La legge della notte [Live by Night] – Ben Affleck, 2016 [cine11] – 5

Scritto, diretto, prodotto e interpretato da Ben Affleck, adattando l’omonimo romanzo di Dennis Lehane («Mystic River», «Shutter Island»), coinvolto come produttore esecutivo, insieme a Leo DiCaprio.

È un film di clichées, nel genere gangster-movie li rispetta tutti, senza un solo guizzo di originalità; ne deriva uno spettacolo frenetico eppure noioso, pieno di sparatorie e ammazzamenti, appiattito da una voce fuori campo (quella del protagonista), che prende per mano il pubblico e scommette sul fatto che tutti abbiano, più o meno, otto anni.

Ambientato negli anni del Proibizionismo, il film segue le tracce di Joe Coughlin, reduce dal fronte francese nella Prima guerra mondiale, e deciso a non ubbidire mai più a un ordine. Figlio di un capitano di polizia di Boston, Joe prende la strada del fuorilegge (ma non è un gangster, o almeno così se la racconta). Per rendere la vita più pericolosa, si innamora della bionda amante (Sienna Miller) del boss più sanguinario. Finisce in galera, se la cava a buon mercato, e all’uscita, riprende da dove aveva lasciato, divenendo il plenipotenziario del tipico mafioso italiano (Remo Girone). In Florida, si innamora di Zoe Saldana e fa soldi a palate trafficando rhum. Joe sa che il Proibizionismo finirà, e ben prima di Bugsy Siegel (Beatty) e Michael Corleone (Pacino) intuisce che il futuro è nel gioco d’azzardo.

Nausea da eccesso di sapori: la guerra fra mafia irlandese e italiane, il Ku Klux Klan, l’ossessione religiosa, l’onore e la vendetta, il dolore e la redenzione… Giustamente stroncato dalla critica, il film mi conferma che fu un’ubriacatura patriottica ad assegnare tanti Oscar a «Argo».
Patinate dalla mano di Robert Richardson (tre Oscar: «JFK», «The Aviator», «Hugo Cabret»), tante, belle immagini si srotolano verso il finale più prevedibile. Vi affogano ottimi attori come Chris Cooper, Elle Fanning e Brendan Gleeson. Quanto a lui, il factotum Affleck, fa ripensare alle due espressioni che un tempo vennero attribuite a Clint: con o senza il cappello.

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