non c’è speranza. Di sicuro il gioco di dover scegliere tra neoliberismo globalista e fascismo reazionario non lo accetto, finché avrò un briciolo di pensiero critico nella testa.

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